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"La preghiera di Amma è che l'amore porti sollievo nella vita di tutti e ci offre l'opportunità di condividere questo sogno ognuno secondo il proprio stile, secondo i propri mezzi e secondo le proprie aspirazioni. Embracing the World è un sogno che diventa realtà e con le nostre attività sosteniamo questo meraviglioso progetto. " - Amma

Insieme per la Natura

"Amma chiede a ogni abitante del pianeta di offrire il proprio contributo per riportare l'armonia nella NATURA" - Amma

In Armonia

Molte voci si fondono per creare un unico suono. Molti cuori focalizzati su un unico obiettivo: il nostro Sogno “EMBRACING THE WORLD"

Il Cammino della Pace

"Possa l'albero della nostra vita essere fermamente radicato nel terreno dell'amore. Fate che le buone azioni siano le foglie quell'albero. Possano le parole di gentilezza esserne i fiori. E la pace il suo frutto." – Amma

Il Nostro Sogno

"Che tutti, nel mondo, possano dormire senza paura almeno per una notte. Che almeno per un giorno ciascuno possa mangiare a sazietà. Che almeno per un giorno gli ospedali non debbano curare vittime della violenza. Che almeno per un giorno ciascuno possa aiutare il povero e il bisognoso con il servizio disinteressato. Che questo piccolo sogno si realizzi, questa è la preghiera di Amma." - Amma

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lunedì 16 aprile 2012

L’abbraccio di Amma funziona per ognuno in modo diverso

Friday April 13, 2012 - di JOJO STRUYS

Non ho mai incontrato un 'Santo' nella vita reale. Pensavo che fosse  un concetto che si trova nei libri antichi, fino a quando sono stata avvolta dalle braccia di chi il mondo chiama affettuosamente "Amma", o la "Santa degli Abbracci". Ha abbracciato oltre 30 milioni di persone in giro per il mondo negli ultimi quattro decenni. Proprio lo scorso fine settimana a Penang, per un abbraccio sono venute circa 25.000 persone. Non è questa la cosa scioccante.  E’ stato il fatto che è stata seduta nella stessa posizione ad abbracciare persone per 19 ore consecutive, dalle 7 di sera di sabato fino alle 2 del pomeriggio della domenica successiva. I medici con cui ho parlato non sanno spiegare come possa stare seduta così tante ore di fila senza nemmeno andare alla toilette. 
Oltre a provare ad abbracciare il mondo, un abbraccio alla volta, mi ha sbalordito scoprire che, secondo la BBC, la sua Fondazione ha donato US $ 23mil (RM70mil) in soccorso allo tsunami nell’Asia meridionale. Ha anche ricevuto, come Nelson Mandela e Kofi Anan, il premio Gandhi-King per la non-violenza (dal nome del Mahatma Gandhi e di Martin Luther King).
Mi sono chiesta come sarebbe stato ricevere un abbraccio di Amma, i cui occhi sembrano non perdere mai la luce della compassione per le persone di ogni ceto sociale, senza distinzione di razza, credo o provenienza. La scorsa settimana, quando ho saputo che sarebbe stata al Marina Bay Sands Convention Centre di Singapore, ho deciso di cogliere l'opportunità di incontrarla, anche se solo per pochi secondi.

Jojo incontra Amma
Mentre aspettavo il mio abbraccio, ho incontrato un ex-bancario che era presente a quel fatidico giorno di tanti  anni fa, in cui un lebbroso ha provato a ricevere l’abbraccio di Amma. Si ricordava dei dettagli come se fosse ieri. Ha detto che un odore fortissimo emanava dalle ferite sanguinanti del lebbroso. Tutti erano inorriditi e nauseati. Alcuni sono fuggiti per paura mentre altri lo guardavano disgustati, invece Amma lo ha accolto a braccia aperte, cullandolo come un bambino.
Una volta ha detto: "Se fate 10 passi verso di me, sono pronta a farne cento verso di voi." Ha cominciato a baciargli le ferite delle mani e poi gli ha amorevolmente cosparso il corpo di cenere. Quando se n’è andato era guarito dalla malattia della lebbra. Questo avvenne quasi 34 anni fa e ancora oggi omaggia Amma, senza mai dimenticare ciò che ha fatto per lui. Per quanto riguarda il banchiere, l’essere stato testimone di un tale atto di compassione ha cambiato la sua vita. Ha abbandonato il suo lavoro ed è a tutt’oggi accanto ad Amma come Swami Ramakrishnananda Puri.

Una devota di Amma degli Stati Uniti, Janine, , che è stata con Amma per più di 20 anni, ha raccontato di essersi messa a ridere quando una volta un giornalista internazionale ha chiesto ad Amma che cosa fa nel suo tempo libero. Amma non riusciva a rispondere alla domanda perché non ha tempo libero. Quando la gente le chiede se ha bisogno di una pausa di riposo, Amma ha fatto questa interessante analogia. Ha detto che per lavoro una babysitter accudisce il figlio di altri solo in certi orari, ma per una madre la storia è diversa. Non ha mai un giorno libero. 

Infatti, quando lo scorso fine settimana a Penang ha finito di abbracciare tutti dopo 19 ore di fila, la gente pensava che si sarebbe ritirata in camera a dormire, invece ha deciso di partire subito per Kuala Lumpu, perché, ha detto,  «I miei figli di KL stanno già aspettando."
Ebbene, dopo cinque ore,  il numero del mio biglietto era vicino. Ora mancavano pochi secondi al mio incontro con Amma. Cominciavo a sentirmi un po’ nervosa. Non sapevo cosa aspettarmi. Improvvisamente mi sono trovata dentro il suo abbraccio come un bambino piccolo. Ricordo Amma che mi accarezzava la schiena e intanto pregava nel mio orecchio. In quel momento ho dimenticato tutto ciò che avevo nella mente. C'era una tale senso di pace nello stare con lei. Mi sentivo accettata per quello che ero, e amata comunque. Prima che mi allontanassi, si è allungata per baciarmi le mani e quel suo gesto affettuoso mi ha fatto sentire piccola piccola. Sembrava brillare di cotanto amore incondizionato, che era difficile non commuoversi.  Mi sono sentita veramente fortunata ad averla incontrata. 
Dopo aver parlato con una serie di persone di ogni estrazione sociale, ho capito che gli abbracci di Amma  operano davvero sulle persone, in modo radicalmente diverso. Ho incontrato donne che non potevano avere bambini, ma che sono rimaste incinte dopo essere state abbracciate dalla 'Santa degli Abbracci.' Poi ci sono quelli che non sentono nulla. È interessante notare come il giornalista del The Star, T. Selva, che non aveva provato nulla al suo primo abbraccio con Amma, al secondo è rimasto così profondamente toccato da riuscire a malapena a stare in piedi e di conseguenza alla fine ha scritto un libro su di lei, intitolato  Viaggio con Amma. Se quando la incontrate, non provate nulla, oppure sentite un mondo d’amore nel cuore, vi consiglio vivamente di ricevere quell’abbraccio!  

Jojo Struys è conduttrice/produttore televisiva e al momento sta conducendo  "Chalk and Cheese" su  Asian Food Channel. I suoi suggerimenti sul pensiero positivo possono essere ascoltati quotidianamente su Lite FM ed ha appena lanciato il suo CD di Audio Rilassamento Guidato "Letting Go with Struys Jojo" per aiutare le persone ad abbandonare lo stress e diventare più positive. Per ritrovare le riflessioni di Jojo, la potete twittare @jojo_struys o potete andare su  www.jojostruys.com

sabato 11 febbraio 2012

Perchè un ashram deve gestire gli ospedali?

Discorso di Amma in ricordo dell’inaugurazione dell’ospedale multispecialistico AIMS, a Kochi nel Kerala,  nel 1998. 
(12 giugno 2000)

Carissimi figli,
Alcuni dei  figli di Amma potrebbero chiedersi: “ Che bisogno ha un ashram di far funzionare degli ospedali?” Figli, il Signore non si incarnò come Dhanvantara Moorthi? Perciò, ha dimostrato col suo stesso esempio che la medicina e le cure sono molto rilevanti. Anche gli shastra affermano che è importante sostenere il corpo. Ciò appare corretto anche quando si esamina la storia dei Mahatma vissuti fino ad ora. 

Sri Ramakrishna, Ramana Maharshi e Swami Vivekananda si sono sottoposti alle cure quando si sono ammalati. Non si sono astenuti dicendo: “ Io sono Brahman, non il corpo.”

Poiché è la natura del corpo quella di ammalarsi, è importante proteggerlo dandogli il trattamento necessario. E’ possibile accendere il fuoco solo se c’è legna da ardere. Allo stesso modo, per conoscere l’Atma è necessario conservare lo strumento. Pertanto gli ospedali e le cure non sono in contraddizione o incompatibili con la spiritualità. Aiutano a conservare il corpo che è un mezzo per conoscere il Sé.

Ci sono molti residenti dell’ashram che sono stati ispirati dall’incontro con Amma. Essi sono sia indiani che occidentali. Tra questi, ci sono dei medici. Vogliono stare con Amma. E Amma ha voluto dare loro l'opportunità di impegnarsi con servizio disinteressato nel mondo.
Quante persone ci sono che sono in grado di meditare 24 ore al giorno? Pochissime. E allora cosa farà la maggior parte delle persone dopo le prime ore iniziali di meditazione? Stando seduti inattivi, affiorano alla mente un sacco di pensieri indesiderati. Anche questi pensieri sono una forma di azione. Stando così le cose, facendo servizio con le mani e i piedi daranno beneficio a se stessi e al mondo.

Ci possono essere alcuni che dicono: "Vogliamo solo liberazione, non abbiamo bisogno di alcun trattamento. Se dovessimo morire per malattia, così sia." Amma dice che per ottenere la liberazione, ci vuole la grazia del Signore. Per ricevere la grazia bisogna avere la purezza mentale ed è perciò che è necessario il servizio disinteressato. Si diventa meritevoli di avere la grazia solo grazie alle azioni altruiste e disinteressate. Per compiere le azioni disinteressate c’è bisogno di un corpo. Per conservare il corpo è necessario sottoporsi a trattamenti medici in caso di malattia.
  
Jnana (la conoscenza) e bhakti (la devozione) sono due facce della stessa moneta. Ma il  nishkama karma (l’azione disinteressata) è il sigillo di questa moneta. Una moneta diventa preziosa solo se ha un sigillo. La devozione e l’azione sono le due ali di un uccello e la conoscenza ne è la coda. Solo se ci sono questi tre, si può volare in alto.

Nei tempi antichi, i discepoli che vivevano nei gurukula si impegnavano in attività di servizio. Non vedevano ciò solamente come azione, ma come servizio verso il loro Guru. Infatti, l'azione eseguita con dedizione per il Guru non è azione. Essa è vera e propria meditazione. Di solito si dice che un discepolo dovrebbe servire l'ashram considerandolo come il corpo del Guru. Perciò dovrebbe essere in grado di amare e servire il mondo intero vedendolo come il corpo del Guru. Questa è la vera meditazione. Il ricordo ininterrotto di questo principio è esso stesso meditazione.

Tutti conoscono la storia del discepolo che si sdraiò nella risaia del Guru per evitare che l'acqua entrasse nel campo attraverso una fessura nel crestone di protezione. Il discepolo non considerò il campo solamente come un campo. Egli era pronto a sacrificare la propria vita per proteggere il raccolto. Un’azione così non la si può chiamare solamente azione. E’ il momento in cui ci si dimentica di se stessi. E’ l’apice della meditazione.

Nei tempi antichi, erano i discepoli che facevano tutto il lavoro nelle gurukula. Andavano nel bosco a prendere la legna da ardere, si occupavano delle mucche. Per essi ogni azione era sadhana, non semplice azione. Per essi era meditazione e servizio al Guru.

Ci sono centinaia di figli istruiti e con esperienza che sono venuti ad unirsi all'ashram. Com’è possibile che tutti se ne stiano seduti a meditare tutto il tempo? È molto meglio impegnarsi in alcune attività che siano di beneficio al mondo, piuttosto che starsene seduti inattivi ad inquinare la mente con pensieri inutili. Ognuno può fare servizio secondo le proprie capacità continuando a recitare il japa mantra
.
Ciò porterà beneficio a se stessi e al mondo. Darà la purezza mentale e grazie a ciò sarà possibile progredire vero la meta. Nessuno può raggiungere la meta senza impiegare un certo sforzo. Che si tratti di spiritualità o materialismo, lo sforzo è inevitabile. Concretizzerà lo sforzo e renderà dolce la Grazia di Dio. E’ l'atteggiamento altruista che ci rende meritevoli di ricevere la grazia di Dio.

Durante il servizio disinteressato, alcuni dei miei figli potrebbero temere, "Oh, con tutto questo lavoro non ho nemmeno un attimo per pensare al Signore. Ho perso tutto il mio tempo in queste attività. Sto sprecando la mia vita?” e così via. Figli, chi fa servizio disinteressato non ha bisogno di vagare ovunque alla ricerca di Dio. Il vero tempio di Dio è nel cuore di chi si è impegnato nel servizio disinteressato.

Ecco come sono sorte così tante istituzioni in questo ashram. Alcuni figli che avevano esperienza nel campo dell'istruzione si sono uniti qui. Hanno avviato istituzioni educative. Chi aveva studiato informatica ha avviato gli istituti di informatica. Chi aveva la laurea in ingegneria ha iniziato la costruzione degli edifici dell’ashram. E quando i figli che erano medici sono arrivati qui, l’ashram ha cominciato a gestire gli ospedali. Per loro queste attività non sono solo lavoro, ma parte della loro sadhana. Meditazione e servizio al Guru. Amma dice che persino il respiro di chi serve il mondo, dimenticando se stesso, è benefico da ogni punto di vista.

Alcuni Vedantin affermano che l’azione, attraverso il servizio al mondo, porta a nuove vasana (tendenze). È solo un argomento dei pigri. Nella Gita il Signore dice: "O Arjuna, nei tre mondi, non ho alcuna necessità di impegnarmi nell’azione. Eppure continuo ad impegnarsi nell’azione". L’azione senza attaccamento, con l’attitudine di  "Lui, non io, è egli che fa ed io sono semplicemente uno strumento" non lega nessuno. Porta solo alla liberazione. Ovunque nella Gita, viene attribuita la massima importanza allo sforzo personale.

Anche i Vedantin che dicono: "io sono Brahman, che bisogno ho di impegnarmi nell’azione?" si fanno curare quando si ammalano. Essi vogliono che i loro pasti siano pronti esattamente alle 12. Che i loro materassi siano pronti alle 10 di sera. Se tali servizi sono loro così necessari, perché non pensano che gli stessi servizi sono necessari anche al resto del mondo? Se si ha l'attitudine che tutto è il non duale Sé, allora non bisogna respingere nulla e accettare tutto.  L’assenza di desiderio è la vera misura della grandezza spirituale.

Altri dicono: "I Sannyasi dovrebbero ritirarsi sull'Himalaya." Figli, il servizio disinteressato al mondo è l'inizio dell’esplorazione di sé. Anche questo è un apice. Il nostro dovere verso Dio è la nostra compassione verso i poveri e i sofferenti. Il nostro obbligo più grande in questo mondo è di servire il nostro prossimo.

Dio non ha bisogno di nulla da parte nostra. E’ sempre completo. Il sole non ha bisogno della luce di una candela. Dio è il sostenitore di tutto il mondo. E’ l'incarnazione dell'amore e della compassione. Ci è possibile crescere solo se assimiliamo amore e compassione. Un sannyasi si sforza di amare senza attaccamento e di servire senza aspettative. Rinuncia al peso dell’egoismo per  abbracciare l’impegno di servire il mondo.

Solo amando e servendo l’intera creazione si diventa un recipiente idoneo per la Sua grazia.  E’ infruttuoso impegnarsi nella meditazione senza purificare la mente attraverso il servizio disinteressato, è come il versare del latte in un recipiente immondo. Ma spesso dimentichiamo questa verità. Dimentichiamo il nostro dovere di servire i sofferenti. Andiamo ai templi, facciamo la circumambulazione ripetendo i nomi del Signore; però allontaniamo gli invalidi che allungando la mano per un boccone di cibo. Figli, la vera adorazione al Signore è la compassione che offriamo ai sofferenti.

C’era una volta un uomo che aveva vagato in tutto il mondo alla ricerca di Dio. Il Signore non lo si poteva vedere da nessuna parte. Alla fine sedette esausto sotto un albero. Gli capitò di vedere marito e moglie passargli accanto in gioia perfetta. Vedendo la gioia sui loro volti, volle capire dove stessero andando. Seguendoli arrivò ad una colonia di lebbrosi. La coppia pulì le ferite dei lebbrosi e vi applicò le medicine. Servirono il cibo che avevano portato.
Li consolarono con parole amorevoli. Assistendo a tutto ciò l’uomo che era alla ricerca di Dio, non potè contenere la propria gioia e cominciò a gridare: "Ho visto Dio! Ho visto Dio!" Sentendolo, gli altri pensarono che fosse pazzo. "Dov'è il Dio che hai visto?" gli chiesero. L'uomo rispose: "Dove c'è la compassione, lì c’è Dio. Dio dimora nei cuori dei compassionevoli.”

Figli, consolare i sofferenti è una sadhana maggiore della meditazione. La meditazione è preziosa quanto l’oro. Tuttavia, se si ha la compassione per il prossimo, è come se l’oro avesse il profumo. Il suo valore e la sua grandezza vanno al di là di ogni parola. Perciò, figli miei, andate in mezzo ai sofferenti e al dolore. 
Inoltre, anche mentre li state servendo, offrite loro anche del buon samskaras. Non è sufficiente dare del buon cibo a chi ha fame. Anche quando la fame viene placata, dopo qualche tempo, ci si sentirà nuovamente affamati. Perciò, dovrebbero essere trasmessi anche i principi spirituali. Far comprendere la natura del mondo è lo scopo della vita umana. Così facendo, in tutte le circostanze essi impareranno a condurre la loro vita nella felicità e nella contentezza. Solo allora il vostro servizio sarà diventato completo.

Oggigiorno, ognuno è interessato a guardare chi è in una posizione più elevata rispetto alla propria.  Tuttavia si resta indifferenti per la situazione di coloro che sono meno fortunati. Amma si ricorda una storia: c'era una volta una donna che lavorava come cameriera nella casa di un uomo ricco. Lei era vedova e la sua unica figlia era handicappata. La donna portava la propria figlia con sé quando andava a lavorare. Anche il ricco signore aveva una figlia.

Questa ragazza amava molto la figlia della domestica. Le faceva amorevolmente la doccia, le raccontava delle belle storie e le offriva deliziosi spuntini. A suo padre questo non piaceva affatto e ogni giorno la rimproverava: "Figlia, non devi giocare con quella ragazza sporca e handicappata. Perché passi tanto tempo con lei?” La ragazza non rispondeva. 
Il padre pensò che la ragazza non avesse altri compagni di gioco e per questo motivo si mischiava con la figlia della domestica. Portò allora a casa la figlia di un suo amico. Sua figlia diede il benvenuto alla bambina e fu molto cordiale con lei. Tuttavia continuò a trascorrere molto tempo con la figlia della domestica, facendole la doccia amorevolmente proprio come prima. Allora il padre le chiese:"Figlia, non ti piace l’amica che ti ho portato?" La ragazza rispose: "Mi piace la ragazza che mi hai portato, e ci sono molti altri pronti ad amarla. Invece se io non amo questa, chi altri le vorrà bene? Non ha altri parenti."

Figli, questo dovrebbe essere l'atteggiamento da avere. Dovremmo amare i poveri e i sofferenti con tutto il cuore. Dovremmo elevarli, scendendo al loro livello. Questo è il nostro dovere verso Dio.

Alcuni di voi si potrebbero domandare: "Se il servizio disinteressato è così grande, che bisogno c’è di meditare e fare tapas (austerità)?" Figli, se l’uomo comune è come un palo della luce, un tapasvi è come un trasformatore. Per mezzo della tapas si può acquisire un potere immenso. È come il risparmio di energia, la costruzione di una diga su un fiume con nove affluenti. Tuttavia, bisognerebbe essere pronti a dedicare anche la forza acquisita con la tapas per il bene del mondo. Bisogna essere disposti a sacrificare tutto, come un bastoncino di incenso che diffonde la sua fragranza nel mondo mentre si consuma. La Grazia di Dio fluisce sicuramente in un cuore così grande.

Figli, dovremmo coltivare un cuore pieno di compassione. Dovremmo avere il forte desiderio di servire chi soffre. In ogni circostanza, dovremmo avere la disponibilità di impegnarci nel servizio per il bene del mondo.
Molte persone meditano affinché si apra il terzo occhio dopo aver chiuso i due occhi che vedono il mondo. Non accadrà mai una cosa del genere. Non si può chiudere gli occhi al mondo in nome della spiritualità. La realizzazione del Sé è la capacità di vedere se stessi in tutti gli esseri, anche quando i nostri due occhi sono spalancati. Dovremmo essere in grado di amare e servire gli altri, vedendo in loro se stessi. 
E’ questo l’adempimento della pratica spirituale.

lunedì 2 gennaio 2012

Possa il nuovo anno portare alla nascita di un individuo e di una società nuovi


Amritapuri, 02 gennaio 2012
Dal discorso di Capodanno 2012 
 
“Possano la nostra vita e quella di tutte le creature essere permeate di bontà. Questa è la preghiera di Amma in questa occasione. Che il Potere Divino, in noi e nel mondo, venga risvegliato per portare cambiamenti positivi. Possa il nuovo anno portare alla nascita di un individuo e di una società nuovi.
Ogni Capodanno porta sempre con sé l'entusiasmo e l'interesse per un nuovo inizio. In tale giorno le persone cercano di correggere gli errori commessi nell'anno precedente e fanno dei proponimenti per quello nuovo, cercando di prendere nuove abitudini. Molti iniziano a tenere un diario, ma se lo sfogliamo dopo sei mesi, notiamo che è stato utilizzato solo per le prime settimane, o al massimo per due o tre mesi. Questo è ciò che accade nella vita di tante persone. Non abbiamo la capacità di persistere con le buone abitudini. La perseveranza è una qualità che è sempre stata apprezzata; per esempio una persona che ha servito l’esercito o un’altra organizzazione per molti anni è onorata dalla società. Ma noi non riusciamo a perseverare nelle nostre buone azioni e nelle nostre promesse. Molti iniziano a praticare lo yoga, lo fanno per due o tre giorni e poi smettono. Altri cominciano a praticare la meditazione pieni d'entusiasmo, ma poi lasciano perdere tutto nel giro di un paio di mesi.

Dovremmo compiere le buone azioni senza rimandare a domani. La nostra mente è mutevole. Dobbiamo avere costante consapevolezza e di conseguenza sforzarci in modo consapevole di pronunciare buone parole, compiere buone azioni, rimanere sempre pazienti ed esprimere compassione. Lentamente questi atti si tramutano in abitudini, che a poco a poco diventano spontanee. Queste abitudini rendono la nostra vita un successo.

Agli esseri umani è data la totale libertà di scrivere ciò che desiderano sulle pagine della vita. Dio ci ha dato la penna e il foglio ma non ci dirà mai cosa scrivere. Ci mostrerà solo come scrivere. Continuerà a darci suggerimenti ma ha lasciato a noi la libertà di scrivere ciò che vogliamo su quelle pagine. Se lo desideriamo, possiamo scrivere lettere di bontà, di amore e di bellezza, oppure lettere colme di cattiveria e di odio. Dio continuerà ad avvisarci anche sulle conseguenze della bontà e sulle conseguenze dell'odio. Nel 2011 l’umanità ha ricevuto molte di queste indicazioni.

Disastri naturali, conflitti sociali, crisi economiche stanno rovinando il sonno di numerose persone. Paura ed ansia stanno invadendo la mente del genere umano ogni giorno con intensità crescente. A causa delle nostre azioni compiute senza discernimento, la natura ha perso la sua armonia. L’aria, la terra e l’acqua sono avvelenate. La natura che un tempo era come kamadhenu – la mucca che esaudiva ogni desiderio – ora è inaridita. Le risorse di petrolio stanno rapidamente diminuendo. E così quelle di cibo. L'acqua potabile e l'aria pura diventano sempre più scarse. Che cosa abbiamo sbagliato? Il nostro vero errore è l’incapacità di discriminare fra ciò che è necessario e ciò che non lo è e che in ultima analisi va considerato un lusso.

Se l'attuale generazione riuscisse a ripristinare la coscienza del dharma ,allora la povertà e la fame svanirebbero come un brutto sogno.

L’anno nuovo ci ricorda il trascorrere del tempo. Come l'acqua fluisce, goccia dopo goccia, da un vaso rotto, così minuto dopo minuto si abbrevia la nostra esistenza. Il tesoro più prezioso nella vita di noi esseri umani è il tempo. Qualsiasi cosa persa può essere ritrovata, il tempo no.

Comprendendo questo, dovremmo vivere con consapevolezza ogni momento. Dovremmo anche tenere presente che ogni ticchettio dell’orologio è in realtà un passo verso la morte, che si avvicina istante dopo istante. Quello che vediamo e sperimentiamo nel mondo è effimero; dobbiamo cercare il sostrato eterno di ogni cosa, l'Atma. Scopriremo allora che non c'è nessuno al mondo che sia diverso da noi.

I giorni trascorrono in ogni caso, sia che ridiamo sia che piangiamo. E allora perché non scegliamo di ridere? La risata è la musica dell'anima. Ma non dovremmo ridere nel vedere gli errori degli altri. Cerchiamo di vedere il bene in ognuno e condividiamo buoni pensieri, parole e azioni. E proviamo a ridere guardando le nostre carenze e i nostri difetti.

Molte persone pensano che il mondo finirà nel 2012. Amma non pensa che questo avverrà. Potranno accadere incidenti in qualche parte del mondo. Se osserviamo l’acqua, la terra, l’aria, gli esseri umani, vediamo che tutto è in uno stato di costante agitazione. Questa agitazione produrrà inevitabilmente un'eco che come tuono colpirà una parte o l’altra del mondo. Ad ogni modo, la morte è una parte inevitabile dell’esistenza, può sopraggiungere ovunque e in ogni momento. Ma proprio come cominciamo una nuova frase dopo avere messo il punto alla precedente, anche la fine di una vita segna l’inizio di un’altra. 
E non dobbiamo vivere nella paura, ma sviluppare un'attitudine di accettazione. Dovremmo sempre pensare: 'Qualsiasi cosa avvenga resterò forte, coraggioso e felice!'. Vivere nella paura è come dormire distesi sopra una bomba; non potremo mai riposare con tranquillità. Amma ripete ancora una volta che non vede arrivare nessuna grave tragedia. Le disgrazie stanno già accadendo nel mondo, continuamente. Anche oggi, non incontriamo incidenti quando viaggiamo? Non avvengono catastrofi aeree? Alluvioni, terremoti, cicloni e tsunami accadono con regolarità.

Qualunque cosa accada, cerchiamo di esser felici e di sviluppare la fede nel vero Sé. Compiamo del bene.

I vermi mangiano, procreano e muoiono. Gli altri animali fanno la stessa cosa. Se noi esseri umani ci limitassimo a fare altrettanto, quale sarebbe la differenza tra noi e le altre creature? Che messaggio lasceremmo al mondo? Attraverso le loro azioni disinteressate, i mahatma vivono per sempre. Anche se non riusciamo dare un contributo grande come il loro, proviamo perlomeno a guardare cosa possiamo fare per gli altri. Anche se un solo albero potesse crescere nel deserto, almeno ci sarebbe quel poco d'ombra. Anche se sbocciasse un unico fiore, ci sarebbe perlomeno quella bellezza. Con una lampadina di poche candele potremmo avere difficoltà a leggere, ma se accendiamo tante di queste lampadine riusciremo a farlo. Similmente, attraverso l’unità riusciremo a compiere grandi cose. Il mondo è come un lago che non può essere ripulito da una sola persona. Ma se ognuno compie la sua parte, potremo pulirlo tutti insieme. Mettiamo da parte la pigrizia facendo del nostro meglio. In questo modo raggiungeremo indubbiamente il nostro obiettivo.

Come ogni altra decisione, anche la felicità è una decisione - una ferma decisione che 'Qualsiasi cosa accada io sarò felice, sarò forte. Non sono mai solo. Il Paramatman è sempre con me'. 
Possano i miei figli avere la forza mentale, l’entusiasmo e la fiducia in sé stessi necessari. Che la Grazia divina sia con tutti loro.”