Benvenuto nel Blog di Satsang Milano

"La preghiera di Amma è che l'amore porti sollievo nella vita di tutti e ci offre l'opportunità di condividere questo sogno ognuno secondo il proprio stile, secondo i propri mezzi e secondo le proprie aspirazioni. Embracing the World è un sogno che diventa realtà e con le nostre attività sosteniamo questo meraviglioso progetto. " - Amma

Insieme per la Natura

"Amma chiede a ogni abitante del pianeta di offrire il proprio contributo per riportare l'armonia nella NATURA" - Amma

In Armonia

Molte voci si fondono per creare un unico suono. Molti cuori focalizzati su un unico obiettivo: il nostro Sogno “EMBRACING THE WORLD"

Il Cammino della Pace

"Possa l'albero della nostra vita essere fermamente radicato nel terreno dell'amore. Fate che le buone azioni siano le foglie quell'albero. Possano le parole di gentilezza esserne i fiori. E la pace il suo frutto." – Amma

Il Nostro Sogno

"Che tutti, nel mondo, possano dormire senza paura almeno per una notte. Che almeno per un giorno ciascuno possa mangiare a sazietà. Che almeno per un giorno gli ospedali non debbano curare vittime della violenza. Che almeno per un giorno ciascuno possa aiutare il povero e il bisognoso con il servizio disinteressato. Che questo piccolo sogno si realizzi, questa è la preghiera di Amma." - Amma

lunedì 13 febbraio 2012

Guru Seva

Molto tempo fa negli ashram si praticava il karma-yoga, l'arte del servizio disinteressato attraverso l'azione. Dhoumya e i suoi tre discepoli, Aruni, Veda e Upamanu vivevano in un ashram di questo tipo nel mezzo della giungla.

Aruni era il più diletto e rispetto ad altri raggiunse la conoscenza in un arco brevissimo di tempo. Costruì persino un suo ashram di fronte a quello del Guru. Aruni grazie alle benedizioni del Guru arrivò alla comprensione dei Veda, degli Shastra e dei Purana, senza neanche leggerli. In verità la conoscenza acquisita per aver servito il proprio Guru, è quella che porta a maggiore successo ed è fruttuosa e benefica in tempi brevi. La conoscenza appresa dai libri, senza servire il maestro, alimenta l’orgoglio. Questo tipo di sapere non è di grande utilità agli altri.

Una sera, sebbene la stagione delle piogge fosse già finita, cominciò a piovere fortissimo. Dhoumya temette che a causa dell’abbondante pioggia le piantine del campo di riso fossero portate via dall’acqua e che l’intera risaia sarebbe stata devastata.
Disse ad Aruni: "Caro figlio Aruni! Va al campo e sorveglia le piantine della risaia. Se ci sarà la tracimazione, l’acqua porterà via con sé il raccolto.”

Obbedendo al Guru, Aruni si avviò alla risaia sotto la pioggia. Vide che una parte del campo aveva già ceduto. Provò allora a proteggere la falla mettendo molto fango, ma era del tutto inutile perché il fango veniva portato via dalla forza dell’acqua. Dopo molti tentativi non trovò altra soluzione che sdraiarsi ed usare il proprio corpo per evitare il deflusso dell’acqua. Poiché l’acqua era fredda il corpo si irrigidì, ma mai avrebbe disobbedito al proprio Guru.

Il mattino seguente dopo le preghiere, Dhoumya notò che Aruni non si era presentato e così domandò di lui. Gli risposero: "Ieri hai mandato Aruni a controllare il bordo del campo di riso e da allora ancora non è ancora tornato."

Dhoumya si avviò immediatamente verso il campo alla ricerca di Aruni. Lo chiamò, ma Aruni non riusciva a rispondere per i forti brividi dal freddo. Ma in qualche modo e con grande sforzo, rispose e Dhoumya raggiunse e abbracciò il suo obbediente allievo e lo benedisse: "Figlio, Aruni! Che tu possa ottenere l’intero sapere dei Veda e degli Shastra senza il bisogno dello studio e con facilità. Il segreto delle scritture ti sarà rivelato e otterrai l’illuminazione e la prosperità”.

In seguito la grazia si realizzò ed Aruni divenne il famoso saggio Uddalaka, i cui insegnamenti oggi fanno parte delle Upanishad. Da questa storia si può comprendere l’importanza dell’obbedienza alle istruzioni del Guru, con autentico spirito di sevizio disinteressato al guru.

sabato 11 febbraio 2012

Perchè un ashram deve gestire gli ospedali?

Discorso di Amma in ricordo dell’inaugurazione dell’ospedale multispecialistico AIMS, a Kochi nel Kerala,  nel 1998. 
(12 giugno 2000)

Carissimi figli,
Alcuni dei  figli di Amma potrebbero chiedersi: “ Che bisogno ha un ashram di far funzionare degli ospedali?” Figli, il Signore non si incarnò come Dhanvantara Moorthi? Perciò, ha dimostrato col suo stesso esempio che la medicina e le cure sono molto rilevanti. Anche gli shastra affermano che è importante sostenere il corpo. Ciò appare corretto anche quando si esamina la storia dei Mahatma vissuti fino ad ora. 

Sri Ramakrishna, Ramana Maharshi e Swami Vivekananda si sono sottoposti alle cure quando si sono ammalati. Non si sono astenuti dicendo: “ Io sono Brahman, non il corpo.”

Poiché è la natura del corpo quella di ammalarsi, è importante proteggerlo dandogli il trattamento necessario. E’ possibile accendere il fuoco solo se c’è legna da ardere. Allo stesso modo, per conoscere l’Atma è necessario conservare lo strumento. Pertanto gli ospedali e le cure non sono in contraddizione o incompatibili con la spiritualità. Aiutano a conservare il corpo che è un mezzo per conoscere il Sé.

Ci sono molti residenti dell’ashram che sono stati ispirati dall’incontro con Amma. Essi sono sia indiani che occidentali. Tra questi, ci sono dei medici. Vogliono stare con Amma. E Amma ha voluto dare loro l'opportunità di impegnarsi con servizio disinteressato nel mondo.
Quante persone ci sono che sono in grado di meditare 24 ore al giorno? Pochissime. E allora cosa farà la maggior parte delle persone dopo le prime ore iniziali di meditazione? Stando seduti inattivi, affiorano alla mente un sacco di pensieri indesiderati. Anche questi pensieri sono una forma di azione. Stando così le cose, facendo servizio con le mani e i piedi daranno beneficio a se stessi e al mondo.

Ci possono essere alcuni che dicono: "Vogliamo solo liberazione, non abbiamo bisogno di alcun trattamento. Se dovessimo morire per malattia, così sia." Amma dice che per ottenere la liberazione, ci vuole la grazia del Signore. Per ricevere la grazia bisogna avere la purezza mentale ed è perciò che è necessario il servizio disinteressato. Si diventa meritevoli di avere la grazia solo grazie alle azioni altruiste e disinteressate. Per compiere le azioni disinteressate c’è bisogno di un corpo. Per conservare il corpo è necessario sottoporsi a trattamenti medici in caso di malattia.
  
Jnana (la conoscenza) e bhakti (la devozione) sono due facce della stessa moneta. Ma il  nishkama karma (l’azione disinteressata) è il sigillo di questa moneta. Una moneta diventa preziosa solo se ha un sigillo. La devozione e l’azione sono le due ali di un uccello e la conoscenza ne è la coda. Solo se ci sono questi tre, si può volare in alto.

Nei tempi antichi, i discepoli che vivevano nei gurukula si impegnavano in attività di servizio. Non vedevano ciò solamente come azione, ma come servizio verso il loro Guru. Infatti, l'azione eseguita con dedizione per il Guru non è azione. Essa è vera e propria meditazione. Di solito si dice che un discepolo dovrebbe servire l'ashram considerandolo come il corpo del Guru. Perciò dovrebbe essere in grado di amare e servire il mondo intero vedendolo come il corpo del Guru. Questa è la vera meditazione. Il ricordo ininterrotto di questo principio è esso stesso meditazione.

Tutti conoscono la storia del discepolo che si sdraiò nella risaia del Guru per evitare che l'acqua entrasse nel campo attraverso una fessura nel crestone di protezione. Il discepolo non considerò il campo solamente come un campo. Egli era pronto a sacrificare la propria vita per proteggere il raccolto. Un’azione così non la si può chiamare solamente azione. E’ il momento in cui ci si dimentica di se stessi. E’ l’apice della meditazione.

Nei tempi antichi, erano i discepoli che facevano tutto il lavoro nelle gurukula. Andavano nel bosco a prendere la legna da ardere, si occupavano delle mucche. Per essi ogni azione era sadhana, non semplice azione. Per essi era meditazione e servizio al Guru.

Ci sono centinaia di figli istruiti e con esperienza che sono venuti ad unirsi all'ashram. Com’è possibile che tutti se ne stiano seduti a meditare tutto il tempo? È molto meglio impegnarsi in alcune attività che siano di beneficio al mondo, piuttosto che starsene seduti inattivi ad inquinare la mente con pensieri inutili. Ognuno può fare servizio secondo le proprie capacità continuando a recitare il japa mantra
.
Ciò porterà beneficio a se stessi e al mondo. Darà la purezza mentale e grazie a ciò sarà possibile progredire vero la meta. Nessuno può raggiungere la meta senza impiegare un certo sforzo. Che si tratti di spiritualità o materialismo, lo sforzo è inevitabile. Concretizzerà lo sforzo e renderà dolce la Grazia di Dio. E’ l'atteggiamento altruista che ci rende meritevoli di ricevere la grazia di Dio.

Durante il servizio disinteressato, alcuni dei miei figli potrebbero temere, "Oh, con tutto questo lavoro non ho nemmeno un attimo per pensare al Signore. Ho perso tutto il mio tempo in queste attività. Sto sprecando la mia vita?” e così via. Figli, chi fa servizio disinteressato non ha bisogno di vagare ovunque alla ricerca di Dio. Il vero tempio di Dio è nel cuore di chi si è impegnato nel servizio disinteressato.

Ecco come sono sorte così tante istituzioni in questo ashram. Alcuni figli che avevano esperienza nel campo dell'istruzione si sono uniti qui. Hanno avviato istituzioni educative. Chi aveva studiato informatica ha avviato gli istituti di informatica. Chi aveva la laurea in ingegneria ha iniziato la costruzione degli edifici dell’ashram. E quando i figli che erano medici sono arrivati qui, l’ashram ha cominciato a gestire gli ospedali. Per loro queste attività non sono solo lavoro, ma parte della loro sadhana. Meditazione e servizio al Guru. Amma dice che persino il respiro di chi serve il mondo, dimenticando se stesso, è benefico da ogni punto di vista.

Alcuni Vedantin affermano che l’azione, attraverso il servizio al mondo, porta a nuove vasana (tendenze). È solo un argomento dei pigri. Nella Gita il Signore dice: "O Arjuna, nei tre mondi, non ho alcuna necessità di impegnarmi nell’azione. Eppure continuo ad impegnarsi nell’azione". L’azione senza attaccamento, con l’attitudine di  "Lui, non io, è egli che fa ed io sono semplicemente uno strumento" non lega nessuno. Porta solo alla liberazione. Ovunque nella Gita, viene attribuita la massima importanza allo sforzo personale.

Anche i Vedantin che dicono: "io sono Brahman, che bisogno ho di impegnarmi nell’azione?" si fanno curare quando si ammalano. Essi vogliono che i loro pasti siano pronti esattamente alle 12. Che i loro materassi siano pronti alle 10 di sera. Se tali servizi sono loro così necessari, perché non pensano che gli stessi servizi sono necessari anche al resto del mondo? Se si ha l'attitudine che tutto è il non duale Sé, allora non bisogna respingere nulla e accettare tutto.  L’assenza di desiderio è la vera misura della grandezza spirituale.

Altri dicono: "I Sannyasi dovrebbero ritirarsi sull'Himalaya." Figli, il servizio disinteressato al mondo è l'inizio dell’esplorazione di sé. Anche questo è un apice. Il nostro dovere verso Dio è la nostra compassione verso i poveri e i sofferenti. Il nostro obbligo più grande in questo mondo è di servire il nostro prossimo.

Dio non ha bisogno di nulla da parte nostra. E’ sempre completo. Il sole non ha bisogno della luce di una candela. Dio è il sostenitore di tutto il mondo. E’ l'incarnazione dell'amore e della compassione. Ci è possibile crescere solo se assimiliamo amore e compassione. Un sannyasi si sforza di amare senza attaccamento e di servire senza aspettative. Rinuncia al peso dell’egoismo per  abbracciare l’impegno di servire il mondo.

Solo amando e servendo l’intera creazione si diventa un recipiente idoneo per la Sua grazia.  E’ infruttuoso impegnarsi nella meditazione senza purificare la mente attraverso il servizio disinteressato, è come il versare del latte in un recipiente immondo. Ma spesso dimentichiamo questa verità. Dimentichiamo il nostro dovere di servire i sofferenti. Andiamo ai templi, facciamo la circumambulazione ripetendo i nomi del Signore; però allontaniamo gli invalidi che allungando la mano per un boccone di cibo. Figli, la vera adorazione al Signore è la compassione che offriamo ai sofferenti.

C’era una volta un uomo che aveva vagato in tutto il mondo alla ricerca di Dio. Il Signore non lo si poteva vedere da nessuna parte. Alla fine sedette esausto sotto un albero. Gli capitò di vedere marito e moglie passargli accanto in gioia perfetta. Vedendo la gioia sui loro volti, volle capire dove stessero andando. Seguendoli arrivò ad una colonia di lebbrosi. La coppia pulì le ferite dei lebbrosi e vi applicò le medicine. Servirono il cibo che avevano portato.
Li consolarono con parole amorevoli. Assistendo a tutto ciò l’uomo che era alla ricerca di Dio, non potè contenere la propria gioia e cominciò a gridare: "Ho visto Dio! Ho visto Dio!" Sentendolo, gli altri pensarono che fosse pazzo. "Dov'è il Dio che hai visto?" gli chiesero. L'uomo rispose: "Dove c'è la compassione, lì c’è Dio. Dio dimora nei cuori dei compassionevoli.”

Figli, consolare i sofferenti è una sadhana maggiore della meditazione. La meditazione è preziosa quanto l’oro. Tuttavia, se si ha la compassione per il prossimo, è come se l’oro avesse il profumo. Il suo valore e la sua grandezza vanno al di là di ogni parola. Perciò, figli miei, andate in mezzo ai sofferenti e al dolore. 
Inoltre, anche mentre li state servendo, offrite loro anche del buon samskaras. Non è sufficiente dare del buon cibo a chi ha fame. Anche quando la fame viene placata, dopo qualche tempo, ci si sentirà nuovamente affamati. Perciò, dovrebbero essere trasmessi anche i principi spirituali. Far comprendere la natura del mondo è lo scopo della vita umana. Così facendo, in tutte le circostanze essi impareranno a condurre la loro vita nella felicità e nella contentezza. Solo allora il vostro servizio sarà diventato completo.

Oggigiorno, ognuno è interessato a guardare chi è in una posizione più elevata rispetto alla propria.  Tuttavia si resta indifferenti per la situazione di coloro che sono meno fortunati. Amma si ricorda una storia: c'era una volta una donna che lavorava come cameriera nella casa di un uomo ricco. Lei era vedova e la sua unica figlia era handicappata. La donna portava la propria figlia con sé quando andava a lavorare. Anche il ricco signore aveva una figlia.

Questa ragazza amava molto la figlia della domestica. Le faceva amorevolmente la doccia, le raccontava delle belle storie e le offriva deliziosi spuntini. A suo padre questo non piaceva affatto e ogni giorno la rimproverava: "Figlia, non devi giocare con quella ragazza sporca e handicappata. Perché passi tanto tempo con lei?” La ragazza non rispondeva. 
Il padre pensò che la ragazza non avesse altri compagni di gioco e per questo motivo si mischiava con la figlia della domestica. Portò allora a casa la figlia di un suo amico. Sua figlia diede il benvenuto alla bambina e fu molto cordiale con lei. Tuttavia continuò a trascorrere molto tempo con la figlia della domestica, facendole la doccia amorevolmente proprio come prima. Allora il padre le chiese:"Figlia, non ti piace l’amica che ti ho portato?" La ragazza rispose: "Mi piace la ragazza che mi hai portato, e ci sono molti altri pronti ad amarla. Invece se io non amo questa, chi altri le vorrà bene? Non ha altri parenti."

Figli, questo dovrebbe essere l'atteggiamento da avere. Dovremmo amare i poveri e i sofferenti con tutto il cuore. Dovremmo elevarli, scendendo al loro livello. Questo è il nostro dovere verso Dio.

Alcuni di voi si potrebbero domandare: "Se il servizio disinteressato è così grande, che bisogno c’è di meditare e fare tapas (austerità)?" Figli, se l’uomo comune è come un palo della luce, un tapasvi è come un trasformatore. Per mezzo della tapas si può acquisire un potere immenso. È come il risparmio di energia, la costruzione di una diga su un fiume con nove affluenti. Tuttavia, bisognerebbe essere pronti a dedicare anche la forza acquisita con la tapas per il bene del mondo. Bisogna essere disposti a sacrificare tutto, come un bastoncino di incenso che diffonde la sua fragranza nel mondo mentre si consuma. La Grazia di Dio fluisce sicuramente in un cuore così grande.

Figli, dovremmo coltivare un cuore pieno di compassione. Dovremmo avere il forte desiderio di servire chi soffre. In ogni circostanza, dovremmo avere la disponibilità di impegnarci nel servizio per il bene del mondo.
Molte persone meditano affinché si apra il terzo occhio dopo aver chiuso i due occhi che vedono il mondo. Non accadrà mai una cosa del genere. Non si può chiudere gli occhi al mondo in nome della spiritualità. La realizzazione del Sé è la capacità di vedere se stessi in tutti gli esseri, anche quando i nostri due occhi sono spalancati. Dovremmo essere in grado di amare e servire gli altri, vedendo in loro se stessi. 
E’ questo l’adempimento della pratica spirituale.

giovedì 2 febbraio 2012

Separatore di rifiuti a basso costo

Low Cost Waste Sorter  Amritapuri, Università di Ingegneria,  27 dicembre 2011

Può il progetto di uno studente cambiare realmente il mondo?

A quanto pare è possibile. Studenti dell’Università Amrita hanno progettato un separatore di rifiuti a basso costo.

Athira S., Sreeja K., Neha Tadimeti, Usha Unnikrishnan e Amritha K. K., un team di sole donne, studentesse del secondo anno della facoltà di elettronica, ingegneria della comunicazione e ingegneria meccanica di Amritapuri, hanno vinto recentemente il terzo premio del concorso IBM/IEEE Smarter Planet Challenge: Student Projects Changing the World. 

 Il premio era di 1000 dollari; inoltre gli studenti riceveranno il supporto della IBM per la realizzazione del loro progetto per cambiare il mondo.

 “Siamo state motivate dalla Campagna Amala Bharatam di Amma”, hanno commentato le vincitrici. “Nella raccolta e nello smistamento dei rifiuti sono state coinvolte tantissime persone! E’ stato necessario un lavoro di selezione per recuperare tutto ciò che aveva un valore e poteva essere riciclato. Il vaglio manuale dei rifiuti è molto impegnativo, per questo motivo abbiamo voluto progettare qualcosa che potesse facilitare lo svolgimento di questa operazione.”

Il team, tutto femminile, ha poi spiegato i dettagli tecnici del loro progetto vincente.



“Con il nostro sistema, i rifiuti passano in quattro differenti unità di smistamento: prima di tutto il separatore a correnti parassite divide i metalli non ferrosi dal materiale inerte: in questo modo anche le più piccole parti metalliche vengono eliminate.
Il residuo non metallico viene poi inviato al separatore triboelettrico che separa i rifiuti di plastica. In seguito, il materiale viene inviato all’unità di classificazione ad aria dove carta, polvere e tessuti possono essere separati. Infine, il separatore elettrostatico a bombardamento di ioni filtra il vetro e raccoglie il residuo in un contenitore separato.” 
“Il nostro separatore di rifiuti a basso costo, una volta realizzato, sarà un aiuto veloce ed efficiente per la differenziazione delle varie tipologie di rifiuto: metalli, plastica rigida, plastica morbida, tessuti e carta.”

Le studentesse erano al loro primo anno di studi universitari di ingegneria quando hanno iniziato la ricerca per arrivare in pochi mesi all’ideazione del progetto a basso costo che può essere realizzato usando materiali reperibili localmente. 
Il concorso IBM/IEEE Smarter Planet Challenge: Student Projects Changing the World è stato co-finanziato da IBM e IEEE.


“Volevamo offrire l’opportunità a gruppi di studenti universitari di portare gli obbiettivi sociali e commerciali più urgenti a livello mondiale direttamente nelle aule. Le soluzioni necessitano di competenza tecnologica, comprensione dei principi commerciali e consapevolezza delle implicazioni sociali delle innovazioni”, hanno affermato gli organizzatori. 

Le studentesse dell’Università Amrita non solo si sono impegnate con successo nel concorso; ora cercheranno di assicurarsi che il loro progetto cambi realmente il mondo. 

Auguriamo loro tanta fortuna!

sabato 7 gennaio 2012

Lezioni di idraulica alle donne

Dal Deccan Chronicle del 4 gennaio 2012 Plumbing lessons for women

Usha Kumari era una semplice casalinga di una famiglia di estrazione medio-bassa di Kollam prima di tuffarsi nel mondo dell'idraulica avviato da Amrita Viswavidyapee-tom ad Amritapuri con i suoi laboratori AMMACHI (Applicazioni Multimodali Amrita con il Computer Human Interaction).

Era completamente ignorante sull'argomento quando la professoressa Bhavani ha iniziato a parlare delle sfumature commerciali e ad imparare in modo innovativo grazie alle simulazioni al computer e haptics.
  
Ma nel giro di tre mesi, insieme ad altre sei donne ha espugnato una fortezza maschile, dando alla tecnologia una veste semplice. 

Per la prima volta in India, un gruppo di studenti di sole donne ha ottenuto il diploma in Corso di Idraulica al computer gestito dall’università per conto del governo che ha approvato il programma di studi modulari di competenze per l’occupazione (MES).

La professoressa Bhavani, che dirige i laboratori AMMACHI e che ha portato la missione alla sua logica conclusione, è impaziente cominciare il mese prossimo col secondo gruppo e di estendere il corso anche negli altri campus.

Le competenze idrauliche sono state impartite con l’ausilio di 2D, 3D e video multimediali. 

"Hanno acquisito l’esperienza 'lavorativa' su apparecchiature virtuali senza rischiare danni a se stesse o all'attrezzatura pur ottenendo una percezione tattile reale." ha detto la signora Bhavani.

Ora l'Università prevede di cominciare il corso virtuale in saldatura.

mercoledì 4 gennaio 2012

...1...2...3... canta insieme a me!


Questa attività è aperta a chi si sente vicino vicini alle tematiche dei diversamente abili e che col linguaggio del sorriso, dell'amore e della musica vuole stabilire un rapporto di solidarietà con degli amici speciali. 

Condividendo quel poco che possiamo con la nostra presenza, il nostro sorriso e qualche momento di allegria accompagnati dalla musica e dal canto in una casa-famiglia di Milano.


Venerdì 6 gennaio  2012







"La preghiera di Amma è che l'amore porti sollievo nella vita di tutti e ci offre l'opportunità di condividere questo sogno ognuno secondo il proprio stile, secondo i propri mezzi e secondo le proprie aspirazioni. Embracing the World è un sogno che diventa realtà e con le nostre attività sosteniamo questo meraviglioso progetto." 

lunedì 2 gennaio 2012

Possa il nuovo anno portare alla nascita di un individuo e di una società nuovi


Amritapuri, 02 gennaio 2012
Dal discorso di Capodanno 2012 
 
“Possano la nostra vita e quella di tutte le creature essere permeate di bontà. Questa è la preghiera di Amma in questa occasione. Che il Potere Divino, in noi e nel mondo, venga risvegliato per portare cambiamenti positivi. Possa il nuovo anno portare alla nascita di un individuo e di una società nuovi.
Ogni Capodanno porta sempre con sé l'entusiasmo e l'interesse per un nuovo inizio. In tale giorno le persone cercano di correggere gli errori commessi nell'anno precedente e fanno dei proponimenti per quello nuovo, cercando di prendere nuove abitudini. Molti iniziano a tenere un diario, ma se lo sfogliamo dopo sei mesi, notiamo che è stato utilizzato solo per le prime settimane, o al massimo per due o tre mesi. Questo è ciò che accade nella vita di tante persone. Non abbiamo la capacità di persistere con le buone abitudini. La perseveranza è una qualità che è sempre stata apprezzata; per esempio una persona che ha servito l’esercito o un’altra organizzazione per molti anni è onorata dalla società. Ma noi non riusciamo a perseverare nelle nostre buone azioni e nelle nostre promesse. Molti iniziano a praticare lo yoga, lo fanno per due o tre giorni e poi smettono. Altri cominciano a praticare la meditazione pieni d'entusiasmo, ma poi lasciano perdere tutto nel giro di un paio di mesi.

Dovremmo compiere le buone azioni senza rimandare a domani. La nostra mente è mutevole. Dobbiamo avere costante consapevolezza e di conseguenza sforzarci in modo consapevole di pronunciare buone parole, compiere buone azioni, rimanere sempre pazienti ed esprimere compassione. Lentamente questi atti si tramutano in abitudini, che a poco a poco diventano spontanee. Queste abitudini rendono la nostra vita un successo.

Agli esseri umani è data la totale libertà di scrivere ciò che desiderano sulle pagine della vita. Dio ci ha dato la penna e il foglio ma non ci dirà mai cosa scrivere. Ci mostrerà solo come scrivere. Continuerà a darci suggerimenti ma ha lasciato a noi la libertà di scrivere ciò che vogliamo su quelle pagine. Se lo desideriamo, possiamo scrivere lettere di bontà, di amore e di bellezza, oppure lettere colme di cattiveria e di odio. Dio continuerà ad avvisarci anche sulle conseguenze della bontà e sulle conseguenze dell'odio. Nel 2011 l’umanità ha ricevuto molte di queste indicazioni.

Disastri naturali, conflitti sociali, crisi economiche stanno rovinando il sonno di numerose persone. Paura ed ansia stanno invadendo la mente del genere umano ogni giorno con intensità crescente. A causa delle nostre azioni compiute senza discernimento, la natura ha perso la sua armonia. L’aria, la terra e l’acqua sono avvelenate. La natura che un tempo era come kamadhenu – la mucca che esaudiva ogni desiderio – ora è inaridita. Le risorse di petrolio stanno rapidamente diminuendo. E così quelle di cibo. L'acqua potabile e l'aria pura diventano sempre più scarse. Che cosa abbiamo sbagliato? Il nostro vero errore è l’incapacità di discriminare fra ciò che è necessario e ciò che non lo è e che in ultima analisi va considerato un lusso.

Se l'attuale generazione riuscisse a ripristinare la coscienza del dharma ,allora la povertà e la fame svanirebbero come un brutto sogno.

L’anno nuovo ci ricorda il trascorrere del tempo. Come l'acqua fluisce, goccia dopo goccia, da un vaso rotto, così minuto dopo minuto si abbrevia la nostra esistenza. Il tesoro più prezioso nella vita di noi esseri umani è il tempo. Qualsiasi cosa persa può essere ritrovata, il tempo no.

Comprendendo questo, dovremmo vivere con consapevolezza ogni momento. Dovremmo anche tenere presente che ogni ticchettio dell’orologio è in realtà un passo verso la morte, che si avvicina istante dopo istante. Quello che vediamo e sperimentiamo nel mondo è effimero; dobbiamo cercare il sostrato eterno di ogni cosa, l'Atma. Scopriremo allora che non c'è nessuno al mondo che sia diverso da noi.

I giorni trascorrono in ogni caso, sia che ridiamo sia che piangiamo. E allora perché non scegliamo di ridere? La risata è la musica dell'anima. Ma non dovremmo ridere nel vedere gli errori degli altri. Cerchiamo di vedere il bene in ognuno e condividiamo buoni pensieri, parole e azioni. E proviamo a ridere guardando le nostre carenze e i nostri difetti.

Molte persone pensano che il mondo finirà nel 2012. Amma non pensa che questo avverrà. Potranno accadere incidenti in qualche parte del mondo. Se osserviamo l’acqua, la terra, l’aria, gli esseri umani, vediamo che tutto è in uno stato di costante agitazione. Questa agitazione produrrà inevitabilmente un'eco che come tuono colpirà una parte o l’altra del mondo. Ad ogni modo, la morte è una parte inevitabile dell’esistenza, può sopraggiungere ovunque e in ogni momento. Ma proprio come cominciamo una nuova frase dopo avere messo il punto alla precedente, anche la fine di una vita segna l’inizio di un’altra. 
E non dobbiamo vivere nella paura, ma sviluppare un'attitudine di accettazione. Dovremmo sempre pensare: 'Qualsiasi cosa avvenga resterò forte, coraggioso e felice!'. Vivere nella paura è come dormire distesi sopra una bomba; non potremo mai riposare con tranquillità. Amma ripete ancora una volta che non vede arrivare nessuna grave tragedia. Le disgrazie stanno già accadendo nel mondo, continuamente. Anche oggi, non incontriamo incidenti quando viaggiamo? Non avvengono catastrofi aeree? Alluvioni, terremoti, cicloni e tsunami accadono con regolarità.

Qualunque cosa accada, cerchiamo di esser felici e di sviluppare la fede nel vero Sé. Compiamo del bene.

I vermi mangiano, procreano e muoiono. Gli altri animali fanno la stessa cosa. Se noi esseri umani ci limitassimo a fare altrettanto, quale sarebbe la differenza tra noi e le altre creature? Che messaggio lasceremmo al mondo? Attraverso le loro azioni disinteressate, i mahatma vivono per sempre. Anche se non riusciamo dare un contributo grande come il loro, proviamo perlomeno a guardare cosa possiamo fare per gli altri. Anche se un solo albero potesse crescere nel deserto, almeno ci sarebbe quel poco d'ombra. Anche se sbocciasse un unico fiore, ci sarebbe perlomeno quella bellezza. Con una lampadina di poche candele potremmo avere difficoltà a leggere, ma se accendiamo tante di queste lampadine riusciremo a farlo. Similmente, attraverso l’unità riusciremo a compiere grandi cose. Il mondo è come un lago che non può essere ripulito da una sola persona. Ma se ognuno compie la sua parte, potremo pulirlo tutti insieme. Mettiamo da parte la pigrizia facendo del nostro meglio. In questo modo raggiungeremo indubbiamente il nostro obiettivo.

Come ogni altra decisione, anche la felicità è una decisione - una ferma decisione che 'Qualsiasi cosa accada io sarò felice, sarò forte. Non sono mai solo. Il Paramatman è sempre con me'. 
Possano i miei figli avere la forza mentale, l’entusiasmo e la fiducia in sé stessi necessari. Che la Grazia divina sia con tutti loro.”

lunedì 26 dicembre 2011

Tsunami - sette anni dopo...

Il mio primo viaggio in India fu segnato da quest'esperienza che diede una svolta alla mia vita. 

Lo tsunami colpì il Centro di Amritapuri e i villaggi vicini la mattina del 26 dicembre 2004. 140 abitanti del luogo rimasero uccisi. Migliaia di persone, comprese le 20.000 presenti quel giorno al Centro di Amma, furono evacuate sotto la diretta supervisione di Amma. In poche ore, la vicina Amrita University fu trasformata in un  gigantesco campo di primo soccorso. Amma predispose tutti i necessari rifornimenti, tenendo conto di ogni più piccolo dettaglio.



Nel   Kerala,   complessivamente   il MAM donò €300.000 alle famiglie nei distretti di Kollam, Ernakulam e Alappuzha per procurare i recipienti per cucinare. Il MAM offrì i pasti non solo alle 20.000 persone evacuate del villaggio, ma anche ad altre 15.000 nei 12 alloggi temporanei del governo.

Nel periodo immediatamente successivo, i volontari confortarono gli abitanti locali sconvolti e aiutarono a ripulire dal fango e dalle macerie i dintorni delle loro case. I discepoli monastici di Amma parteciparono alle cremazioni. Il MAM, inoltre, provvide a dare sostegno psicologico, istruzione e alloggio agli orfani.

Nei  mesi successivi,  il  MAM  servì 10.000 pasti tre volte al giorno nei campi di soccorso a 18 punti di distribuzione di cibo in tre villaggi vicini ad Amritapuri.

RISPOSTA DELL’OSPEDALE AIMS AL DISASTRO
Undici ambulanze e squadre di medici e infermieri dell’ospedale AIMS si sono precipitati nelle zone colpite e hanno organizzato centri di assistenza medica polivalente attivi 24 ore al giorno lungo le coste orientali e occidentali dell’India. Il personale delle ambulanze ha provveduto prontamente e in modo intensivo alle cure mediche, ritornando in tutti i campi di soccorso ogni poche ore. Solo nelle prime 24 ore il MAM ha distribuito medicine per un ammontare di €12 000.

AIUTO MEDICO ALLE MADRI CHE HANNO PERDUTO I PROPRI FIGLI Alcune madri che hanno perduto i loro figli nello tsunami avevano subito la legatura delle tube come forma di contraccezione permanente. A causa dello shock della loro perdita irreparabile, alcune sono cadute in depressione, pensando al suicidio. Amma ha offerto a queste donne l’opportunità di sottoporsi a un’intervento di ricanalizzazione delle tube di Falloppio per annullare  l’intervento  di  sterilizzazione.  Sei donne si sono sottoposte alla procedura presso l’ospedale AIMS. Il MAM ne ha coperto le spese. Entro l’ottobre 2008, tutte queste madri avevano dato alla luce i loro bambini; 
Nell’arco di poche settimane dopo la tragedia, sui terreni del MAM era stata completata la costruzione di nove alloggi temporanei ciascuno dotato di elettricità, ventilatori e bagni separati. Ad Alappad, in Kerala e a Samanthampettai, in Tamil Nadu, il MAM ha provveduto agli alloggi per 550 famiglie. Il MAM, inoltre, ha collegato gli alloggi temporanei, attraverso la connessione satellitare di telemedicina, all’ospedale AIMS e all’ospedale dell’Ashram di Amritapuri.

SERVIZIO DI CONSULENZA
Qualche giorno dopo lo tsunami, Amma ha convocato un team di psichiatri, psicologi e assistenti sociali per iniziare a fornire assistenza alle famiglie. Molti sopravvissuti avevano riportato sintomi di patologie da stress post-traumatico, specialmente quelli che avevano visto annegare i loro figli e i loro cari.
I consulenti hanno aiutato bambini e adulti a esprimere e affrontare il dolore. Come parte della terapia i bambini sono stati incoraggiati a disegnare e dipingere, e molti hanno realizzato disegni di villaggi inondati dalle acque e di persone avvinghiate alle palme di cocco per salvarsi. Il MAM ha inoltre offerto lezioni di nuoto ai bambini per aiutarli a superare l’improvvisa paura dell’acqua. Questo servizio di consulenza ha dato alle famiglie il coraggio di ritornare nei propri villaggi vicini al mare.

L’IMPEGNO DI AMMA
Nel gennaio 2005, l’organizzazione di Amma ha impegnato 20 milioni di euro nelle opere di soccorso seguite allo tsunami, con l’obiettivo di ricostruire tutte le abii- tazioni andate completamente distrutte dallo tsunami in Kerala, unitamente alla ricostruzione in Tamil Nadu, Pondicherry e nelle Isole Andamane e Nicobare.
Dopo l’incontro con il Presidente dello Sri Lanka, Amma ha offerto 3 crore di ru- pie indiane, €600.000, per conto della Healthcare Charities, inc. USA (una iniziativa dei devoti di Amma), per l’opera di soccorso in entrambe le comunità, la cingalese e la Tamil.
Alla fine del 2006, dopo due anni di opere di soccorso, l’ammontare dell’aiuto finanziario del MAM è raddoppiato, raggiungendo 40 milioni di euro.

OPERE DI SOCCORSO – TSUNAMI A LUNGO TERMINE
•6.200 case in Kerala, Tamil Nadu, Pondicherry, Isole Andamane e Nicobare, sono state ultimate nell’ottobre 2008.
•Nello Sri Lanka sono state completate 96 case.
•Pensioni per le vedove in due villaggi del Tamil Nadu e nell’area vicino al Centro di Amritapuri.
• In Tamil Nadu, il MAM ha donato 600 barche da pesca, motori e reti da pesca.
In Kerala, il MAM ha donato 100 barche, motori e reti. Il costo approssimativo è di euro 850.000 In media ciascuna barca sostiene sette famiglie.
• La previsione di istruzione gratuita e di preparazione professionale per più di 2.500 giovani include:
-800 assistenti infermieri/e preparati all’AIMS;
-1.000 conducenti di taxi e guardie di sicurezza preparate nel centro
di addestramento professionale del MAM;
-Sette donne diplomate insegnanti presso la Scuola di Pedagogia
di Mysore
-Centinaia di donne hanno ricevuto una formazione al lavoro di sartoria, alla produzione di candele e di giocattoli.

Durante i tre mesi successivi allo tsunami, oltre 20.000 volontari, dall’India e dall’estero, hanno collaborato alle opere di soccorso.

Lo Tsunami ha devastato le coste del Tamil Nadu e di Pondicherry – special- mente il distretto di Nagapattinam, dove 7.000 persone hanno perduto la vita. I  discepoli  monastici  di  Amma  hanno  organizzato  un’  operazione  di  soccorso in quelle  zone,  predisponendo aiuto medico e vestiario per  9.500  ri- fugiati.  Per  molti  mesi  il  MAM  ha  distribuito  185  tonnellate  di  riso  crudo.
Centinaia di studenti dell’università di Amma, medici dell’ospedale AIMS e volo- ntari hanno aiutato e consolato le vittime nelle aree colpite. Il MAM ha realizzato numerosi campi di soccorso, costruito alloggi temporanei per 100 famiglie e adottato dei villaggi, ricostruendo migliaia di case e strutture comunitarie. Il MAM ha inoltre provveduto a offrire istruzione e corsi professionali per bambini e adulti.
Nel febbraio 2005 Amma ha visitato la regione e le famiglie negli alloggi tempo- ranei del MAM. Migliaia di persone sono venute da lei, ancora afflitte dall’angoscia. Amma le ha tranquillizzate amorevolmente e ha calmato la loro paura di vivere vicino al mare.

SRI LANKA
Nel 2005, Amma è stata invitata dal governo dello Sri Lanka “a benedire gli abitanti del paese di tutte le fedi e razze e a portare la pace e la prosperità nelle loro vite”. Durante la sua permanenza di tre giorni, Amma ha visitato due campi di soccorso nell’area tamil di Ampara, dove ha distribuito 15.000 sari e dhoti. Accompagnata dal Primo Ministro Mahindra Rajapaksa, Amma ha fatto visita anche a un campo di soccorso nella zona cingalese di Hambantotta.
Ad Ampara, sono intervenuti al darshan sia i soldati cingalesi che i combattenti delle Tigri Tamil. Amma ha incontrato il Presidente Chandrika Kumaratunge ed espresso il suo dolore per la sofferenza delle vittime. Per conto della Healthcare Charities, Inc., U.S.A. (una iniziativa dei devoti di Amma) Amma ha offerto €600.000 come fondo per la ricostruzione di nuove case. Le 96 case sono state ultimate nel gennaio 2007.

IL RADUNO DEI BAMBINI AD AMRITAPURI
Il MAM ha condotto un programma speciale di yoga, inglese e sanscrito per i bambini delle zone colpite dallo tsunami di Kollam e Alappuzha, Kerala. Oltre 10.000 bambini e bambine hanno preso parte a questi corsi che si sono tenuti dal 25 al 29 aprile e dal 22 al 24 maggio
2005. In ciascuna delle due occasioni, circa 5.000 bambini hanno soggiornato all’ashram. Ogni giorno i bambini hanno avuto il tempo per porre delle domande ad Amma. Amma ha incoraggiato amorevolmente i bambini a farle delle domande e, poiché Amma rispondeva con gioia alla loro innocente curiosità circa la sua vita e la spiritualità, le sessioni si sono sviluppate in una clima di deliziosa miscela di umorismo e di saggezza. Ogni giorno, tutti i bambini hanno ricevuto il darshan di Amma, le sue cure e il suo affetto. Poiché lo tsunami aveva lasciato la paura dell’acqua in molti bambini, Amma li ha portati personalmente nella piscina dell’ashram per aiutarli a superare questa paura. Ai bambini è stata data l’opportunità di esprimere i loro talenti e di recitare in programmi culturali. Per molti di loro questa è stata la prima volta che ricevevano una qualche educazione culturale.
IL PONTE AMRITA SETU
Il 20 dicembre 2006, il Presidente dell’India, Dott. A.P.J. Abdul Kalam, ha inaugurato Amrita Setu, il ponte costruito dal MAM per collegare la penisola di Alappad Panchayat alla terra- ferma. Amma ha preso la decisione di realizzare il ponte dopo i due “falsi allarmi” tsunami verificatisi nei primi mesi del 2005, nei quali fu testimone dell’enorme numero di barche coinvolte e della grande quantità di tempo necessaria all’evacuazione. Il ponte offre in 30 minuti una via di fuga centralizzata per 15.000 persone, nel caso Alappad dovesse affron- tare un nuovo disastro naturale.
Il ponte, completato nell’arco di un solo anno, è stato interamente pagato e costruito dal MAM, al costo di sei crore di rupie, più di 1,2 milioni di euro. Se fosse stato costruito da un appaltatore esterno il costo sarebbe stato doppio.

"Il ponte è anche un simbolo – il simbolo della forza dell’amore e dell’unità che porta gli esseri umani a unirsi.  E’ nella natura del fiume il fluire sempre in una sola direzione. Ma il flusso dell’amore non è così. L’amore fluisce a doppio senso, abbracciando tutti e il singolo. Con questo ponte Amma si aspetta che il concetto di “io appartengo a questa sponda e tu appartieni a quella sponda” e tutta l’idea di differenza che ne trae origine, cessino. " -Amma

giovedì 22 dicembre 2011

Socrate e il test del Triplo Filtro

Nell'antica Grecia lo studioso e filosofo Socrate era noto per la sua grande sapienza.
Un giorno un conoscente incontrò il grande filosofo e disse: "Sai cosa ho appena sentito dire di un tuo amico?"
Socrate rispose: “Aspetta un momento, prima di riferirmi qualcosa, vorrei fare un piccolo test. Si chiama il test  del Triplo Filtro.”
“Il Triplo Filtro?” chiese l’uomo
"Esatto" continuò Socrate.
“Prima di dire qualcosa sul mio amico, sarebbe una buona idea soffermarsi un momento e filtrare quanto stai per dire. Ecco perché si chiama il test del Triplo Filtro. Il primo filtro è la Verità. Sei assolutamente certo che quanto mi stai per dire sia vero?” 
"No, veramente l’ho appena sentito e te lo volevo riferire" rispose l’uomo.  
"Va bene," disse Socrate. "Allora non sai se è proprio vero oppure no. Proviamo adesso con il secondo filtro, il filtro della Bontà. Quanto stai per dire sul mio amico è qualcosa di buono? “  
"No, al contrario, è qualcosa di cattivo. "
"Allora," continuò Socrate, "vuoi dire qualcosa di cattivo sul mio amico, ma non sei certo che sia vero. Comunque potresti ancora superare il test, perché c'è ancora un altro filtro: il filtro dell’Utilità. Quanto stai per dire sul mio amico potrebbe essere utile?” 
"No, veramente no." Rispose l’uomo. 
"Allora," concluse Socrate, "se quanto mi vuoi dire non è vero, non è buono e nemmeno utile, non riferirmelo affatto.“ 

lunedì 19 dicembre 2011

Green Natale


GREEN FRIENDS
PROPONE

GREEN NATALE...
OVVERO, RICICLO E RIUTILIZZO DI MATERIALI ED OGGETTI 
....PER LE DECORAZIONI NATALIZIE,...PER INCARTARE I REGALI, ...
....PER LO SCAMBIO CREATIVO DI REGALI.....
PER CELEBRARE IL SOLSTIZIO DI INVERNO IN NATURA.......
e ispirata da tutto questo ..vi propongo con immensa gioia 
di partecipare tutti insieme
per la creazione del proprio albero natalizio o presepe alternativo,
interamente decorato o realizzato con materiali di riciclo e naturali!
ma non è finita qui....
alla vigilia di Natale allestiremo una piccola mostra con tutte le foto
dei nostri alberelli e l'idea più GREEN verrà premiata!!!!!
con un GREEN PREMIO NATURAlmente!!!
vi stuzzica l'idea???
e poi..........
su un tavolone, ognuno di noi lascerà un regalo da scambiare, un libro, un cd, un oggetto che può essere utile a qualcuno che già possiede, per cui non acquistato,...quello che vi sentite,...
incartato segretamente e donato a qualcuno che lo riutilizzerà
BUON lavoro
 







martedì 13 dicembre 2011

1...2...3...canta insieme a me!

Cosa c'è di più bello che condividere insieme il calore del Natale?

"La preghiera di Amma è che l'amore porti sollievo nella vita di tutti e ci offre l'opportunità di condividere questo sogno ognuno secondo il proprio stile, secondo i propri mezzi e secondo le proprie aspirazioni. Embracing the World è un sogno che diventa realtà e con le nostre attività sosteniamo questo meraviglioso progetto. " 






lunedì 12 dicembre 2011

Effetto onda

Il Maestro stava camminando fra i campi quando gli si avvicinò un giovane dall’espressione molto preoccupata. 
“Con una giornata così bella dev'essere difficile stare così seri ” disse il Maestro. 
“Davvero? Non me ne ero accorto” rispose il giovane guardandosi attorno. I suoi occhi  passarono sul paesaggio, ma senza vederlo.
Il Maestro riprese a camminare, lo sguardo intenso.
“ Vieni con me se ne hai voglia” Il Maestro raggiunse la riva di uno stagno dalle acque immobili, intorno c’erano aceri dalle foglie giallo-oro prossime a cadere.  
“Siediti per favore” lo invitò il Maestro e il giovane i sedette sull’erba.  
"Ora cerca un sasso ” chiese il Maestro 
"Cosa?"
"Un sasso. Per favore trova un sasso e lancialo nello stagno."
Guardandosi intorno il giovane trovò un sasso e lo lanciò nell’acqua il più lontano possibile. 
"Dimmi ciò che vedi” chiese il Maestro. 
Sforzandosi di guardare con estrema attenzione la superficie dell’acqua per non perdere nemmeno un dettaglio il giovane rispose : “Vedo le onde.”
"Da dove cominciano le onde?"
"Dal sasso che ho lanciato, Maestro."
"Metti la mano nell’acqua e ferma le onde per favore “ chiese il Maestro. 
Il giovane non riusciva a comprende, mise la mano nell’acqua dove stava arrivando l’onda causando ancora più increspature. 
"Sei riuscito a fermare le onde con le mani?" chiese il Maestro. 
"No, certamente no."
"Sei riuscito a togliere le increspature?"
"No, Maestro. Ne ho solo fatte di più."
"E se avessi fermato la pietra prima che toccasse la superficie dell’acqua? La prossima volta che sei scontento della vita, afferra il sasso prima che tocchi la superficie dell’acqua. Non perdere tempo a disfare ciò che hai fatto. Cambia ciò che stai per fare prima di farlo." Il Maestro guardò con tenerezza il giovane. 
"Ma Maestro, come faccio a sapere cosa sto per fare prima di farlo?"
Maestro: “ Qualsiasi cosa tu faccia, fallo con consapevolezza. In tal modo apprenderai l’arte di fare solo ciò che produce le onde volute.” 

sabato 3 dicembre 2011

La vita è un dono meraviglioso