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"La preghiera di Amma è che l'amore porti sollievo nella vita di tutti e ci offre l'opportunità di condividere questo sogno ognuno secondo il proprio stile, secondo i propri mezzi e secondo le proprie aspirazioni. Embracing the World è un sogno che diventa realtà e con le nostre attività sosteniamo questo meraviglioso progetto. " - Amma

Insieme per la Natura

"Amma chiede a ogni abitante del pianeta di offrire il proprio contributo per riportare l'armonia nella NATURA" - Amma

In Armonia

Molte voci si fondono per creare un unico suono. Molti cuori focalizzati su un unico obiettivo: il nostro Sogno “EMBRACING THE WORLD"

Il Cammino della Pace

"Possa l'albero della nostra vita essere fermamente radicato nel terreno dell'amore. Fate che le buone azioni siano le foglie quell'albero. Possano le parole di gentilezza esserne i fiori. E la pace il suo frutto." – Amma

Il Nostro Sogno

"Che tutti, nel mondo, possano dormire senza paura almeno per una notte. Che almeno per un giorno ciascuno possa mangiare a sazietà. Che almeno per un giorno gli ospedali non debbano curare vittime della violenza. Che almeno per un giorno ciascuno possa aiutare il povero e il bisognoso con il servizio disinteressato. Che questo piccolo sogno si realizzi, questa è la preghiera di Amma." - Amma

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sabato 21 dicembre 2013

La contentezza è la ricchezza più grande

Ancor più nobile del pensiero: "Cosa posso fare ?" è il pensiero"Cosa posso dare? " È importante svolgere ogni mansione bene e con gioia. Com’è possibile farlo? Quando il cervello si unisce al cuore si potrà raccogliere il giusto frutto maturato da un’azione. Per una madre non è faticoso prendersi cura del proprio bambino. Lo è invece per la baby-sitter. Ciò non dipende dal lavoro di per sé, ma dall'atteggiamento mentale che crea felicità o sofferenza.

La ricchezza più grande è la contentezza. Solitamente lavoriamo per la nostra felicità. Tuttavia dovremmo anche assicurarci che il nostro lavoro porti felicità anche agli altri. Ogni qualvolta eseguiamo un qualsiasi compito, dovremmo tenere in considerazione quanto beneficio procuriamo agli altri con quella mansione e questo modo di pensare è superiore alla semplice considerazione di quanto beneficio ne trarremmo noi stessi. Questo è karma yoga.

La contentezza è la ricchezza più grande. Persino se in termini materiali siamo i più poveri del mondo, in realtà se siamo contenti siamo ricchi. Allo stesso modo, anche quando siamo materialmente ricchi, ma senza contentezza, siamo in realtà poveri. Dobbiamo quindi sforzarci di essere contenti con quello che abbiamo.

Una donna ebbe due figli. Il primo divenne bigliettaio e l’altro impiegato. Supponiamo che l'impiegato continuasse a lamentarsi sulla sua triste sorte di essere un semplice impiegato. Questo servirebbe a qualcosa? Se invece l'impiegato assolvesse le sue mansioni in modo efficace, potrebbe ottenere una promozione a una posizione più rispettabile. Soffermarsi a rimuginare su posizioni più elevate, ci farà solo sentire tristi. Sono in molti a lavorare in posizioni subordinate. Perché non pensiamo a loro, invece? Pensare con discriminazione ci farà sentire contenti in ogni circostanza. Solo così potremo vivere in pace ed evolvere.

C’era una volta un uomo che dopo una lunga attesa fu invitato a un colloquio di lavoro. Non avendo ottenuto il lavoro se ne andò deluso a sedersi in un luogo solitario dove poter scrutare in lontananza.  A questo punto, qualcuno gli diede un colpetto sulla spalla. Quando l’uomo si girò, vide un ragazzo che indossava degli scuri occhiali da sole. Pur sentendosi irritato per essere stato disturbato nel suo momento di solitudine, chiese cosa fosse successo. Il ragazzo gli diede un fiore appassito dicendo: “Guarda che bel fiore!" L' uomo era infastidito, ma contenendo la rabbia, rispose: "Sì, è un bel fiore." Il ragazzo aggiunse ancora: "Hmm, senti com'è profumato". L’uomo si sentì ancor più irritato e pensò: " È pazzo? Che profumo c'è in un fiore di campo appassito? " Ma per sbarazzarsi del ragazzo, disse: "Sì, hai ragione, è un fiore profumato e bello." Nel sentire queste parole il ragazzo disse: “L’ho portato per te, ti prego, accettalo. Che Dio ti benedica.”Così dicendo, il ragazzo sorrise, un sorriso da scaldare il cuore. Nel vedere quel sorriso l’uomo sentì la mente alleggerirsi. Ringraziò il ragazzo.

Poi sentì il rumore di un bastone battere per terra e girandosì vide il ragazzo che si faceva strada con un bastone per ciechi. L’uomo si rese conto che il ragazzo era un non vedente.  In quel momento ebbe la sensazione che il fiore che stava tenendo in mano fosse il più bello del mondo. Raggiunse il ragazzo per abbracciarlo e con le lacrime agli occhi esclamò: "Questo non è un fiore appassito, ma un fiore sbocciato dal tuo cuore." Grazie a quel fiore, l'uomo fu in grado di apprezzare la bellezza e la fragranza del cuore innocente del ragazzo. L'uomo pensò: "Ero triste perché non avevo avuto quel lavoro. Invece questo ragazzo pur essendo cieco ad entrambi gli occhi è così gioioso. Fa' felici persino ci gli altri."

Dovremmo coltivare un atteggiamento simile nei confronti degli altri. I nostri dolori sono insignificanti rispetto ai dolori altrui. Dovremmo capire questo e cercare di essere felici in qualunque situazione ci troviamo attualmente.

L'ostacolo maggiore che ci impedisce di sperimentare la felicità nella vita è la nozione che abbiamo di noi stessi. Vorremmo ricevere e ottenere tutto - così è il nostro atteggiamento al momento. Senza rimuovere questo egoismo, non è possibile sperimentare la gioia della vita. E' più facile a un cieco arrivare a questo stato se ha un cuore che sa amare. Ma è difficile raggiungere la felicità con un cuore cieco. La cecità dell’ego spinge verso l’oscurità. A causa di questa ignoranza, siamo addormentati anche quando siamo svegli. Quando avremo superato il nostro egoismo, diventeremo allora un'offerta per il mondo. Chi è afflitto dalla cataratta dell’egoismo non sarà mai in grado di apprezzare la bellezza del mondo.

In virtù delle circostanze di nascita e di vita, le persone possono anche proclamare differenze tra l’umanità. Comunque la morte arriverà per tutti. Ciononostante, chi avrà trasceso l'ego, non morirà neppure nella morte.

lunedì 25 marzo 2013

Pensioni Amrita Nidhi per le vedove e i poveri delle Mauritius


2o marzo 2013 Mauritius
Con la visita di Amma alle Mauritious è partito il programma Amrita Pension Nidhi per i poveri e le vedove. In India già più di 50.000 donne in stato di estremo bisogno oltre a disabili fisici e mentali ricevono la pensione.
 
 
Il Presidente della Repubblica, Rajeswar Purryag, ha detto che Amma è messaggera di pace e amore nel mondo. A nome del popolo delle Mauritius ha ringraziato Amma per la sua visita e le opere caritatevoli realizzate dal Mata Amritanandamayi Centre.

domenica 24 marzo 2013

I fallimenti non sono altro che successi in ritardo

By Mata Amritanandamayi
http://www.newindianexpress.com/lifestyle/spirituality/article1500727.ece
17 marzo 2013 12:00 AM
Figli, di solito la maggior parte delle persone parla con orgoglio delle proprie conquiste. Quando riusciamo in qualcosa, riteniamo che sia il risultato dei nostri sforzi e facciamo del nostro meglio per informare gli altri dei nostri risultati. Invece quando qualcosa va storto, cerchiamo di dare la colpa a qualcun altro. Ci lamentiamo di non essere stati ascoltati, e che se solo ci avessero ascoltato avrebbero avuto successo. Questo è un atteggiamento sbagliato nei confronti del fallimento.
Gli ostacoli, le difficoltà e gli insuccessi possono accadere in qualsiasi impresa, ma non dobbiamo permettere ai fallimenti di scoraggiarci. Dovremmo invece considerare i fallimenti come un ' successo in ritardo'. Il più grande fallimento che potrebbe accaderci nella vita sarebbe quello di sperimentare in continuazione solamente il successo. Edison, nell’inventare la lampadina elettrica, dovette accettare di fallire più di un migliaio di volte prima di avere finalmente successo. Quando un giornalista gli chiese come si fosse sentito ad aver sbagliato così tante volte, Edison rispose: "Non sono stati fallimenti, per me sono stati come mille passi che mi hanno portato al successo, ecco tutto”.
Anche quando qualcuno non riesce, significa solamente che comunque ha tentato, che era pronto alla sfida. Solo chi prova a fare qualcosa si trova ad affrontare il fallimento. C'è una sfida in ogni grande impresa, sia per il bambino che sta imparando a camminare, oppure studiare per un esame, imparare a guidare, scalare una montagna, andare a pescare in mare, o cominciare una nuova attività. Qualsiasi cosa si voglia intraprendere, il successo e il fallimento ci seguono come ombre. A volte si potrà riuscire, altre volte si potrà fallire.
Non bisogna avere paura di fallire. Se c’è, non si sarà mai in grado di avere ancora successo, e non si otterrà nulla. I bambini cadono tante volte quando imparano a camminare. Ma nessun bimbo penserebbe mai: “ Oh, sono caduto così tante volte, chi me lo fa fare a provare ancora? Per quanto mi sforzi, non ci riuscirò mai!” Cadere e fallire in continuazione non scoraggiano il bambino. In effetti per lui non è affatto un problema. Un bambino pensa solo che vuole imparare a camminare come un adulto. Bisogna avere questa attitudine per crescere.
 
Non dovremmo mai prenderci gioco di chi ha fallito. Dovremmo invece essere disposti ad offrire una seconda possibilità. Questo lo aiuterà ad andare avanti. La cosa più dannosa che si possa fare è il respingere completamente. La vita non è solo di chi ha successo, ma anche a chi ha fallito. Ecco perché si dice che bisogna incoraggiare non solo chi vince, ma anche i vinti. In campo sportivo si assegnano premi di consolazione agli atleti che hanno perso la gara. L’intento è dar loro incoraggiamento e motivazione affinché riprovino senza timore.
Qualche tempo fa si sono svolte le Olimpiadi Speciali per ragazzi disabili, fisici e mentali. Alcuni concorrenti che hanno partecipato alla gara di corsa dei 100 metri erano disposti sulla linea di partenza in posizione pronti allo scatto.  Al fischio di partenza immediatamente tutti hanno cominciato a correre con entusiasmo. Tutti sognavano di vincere il primo posto e tutti si erano allenati duramente per partecipare alla gara.  Poco dopo però, un bambino inciampò e cadde. Essendosi fatto male e sentendosi imbarazzatissimo scoppiò in un forte pianto. Sentendolo, tutti si sono voltarono a guardare indietro e mentre se ne stavano lì, in piedi e incerti sul da farsi, una bambina tornò sui suoi passi per tendere amorevolmente la mano al ragazzo e aiutarlo ad alzarsi. Abbracciandolo forte gli ha detto: "Non ti preoccupare. Ti tengo per mano, possiamo correre insieme”. Assistendo a ciò anche gli altri bambini disabili si sono uniti tenendosi per braccia per correre insieme. Mentre tutti nello stadio erano in piedi in un tripudio di applausi, i ragazzi hanno tagliato il traguardo insieme.
Forse questa non è proprio una storia vera. Ma c'è una grande lezione da imparare dai bambini in questa storia. È essenziale perseguire il successo nella vita. Ma è altrettanto  indispensabile imparare ad entrare in empatia con gli altri, con i loro fallimenti e delusioni, e aiutarli a raggiungere il successo.

domenica 17 marzo 2013

Impariamo a controllare la rabbia

Nella vita è molto importante imparare a controllare la propria rabbia. La rabbia è un’arma a doppio taglio, chi colpisce resta ferito insieme alla vittima. Quando si prova rabbia nei confronti di qualcuno, la nostra mente ne resta subito disturbata e diventa irrequieta. La mente non ci permette di starcene seduti, in piedi o di dormire in pace. Il sangue si scalda e siamo facili vittime di innumerevoli malattie. Purtroppo nella foga della rabbia non ci si rende conto di quanto ci succede.

Ci pensiamo due volte prima di guardare o di sorridere a una persona. Quando si sorride a qualcuno si può dare l’impressione di conoscere quella persona. Se poi quella persona se ne approfittasse e ci chiedesse un aiuto economico o qualcosa di simile? Pensandola in questo modo molti non sono inclini a sorridere agli altri. Però poi nei confronti della rabbia non si adottano le stesse precauzioni. Gettiamo le precauzioni al vento ed esplodiamo di rabbia.

Alcuni sostengono che la rabbia faccia parte della propria natura e di conseguenza non controllabile. Ma non è così. In determinate situazioni sappiamo controllarci. Per esempio non reagiremmo mai con rabbia al nostro capo. Questo perché sappiamo che ne subiremmo le conseguenze. Il datore di lavoro ci potrebbe trasferire o bloccare un’eventuale promozione. Oppure ci potrebbe persino licenziare. Quindi, in queste situazioni, facciamo del nostro meglio per controllare la nostra rabbia.
Ma di solito non moderiamo la nostra rabbia nei confronti dei subordinati. In realtà è qui che dovremmo porci dei limiti. Questo succede perché non possono rivalersi contro di noi; dipendono da noi. Pur non manifestando una reazione esteriore, interiormente si disperano. Le vibrazioni di infelicità nascoste nei loro cuori influiranno negativamente su di noi come una maledizione. Non sarà per niente facile alleggerirsi dalle conseguenze. Alcuni non otterranno mai buoni voti agli esami malgrado abbiano studiato molto. Altri non otterranno mai una buona posizione di lavoro, malgrado facciano molti colloqui. Forse si è ferito i sentimenti di qualcuno in qualche occasione. Di conseguenza il loro dolore si erge come una barriera che si frappone tra il flusso della grazia divina e noi.

Ciò non significa che non si debba rimproverare qualcuno quando la situazione lo richiede. Quando si notano degli errori è necessario correggerli. A volte anche la severità potrebbe essere necessaria. Però bisogna essere capaci di indossare la rabbia come una maschera, interiormente indisturbati. Inoltre la rabbia non dovrebbe mai essere diretta nei confronti dell’individuo, ma  nei confronti della sua condotta impropria. Non bisogna arrabbiarsi inutilmente, o più di quanto necessario. Bisogna fare particolare attenzione a non ferire il cuore di nessuno.

A questo proposito Amma si ricorda di una storia.
 
Un giullare aveva raccontato una storiella alla corte del re, ricca di arguto umorismo. Ma il re, che non aveva seguito attentamente la trama della storia, erroneamente pensò che il giullare si fosse preso gioco di lui, si arrabbiò e gli diede un sonoro ceffone. Il giullare si contorse con dolore e rabbia. Ma era stato il re a schiaffeggiarlo, come avrebbe potuto dire anche una sola parola? Così si voltò e schiaffeggiò il cortigiano in piedi accanto a lui. Il cortigiano chiese sorpreso: "Perché l'hai fatto? Non ti ho fatto nulla. Perché mi hai dato uno schiaffo? "
"E allora?" si giustificò il giullare, "Passalo a chi ti stà accanto. Dopo tutto, la vita è un grande ruota. La ruota della vita gira e ad ognuno torna ciò che gli spetta! "

Se invece di guardare al risultato delle azioni degli altri, il giullare avesse pensato di aver ricevuto il frutto delle proprie azioni, gli sarebbe stato più facile perdonare la trasgressione del re. Invece facendo del male ad altri non ha fatto altro che accrescere il peccato. Bisogna sempre ricordare che la rabbia è il seme dell'albero del peccato. Se un pazzo ci copre di insulti è facile perdonarlo. E' facile perdonare anche gli errori di un bambino, perché sappiamo che sono frutto dell’ignoranza. Molto spesso, la rabbia nasce dal nostro orgoglio. Dovremmo essere capaci di riconoscerlo. Per avere successo nella vita è importante liberarsi dalla rabbia.

venerdì 8 marzo 2013

Una mente calma è la chiave del successo

Figli, la vera spiritualità consiste nella maturità della mente. Possiamo credere che sia necessario per la vita possedere ricchezze, guadagni, auto e altri comfort. Ma restare immersi nel loro conseguimento non è il fine della vita umana. Nella vita il vero successo si ottiene quando si sviluppa la maturità mentale che ci fa vedere tutti uguali a noi. Qualsiasi successo conseguito senza di questo, è difatti un fallimento sia per l'individuo sia per la società.

Sviluppare i propri talenti non è sufficiente a garantire il successo nella vita. Dovremmo essere in grado di mantenere una mente tranquilla in ogni circostanza. In caso contrario, non saremo in grado di utilizzare con efficacia i talenti che abbiamo. Un giovane di grande cultura un giorno si presentò a un colloquio di lavoro. L'esaminatore gli chiese: "Come si chiama?" Il giovane era molto nervoso, così non rispose. Poi cominciò a rosicchiarsi le unghie e subito dopo a canticchiare un motivetto. “Perché non risponde?” chiese l’intervistatore. “Sto solo cercando di canticchiare ‘Happy Birthday’ perchè il mio nome viene alla fine” rispose il giovane.

Questo è ciò che spesso ci accade e a causa del nostro nervosismo va a finire che ci dimentichiamo persino il nostro nome. Non importa quanto si è talentuosi, fino a che la nostra mente non sarà calma, non saremo mai in grado di utilizzare in modo efficace i nostri talenti. Qualcuno che agli occhi del mondo sembra avere un gran successo potrebbe essere in realtà un fallito, mentre qualcuno che il mondo ritiene un fallito potrebbe essere quello di successo. Amma ha sentito parlare di un famoso scrittore che ha pubblicato molti libri su come raggiungere il successo nella vita, e che, alla fine, si è suicidato. Non basta scrivere sul successo nella vita, leggere oppure tenere conferenze su questo tema. Se non si è capaci di controllare la propria mente, sarà tutto inutile.
Amma ricorda una storia.
Un uomo che era un esperto arciere vinse numerose gare e alla fine conquistò il titolo di campione del mondo di tiro con l'arco. Nel sentire del suo successo, il suo amico lo sfidò: "Io conosco un maestro di tiro con l'arco che è anche un guru spirituale. Se sarai in grado di batterlo, allora riconoscerò che sei tu il campione del mondo in tiro con l'arco". L'uomo accettò la sfida e col suo amico si avviarono all’ashram del guru. Quando furono arrivati l'amico disse: "Guru, quest'uomo è il campione del mondo di tiro con l'arco." Nell’udire ciò il guru lo lodò molto. Poi l'amico aggiunse il motivo della visita, e il guru li invitò a fare una passeggiata con arco e frecce. 
Camminarono a lungo e finalmente raggiunsero la vetta di un’alta montagna che era collegata al picco di un’altra montagna tramite un ponte di corda. Di sotto, fra le due montagne scorreva un grande fiume. I tre uomini salirono sul ponte di corda e quando furono nel mezzo, il guru disse: “Lassù, dall’altra parte, c’è un albero con un solo frutto. Riesci a colpirlo da qui?" Non appena il campione alzò l’arco e la freccia, una forte folata di vento fece oscillare talmente forte il ponte di corda da fargli temere di precipitare nel fiume. Tremando di paura e con grande difficoltà, cercò di dominarsi e tirò freccia, ma mancò il bersaglio. Quando fu il turno del guru, egli mirò il bersaglio sollevando con calma arco e freccia. Il ponte fu scosso nuovamente dal vento impetuoso, ma egli riuscì a tirare la freccia e a far cadere il frutto. Come ci riuscì? Gli fu possibile perché aveva fra le mani il ‘telecomando’ della  propria mente. Nulla che fosse all’esterno avrebbe potuto agitare la sua mente. Di conseguenza, non aveva paura.

E' possibile danzare con serenità su un palco che si muove agitatamente? Affrontare la vita con una mente nervosa è simile a questo. C'è solo una cosa che rimane sempre ferma, e questa è Dio. Se facciamo di Dio il fondamento della nostra vita, la nostra mente diventerà stabile di per sé. Dovremmo fare la danza della nostra vita su un palco immobile, fermo. Questo palco è Dio. Quando avremo la convinzione che Dio è sempre con noi pronto a sostenerci e a proteggerci, saremo allora in grado di accettare la vita senza paura o ansia. Questo farà diventare il viaggio della nostra vita gioioso e saremo anche capaci di condividere la gioia con chi ci circonda.

lunedì 27 febbraio 2012

Amrita annuncia farmaco per Tumori Neuroendocrini

Deccan Chronicle  In sperimentazione clinica il nanofarmaco per il cancro
22 Feb '12
Ciò che potrebbe davvero essere un farmaco miracoloso per il trattamento del cancro, il nanophotomedicine, sviluppato dal Centro Amrita per la Nanoscienza e la Medicina Molecolare, è’ stato presentato martedì a Kochi al NANOBIO-2012 il convegno internazionale delle nanotecnologie nella medicina traslazionale.

Il Dr. Manzoor Koyakutty ha ufficialmente consegnato una confezione del farmaco a Ivo Timmermans, CEO dell'azienda olandese Nano4therapy, compartecipe alla sperimentazione clinica del farmaco e della sua commercializzazione.

Questa nanomedicina per i tumori neuroendocrini può eliminare le cellule tumorali in modo più efficace rispetto alle attuali terapie disponibili. Una volta iniettata nel corpo, va ad accumularsi nei tessuti tumorali grazie al disegno strutturale delle nano particelle.

Dopo che si è accumulata nel tumore, si utilizza una luce laser a bassa potenza o LED, che sensibilizza le nanoparticelle che uccidono il cancro.

Il prodotto è stato sviluppato presso il Centro Amrita dal suo team guidato dal Dr. Manzoor Koyakutty. La valutazione preclinica è stata condotta presso il centro medico ERASMUS, nei Paesi Bassi.

La Nano4therapy, la società farmaceutica con sede nei Paesi Bassi, porterà avanti la fase-1 (clinica) gli studi clinici negli esseri umani e successivamente la commercializzazione del prodotto. 
  
21 Feb '12  
KOCHI: Il Centro di Nanoscienza  Amrita  martedì ha rivelato quello che si dice essere il farmaco miracoloso per il trattamento dei tumori neuroendocrini.  Il prodotto è stato sviluppato presso il Centro Amrita dal team guidato da Manzoor Koyakutty. Il Centro Amrita è di Mata Amritananda Mayi.

Il farmaco, il Nanophotomedicine, è stato presentato alla conferenza di tre giorni, organizzata dal Centro Amrita per le  Nanoscienze cominciata qui martedì.

Secondo Koyakutty, la nanomedicina per i tumori neuroendocrini può eliminare le cellule tumorali in modo molto più efficace rispetto le terapie disponibili.

mercoledì 19 ottobre 2011

Il vero cambiamento


September 27, 2011
Amritapuri Campus

I giovani  sono il bindu - il punto centrale della vita, il momento in cui non si è né bambini né adulti. E’ il momento ideale per addestrare la mente. La generazione più giovane possiede un'energia enorme. Se questa energia viene  incanalata correttamente, i giovani di oggi possono fare meraviglie. Se i giovani cambieranno, il mondo cambierà.



Il vero cambiamento avviene solo quando la conoscenza e la discriminazione vanno di pari passo. Ciò si traduce in un aumento del proprio livello di consapevolezza. Consapevolezza significa veglia. Si rimarrà sempre internamente svegli e vigili in ogni circostanza della vita, e ciò porterà automaticamente verso il successo. Così, piuttosto che focalizzarsi sul successo è necessario focalizzarsi sull’incanalare le energie nel giusto modo. Purtroppo la società di oggi dà più importanza all’acquisizione di informazioni piuttosto che allo sviluppo della consapevolezza. Quindi, c’è il sapere, ma non la consapevolezza. E 'come diventare consapevoli della testa solo quando si ha il mal di testa. 

La definizione di soldato non si applica solo a chi  attacca i nemici con spade e cannoni. Chiunque si sforzi  di raggiungere l'obiettivo della vita è, in un certo senso, un soldato. Uno Kshatriya è colui che combatte le battaglie della vita. In ogni campo della vita bisogna avere il coraggio e il vigore dell’ azione per concentrare tutta la nostra attenzione sull’obiettivo della vita e andare avanti. Per evitare l'egoismo, c'è bisogno della luce della bontà del nostro cuore. C'è bisogno anche della capacità di esprimere questa bontà. L'obiettivo di tutte le nostre azioni deve essere la crescita completa della società e il benessere dell'umanità. La crescita dell'umanità include anche la nostra stessa crescita. Questa è la vera crescita. Affinché questa comprensione posso diventare saldamente radicata nella mente, abbiamo bisogno della discriminazione.



L'indice principale che la vera conoscenza è in crescita è lo sbocciare del pensiero discriminante - la capacità di distinguere ciò che ci eleva da quello che ci fa affondare. Se la conoscenza è priva del pensiero discriminante, è incompleta, come un fiore senza profumo, come una parola senza significato, come una fiamma senza luce. Oggi, quando la gente dice che la conoscenza è in crescita, è come dire "Il sole è sorto, ma è ancora buio." Immaginate un bel giardino con innumerevoli fiori di tutti i colori, forme e dimensioni. Se un  giardino così è pervaso da un cattivo odore, allora ovviamente qualcosa è andato storto.

Come futuri leader e pilastri della nostra società, è importante sviluppare una profonda connessione con la vostra cultura e il paese. Allo stesso tempo è necessario un intelletto autonomo e una mente aperta. Bisognerebbe avere il coraggio di accettare la bontà ovunque la si veda, rifiutando il male. Così quando la conoscenza e la discriminazione si fonderanno in modo equilibrato, le vostre energie interiori raggiungeranno una  maggioredimensione che vi aiuterà a condurre una vita di amore, pace, felicità e successo.

Questo messaggio ai giovani è stato pubblicato nella Samved Amrita Sanjeevani newsletter, rilasciato durante le celebrazioni di Amma al 58 ° compleanno.

lunedì 2 maggio 2011

M'lore: Amma inizia la campagna 'città pulita'



Mangalore, 02 Maggio 2011: Matha Amritanandamayi famosa come Amma, che è ben nota per il suo servizio sociale e per le attività spirituali, ha avviato domenica la campagna 'Clean Mangalore' (Mangalore Pulita) come parte del suo meraviglioso progetto 'Amala Bharatam' in città.


Amma, che sarà in città per due giorni come parte del Brahmasthana Mahotsava Mata Amritanandamayi Math, ha avviato domenica l'attività di pulizia in collaborazione con l'amministrazione del distretto, per rendere in un anno la città bella quanto Singapore. Nel suo messaggio al pubblico, ha sottolineato la necessità di tenere se stessi e la città puliti.



Ha distribuito fazzoletti e segnalibri con il tema della 'pulizia' agli studenti di Amrita Vidyalayam. Rivolgendosi alla folla che si era radunata per avere la sua benedizione, Amma ha chiesto il suoi seguaci di amare e di proteggere la natura.

Ha chiesto alla gente di non consegnare alla generazione futura una natura dilapidata. "Dovremmo amare le persone e usare gli oggetti, purtroppo stiamo facendo il contrario. Ecco perrché l'armonia sociale e le relazioni familiari sono sull'orlo di decadimento,"ha affermato.

Sulla nota spirituale, ha detto che la spiritualità e la scienza sono come le due ali di un uccello. Sono correlate e non possono sopravvivere l’una senza l’altra.

"Se la scienza è in grado di fornire un condizionatore d'aria per rinfrescarci dal caldo, la pace della mente la si ottiene solamente grazie alla spiritualità. Ma infine la spiritualità non è qualcosa di irraggiungibile, perché può essere realizzata da qualsiasi persona grazie a strategie logiche e sperimentazione interiore,"ha dichiarato Amma.

Ha inoltre criticato il maggiore uso di prodotti chimici e fertilizzanti nel settore agricolo. "Noi, esseri umani dovremmo mangiare cibo per soddisfare il nostro appetito, sfortunatamente stiamo mangiando veleno. Questo deve essere fermato.“ ha affermato.


Il sindaco Praveen ha presieduto la funzione. Hanno ricevuto l’abbraccio di Amma anche il Ministro di Distretto in Carica J Krishna palemar, il Vice Portavoce N Yogish Bhat, MP Nalin Kumar Kateel, il Commissario di Polizia Seemanth Kumar Singh, e il Vice Commissario Subodh Yadav.


Indennità per le vittime dell’ Endosulfan

A segnare l'evento, Brahmasthana Mahotsava Samiti ha consegnato un indennizzo alle 10 vittime dell’Endolsufan del distretto del Kannada. Priya, Bhavitha, Santhosh Minezes, Yari e altre, hanno ricevuto l’indennizzo. Nel contempo sono state anche distribuite le pensioni alle 10 vedove.

martedì 19 aprile 2011

Un abbraccio al giorno leva la tristezza di torno!

Deccan Chronicle

April 19, 2011 DC Correspondent





La loro agenda è semplice: diffondere la felicità. Il loro piano d’azione è ancora più semplice, dare a tutti abbracci gratuiti. Le persone che partecipano al movimento di massa Action for Happiness a Londra sembra che abbiano capito che la chiave per rendere felici gli altri sia nelle braccia, proprio in senso letterale. Non sono necessarie statistiche o discussioni scientifiche per dire quanto è bello sentirsi abbracciati da un abbraccio genuino. Come esseri umani aneliamo tutti per quella sensazione di sentirsi amati e protetti. Se ci sono cose come i miracoli, allora un abbraccio è sicuramente uno di questi.

Mata Amritanandamayi, “Amma”, conosciuta anche come la santa degli abbracci, ha usato questo farmaco miracoloso per cambiare la vita delle persone ormai da decenni. Uomini e donne aspettano per ore solo per fare l’esperienza del suo caldo abbraccio. Una pacchetta delicata, poche parole sussurrate all’orecchio e una morbida carezza sulla testa sono sufficienti a portare un sorriso di contentezza sui volti dei suoi seguaci.

P.L. Srinivas, leader di TD dice: “ Con l’abbracciare Amma fa tornare le tenere memorie di mia madre, che non è più con noi. Ogni volta che mi abbraccia mi sento beato, come se mia madre mi stesse abbracciando!” Ma mentre l’abbraccio di Amma fa tornare le memorie di sua madre, non tutte le famiglie indiane sono disponibili a tali manifestazioni di affetto.

Con tutti i nostri valori domestici e le formalità, non siamo abituati alla vicinanza fisica con gli altri – nemmeno i nostri stessi genitori. Shailu Reddy dice: “ L’abbraccio non è accettato nella nostra società. Se ci vedono abbracciarci in pubblico riceviamo sguardi strani. Non capiscono il benessere che ne deriva dall’essere abbracciati. Ricordo ancora l’abbraccio che ho dato a mio padre quando siamo venuti a sapere della morte di Rajiv Gandhi. E’ stato un momento emozionante e resterà impresso nella mia mente a lungo.

Da bambini siamo stati tutti tenuti in braccio, abbiamo ricevuto i buffetti e siamo stati coccolati a non finire. Ma col passare degli anni, il contatto fisico con i membri della famiglia viene ritenuto più strano e da evitare. Già all’età di 8 o 9 anni, gli abbracci diventano una rarità, riservati solo per le occasioni speciali.

Lo psichiatra C.J. John dice: “ Con i genitori sottolineiamo sempre la necessità e l’importanza del tatto. Abbracciate i vostri figli quando sono contrariati e dimostrate loro quanto sono importanti per voi. Un bell’abbraccio può abbattere l’ansia e modificare lo stato fisico.” E se siete ancora scettici, mettete via il giornale per un minuto e andate ad abbracciare qualcuno – potrebbe cambiare la sua giornata e anche la vostra.

lunedì 18 aprile 2011

L'abbraccio vince



Hugging is winning
April 17, 2011 T.S.Preetha Kochi


Mata Amritanandamayi abbraccia un ragazzo durante un festival nel tempio a Kochi.
Attorno le stanno devoti gioiosi in attesa del proprio turno.


Quando Mata Amritanandamayi, la santa degli abbracci come è conosciuta in occidente, è venuta a Kochi la scorsa settimana, la gente ha aspettato ore per vederla e provare il suo caldo abbraccio.

Un tocco, qualche parola sussurrata e un tocco sul capo hanno fatto sorridere di felicità o piangere di gioia i visitatori, tra cui le celebrità.

“Il suo tocco è stato magico, ho sentito come se mi stesse dando la forza per risolvere il mio problema. E mi sono resa conto di quanto sentissi la mancanza di un buon abbraccio” dice Anjana Vinod, venuta per la prima volta al tempio. Forse lei non lo può sa, ma Mata Amritanandamayi fa ciò che alle madri viene meglio – abbracciare per consolare, confortare e far sapere ai figli quanto sono importanti.

Un abbraccio caldo e avvolgente che ti dice di non preoccuparti può fare molto per lenire le emozioni – non c’è bisogno di parole. Gli studi hanno dimostrato che un abbraccio gentile e premuroso è un modo di comunicare molto importante. Ed assume una dimensione molto potente per quanto riguarda l’interazione umana. Poiché un caldo abbraccio è uno strumento magico che crea in noi emozioni, facendoci sentire felici ed emotivamente sicuri.

Non tutti i malayali (persone del Kerala) esprimono le loro emozioni con l’abbraccio. Un abbraccio, una carezza sulla schiena, la mano sulla spalla e un colpetto sulla testa, possono significare molto, ma molti considerano questi gesti un segno di vulnerabilità che rovina l’immagine di un individuo forte e che sa controllare le proprie emozioni.

Ma i medici non sono d’accordo. Vogliono che le persone abbraccino di più e più a lungo. La ricerca dimostra che un abbraccio di almeno sei secondi mette in circolo un flusso di sostanze chimiche che potenziano l’umore. E c’è di più.

Una persona ha il 47 per cento di probabilità in più di sentirsi vicino a un membro della famiglia che abbracci molto. Naturalmente è bello sentirsi dire ‘ ti voglio bene’, ma un abbraccio può dire di più.

“Ai genitori sottolineiamo sempre l’importanza del tocco. Abbracciate i vostri figli quando sono contrariati e dimostrate loro quanto sono importanti per voi. Un buon abbraccio ha sempre un forte impatto. Purtroppo la nostra società non lo ha ancora capito. In effetti si abusa del tocco, riservandolo per molestare le donne sugli autobus o abusare dei bambini”, dice lo psichiatra C. J. John.

Se un abbraccio è consolante e rilassante, abbassa i livelli di ansia e modifica lo stato fisico della persona. Quando un sacerdote ci mette la mano sulla testa e prega, ci sentiamo automaticamente forti. Questo è il potere del tatto” dice il Dott. John.

E’ stato riscontrato che chi abbraccia spesso ha un basso livello di pressione sanguigna e i livelli di oxitocina la sostanza chimica che facilita i legami, sono superiori.

Questo è la motivo per cui un nuovo movimento di massa con gli abbracci gratuiti ai passanti - Action for Happiness, è stato lanciato a Londra per una società più felice. Alla base si prospetta di creare maggiore felicità grazie alle azioni quotidiane, per sollevare milioni di persone dalla loro miseria.

Allora, è meglio farsi la guerra degli abbracci. Che vince.

martedì 12 aprile 2011

Il karma disinteressato dà forza e gioia



Express News Service
First Published : 11 Apr 2011 03:34:06 AM IST
Last Updated : 11 Apr 2011 11:17:38 AM IST


KOCHI: La preghiera nata dall'odio e dall'arroganza è come il latte versato in un contenitore immondo, ha detto Mata Amritanandamayi a Edapally Brahmasthanam durante una predica del secondo giorno del Brahmasthana Mahotsavam.

"Il karma disinteressato dà gioia e forza all’umanità. Il concetto potrebbe sembrare abbastanza confuso, ma in realtà è molto chiaro e semplice. Ogni azione fatta per il bene degli altri con la convinzione di non essere diversi dagli altri è un karma altruista. E’ una fonte eterna di forza e di gioia “ ha detto.

Il secondo giorno del festival è cominciato alle 5 a. m. con la meditazione. E’ seguita la Lalitasahasranama kodi archana, la puja rahudosha nivarana e il satsang di Brahmachari Mathrudas Chaitanya.

Mata, che ha raggiunto il posto alle 10.30 a.m. ha ricevuto la ghirlanda e il benvenuto dal Presidente del Tribunale Amministrativo P R Raman, Bharathiya Vicharakendram il direttore P Parameswaran e l’attore Harisree Ashokan.

Erano presenti all’occasione IG R Sreelekha e NSUI il presidente della Hibi Eden.

domenica 10 ottobre 2010

Il buongiorno si vede dal mattino

Br. Shubamrita Chaitanya ha fatto visita a Milano lo scorso 5 ottobre e per l’occasione ha tenuto un coinvolgente discorso sul servizio disinteressato.

Il mattino seguente è stato ospite di “Buongiorno Lombardia” un programma di Telelombardia condotto dalla radiosa Giorgia Colombo e Stefano Golfari.

Il programma è durato mezz’ora e Br. Shubamrita ha illustrato la figura di Mata Amritanandamayi (Amma) e la sua organizzazione umanitaria Embracing the World. Ha anche risposto a diverse domande in modo brillante e semplice con la chiarezza lo contraddistinguono.

La bella e operosa Milano che s’era vestita di un luminoso mattino, sempre nuova pur conservando la tradizione, all’avanguardia dei servizi, della ricerca scientifica, della cultura e della moda, è famosa anche per il suo grande cuore e l’ospitalità, e aspetta ora di accogliere il programma di tre giorni di Amma, la Madre che dona il suo abbraccio d’amore a tutti coloro che lo vorranno ricevere.

Amma sarà al Palasesto di Sesto San Giovanni ( Milano) dal 12 al 14 Ottobre. Entrata libera.

mercoledì 30 giugno 2010

Serata di solidarietà


I colori, i sapori e i canti dell'India hanno fatto da cornice alla meravigliosa solidarietà delle molte persone che con la loro partecipazione hanno supportato i progetti umanitari di ETW.

domenica 25 aprile 2010

La felicità è inseparabile dall'amore

L’amore di Dio è fonte di gioia eterna: Amma

Express News Service, First Published : 25 Apr 2010 02:20:00 AM (weblink)

KOCHI: Mata Amritanandamayi ha detto che la fonte della felicità eterna è l’amore di Dio. Durante il discorso di benedizione che faceva parte del Brahmasthana Mahotsavam qui sabato, ha affermato che la spiritualità originale porta all’amore di Dio e alla felicità eterna.

“L’amore e la felicità sono due cose che desideriamo ardentemente nella nostra vita. Molte persone credono che l’amore e la felicità siano cose totalmente differenti. In realtà la felicità è inseparabile dall’amore, “ ha detto Amitanandamayi. “Chi è senza amore non può rendere felice nessuno. Una persona infelice non sarà in grado di amare nessuno. ”

Sabato il programma è cominciato con la meditazione e la Lalitha Sahasranama Archana. Migliaia di devoti hanno partecipato alla Rahudoshanivarana Puja delle 19.00.

Amritanandamayi ha cominciato a dare il darshan verso le 10.30. Amritanandamayi è stata omaggiata con ghirlande dal Commissario Doganale Vineeth Aura, il Comandante del Central Security Force del Kerala B Shyamala, P Parameswaran, Bharatiya Vicharakendram director Sreedharan Thanthri e il presidente della NSUI Hiby Eden.

I`dravya kalasams’ maggiori benedetti da Amritanandamayi durante il Sahasrakumbhabhishekam che si è tenuto al tempio Pavakkulam Mahadeva, sono stati ricevuti dai sacerdoti guidati da Eazhikkode Krishnan Namboodiri.

venerdì 12 marzo 2010

All you need is love

Swami Ramakrishnananda: All you need is love
Maren Hoepfner , Contributor , Jakarta Giovedì 11 marzo 2010 People (weblink-Jakartapost)

Brillante, ma dall’aspetto semplice, Swami Ramakrishnananda cattura facilmente l’attenzione degli ascoltatori.
Le spiegazioni chiare e gli approfondimenti vengono trasmessi con una voce calma e gentile e sono basati sulla sua profonda esperienza spirituale.

Swami Ramakrishnananda è uno dei primi discepoli monastici di Sri Amritanandamayi Devi, proveniente dall’India, e meglio conosciuta come Amma, ed è stato sotto la sua tutela per tre decadi. Incontrò Amma per la prima volta nel 1978 e fu conquistato dalla sua presenza e compassione.



“Fui talmente rapito dall’atmosfera che divenni molto calmo e non riuscii a pensare a nulla ,” racconta lo Swami “Dimenticai il motivo per cui ero lì.”
Nato in India nel 1954, Swami è cresciuto in una famiglia ortodossa. Successivamente ha lavorato in una banca nella cittadina di Haripad, non lontano dal villaggio di Amma.

Swami non era soddisfatto del suo lavoro e del luogo dove viveva e stava considerando di abbandonare entrambi.

“Poi un amico mi disse che c’era una persona non lontano da dove vivevamo che avrebbe potuto aiutarmi per qualsiasi problema.”

Fu così che incontrò Amma. La prima volta fu così sopraffatto che non riuscì nemmeno a parlarle. Tornò a fale visita una seconda volta. Ancora una volta restò colpito per come Amma trattasse tutti coloro che erano andati da lei come una madre tratta il proprio figlio – ammalato e brutto o una donna bellissima. In quell’occasione Amma gli disse: “Non ti preoccupare, ti aiuterò .”

Quando Swami visitò per la terza volta il villaggio di Amma desiderò fermarsi lì permanentemente.

“Volevo sapere come aiutarla in ciò che stava facendo ” dice. Conservò il suo impiego per altri sei anni visitando il luogo dove stava Amma ogni sera dopo il lavoro. Con un gruppo di altri giovani cominciò ad apprendere e a praticare la meditazione e lo yoga da Amma.

Alla fine Swami abbandonò la sua occupazione per dedicare tutta la sua attenzione al lavoro di Amma e vivere nel suo ashram. Da allora, dopo il suo primo tour del mondo nel 1987, Swami ha viaggiato per il mondo con Amma.
Ora trascorre il tutto il suo tempo accompagnandola, visitando gli ashram e i centri di Amma nel mondo, tenendo conferenze pubbliche, insegnando a corsi di meditazione e yoga e organizzando le molte opere di soccorso e attività caritatevoli dell’organizzazione internazionale di Amma.

Swami trasmette in modo caldo e ispirante gli essenziali principi spirituali che sono la base di una vita felice e contenta.
“La felicità dipende da cose che nella vita cambiano continuamente” spiega. “La logica della felicità si basa su tre cose: tempo, luogo e cose [persone incluse] — ed è necessario rispettare tutte queste cose.”

Per illustrare la sua filosofia, Swami fornisce esempi semplici, ma chiari.
“Si vuole essere felici giorno e notte. Si vuole essere felici in Indonesia ed in india. Si vuole essere felici quando si sta in casa o in auto, ma queste sono tutte condizioni in continua mutazione. Non si è sempre nello stesso luogo e con le stesse persone. La logica è: come fa la felicità a non cambiare quando tutto il resto cambia ed è impermanente?”
Swami ha spiegato inoltre che la felicità e il dolore sono emozioni che si provano nel cuore e nella mente.
“Sappiamo che le cose nella vita possono andare storte, negli affari, nelle relazioni, ma non lo accettiamo perché non siamo preparati.” dice.

“E’ necessario preparare la mente ad affrontare i problemi che si possono presentare.” dice Swami.

Swami aggiunge che la comprensione della natura del mondo e dei suoi oggetti, e la concentrazione della mente per costruire una forza mentale , sono le basi della spiritualità. Swami ammette che questo sembra facile, ma che richiede molta pratica.
“Sono necessari un’autentica ispirazione ed una mente forte. ” dice con un sorriso gentile.
Le soluzioni spirituali aiutano le persone ad affrontare i problemi nella loro vita. Ci vuole tempo per acquisire la forza mentale, ma Swami dice che non è mai troppo tardi per cominciare a provarci.
“Alcuni sostengono che si focalizzeranno in futuro perché al momento sono troppo impegnati. Altri continuano ad imparare, ”dice. “Una volta compreso che qualsiasi oggetto può dare solo una felicità limitata, non ci si sentirà più infelici.”

Col suo modo meraviglioso di condividere le sue esperienze e approfondimenti spirituali, Swami dice di essere felice della la propria vita perché rende felici gli altri. Vive secondo il principio di prendere meno e donare di più.

“Naturalmente anch’io mi sento triste quando vedo gli altri soffrire, “ ammette “C’è tantissima sofferenza al mondo.”
Swami sa che è più facile aiutare gli altri come membro di un’organizzazione che come singolo. “Sono felice di poter aiutare. ”
Agli occhi dello Swami, la soluzione ai problemi di divisione e povertà nel pianeta è la compassione per i poveri e i bisognosi.” dice. “La soluzione è l’amore.”

mercoledì 27 gennaio 2010

La felicità è simbolo di spiritualità

Express Buzz - ‎Jan 24, 2010‎, Thiruvananthapuram
(original News here)


Mata Amritanandamayi durante il discorso al Tempio Brahmastan a Kaimanam per il festival di due giorni Amritosavam 2010, terminato domenica, ha invitato le masse a scoprire l’amore interiore che ha la forza di cambiare il mondo.

Amritanandamayi ha detto che la sensazione di felicità è sempre indice di spiritualità. " I bambini sono sempre felici perché vivono nel momento presente. Questa è la vera fonte della spiritualità. Tale felicità resta nelle situazioni favorevoli e avverse”. Ha aggiunto che bisogna essere da modello agli altri con le parole e fatti e le nostre azioni non dovono ferire alcuno o recare dolore.

Ha detto che "Un sorriso, uno sguardo comprensivo e una parola di consolazione bastano a cambiare la vita, ma per farlo si deve avere un cuore buono, pieno d’amore e felicità.” “Non bisogna dimenticarlo” ha aggiunto.

Centinaia di devoti hanno riempito il tempio Brahmasthan per ricevere il darshan che è iniziato alle 10.00 seguito dai bhajan e dal satsang. La sera, i bhajan sono cominciati alle 19.30.

In mattinata erano stati a far visita a Mata Amritanandamayi i membri dell’assemblea legislativa MA Wahid, V Surendran Pillai e George Mercier e per l’occasione sono state anche distribuite borse di studio agli studenti.