venerdì 9 gennaio 2026

Le parole di Amma per il 2026



Il Capodanno è un momento di festa, entusiasmo ed emozione. Non c’è nulla di sbagliato nel gioire e nell’essere felici. Tuttavia, ogni celebrazione dovrebbe essere improntata sulla civiltà, la dignità e il buon gusto. Accanto alla festa, è necessaria anche la consapevolezza. Il Capodanno dovrebbe essere un tempo dedicato alla riflessione, alla valutazione di sé e alla trasformazione interiore. Solo così potrà guidarci verso il bene.


𝐆𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐢

Il cambiamento è la legge della natura. Le stagioni — primavera, estate, monsone, autunno, pre-inverno e inverno — si susseguono una dopo l’altra e allo stesso modo se ne vanno. Quando arriva l’inverno, gli alberi perdono le foglie: lasciano andare i resti ormai in decomposizione di una stagione che ha già compiuto il suo ciclo.

Con l’arrivo della primavera spuntano nuove gemme. La natura si riveste di verde, la vegetazione rifiorisce, i fiori sbocciano ovunque, portando gioia e incanto a tutti. Allo stesso modo, per avanzare con successo nel cammino della vita, anche noi dobbiamo abbandonare ciò che in noi è decaduto. Solo allora una vera primavera potrà entrare anche nelle nostre esistenze.

Quando il nuovo anno prende avvio sul calendario, la stessa freschezza dovrebbe germogliare dentro di noi. Mentre l’ambiente esterno si rinnova, un cambiamento creativo deve avvenire anche nella nostra mente. Dovremmo voltare lo sguardo al passato e fare un bilancio di cadute, conquiste, successi e sconfitte, guadagni e perdite.

𝐆𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨, 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢

Il leone, mentre avanza, si ferma a tratti e getta uno sguardo alle proprie spalle. Anche la nostra vita dovrebbe seguire lo stesso principio: tornare di tanto in tanto a osservare il passato per chiederci: “Quanti progressi ho davvero compiuto?” Dovremmo stabilire nuovi obiettivi, rinnovare i nostri impegni, assumere propositi sinceri e pianificare i passi futuri. Una volta definiti, la nostra attenzione deve restare pienamente radicata nel presente.

Il tempo non ha bisogno del nostro permesso per cambiare. Ma perché il cambiamento avvenga in noi, sono necessari determinazione e impegno. I nostri “ieri” hanno creato il nostro “oggi”. Allo stesso modo, sono le nostre azioni di oggi — proprio in questo istante — a dare forma ai nostri “domani”. Per questo, dobbiamo concentrare l’attenzione sul momento presente e farne un uso saggio e responsabile.

Oltre a chiederci cosa fare, dovremmo interrogarci anche su chi vogliamo diventare e come vogliamo essere. Per volare nel cielo della pace autentica, è necessario alleggerirsi dal peso di preoccupazioni, lamentele e recriminazioni.

𝐈𝐦𝐩𝐚𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐫𝐢𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨

La nostra vita non dovrebbe dipendere dalle parole altrui — lodi o critiche — né dai successi o fallimenti degli altri. La felicità è un nostro diritto di nascita. Sorridere o non sorridere è una scelta che spetta a noi. Oggi spesso il nostro divertimento consiste nel deridere gli altri o nel riderne gli errori.

Dovremmo invece sforzarci di ricordare i nostri stessi momenti di sciocchezza e imparare a ridere di noi. La vera felicità è quello stato in cui ci si dimentica di tutto il resto e si ricorda soltanto Dio. Questa è la risata autentica: la gioia che sgorga dal profondo dell’essere. Eleviamoci a questo.

Nella vita esistono due forme di ricchezza: materiale e spirituale. La felicità, la pace, l’amore, l’amicizia, la conoscenza e i valori morali costituiscono la ricchezza spirituale. A essa dovremmo dare maggiore importanza, perché solo questa conduce alla vera soddisfazione e rende la vita piena di significato.

𝐂𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚, 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐨, 𝐚𝐛𝐛𝐚𝐧𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐚 𝐃𝐢𝐨

Per una trasformazione autentica, sia interiore sia esteriore, sono essenziali quattro principi: il primo è la consapevolezza, il secondo la compassione, il terzo l’impegno, il quarto l’abbandono fiducioso a Dio (surrender to God). Quando questi quattro principi si uniscono, allora iniziano nella nostra vita capitoli di grande bellezza.

Il Capodanno ci ricorda il flusso ininterrotto del tempo. La vita è un continuo fluire di azioni e dei loro frutti. Il destino non è qualcosa di imposto: è un’opera che creiamo noi stessi. Dio ci ha donato una tela. La penna per scriverci sopra è nelle nostre mani. Il destino è ciò che tracciamo attraverso le nostre scelte e azioni.

L’intento divino è liberarci dal vincolo del karma. Sebbene dolore e sofferenza facciano parte della vita, il Divino aspira a innalzarci oltre questa dualità. Per questo non potremo mai attribuire colpa a Dio. Noi vediamo soltanto un frammento dell’esistenza, mentre il Divino opera sulla base di una saggezza perfetta.

𝐋𝐚 𝐝𝐞𝐯𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐮𝐜𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐩𝐞𝐫𝐭𝐚

Se ci si chiedesse quale sia la cosa più bella nella vita umana, la risposta sarebbe: la devozione, il puro amore per Dio. Nell’oscurità sterminata del dolore, la devozione è la luce che ci prende per mano e ci conduce avanti. È come il sacro fiume Gaṅgā, che lava via le impurità della mente. Quando si raggiunge la devozione pura, la vita stessa diventa benedetta.

La devozione non è mera emozione: è saggezza. È pienezza interiore e scoperta del vero Sé. Una tale devozione è possibile solo per i più coraggiosi. La fede che la rende possibile non è cieca: è la più luminosa. Conduce all’amore e infine alla resa a Dio.

𝐋𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐮𝐜𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐬𝐮𝐩𝐫𝐞𝐦𝐚

La resa/abbandono non è schiavitù: è unione. È la vittoria suprema, l’unità del tutto. Quando l’affetto matura in amore e l’amore sboccia in abbandono, l’anima individuale si fonde con l’Anima Suprema.

Ciò di cui abbiamo bisogno non è una mente appagata da un orizzonte ristretto, ma una mente vasta che avanzi senza esitare. Tutti formulano buoni propositi per l’anno nuovo, ma pochi li portano avanti. Continuate a provarci. Potrete cadere, ma se accade, non restate a terra nel lamento: trovate la forza di rialzarvi. Coltivate questo spirito.

𝐑𝐢𝐬𝐨𝐫𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐫𝐠𝐞𝐫𝐞

Risvegliatevi. Elevatevi. E aiutate anche gli altri a farlo. A volte dovrete ascoltare il dolore altrui, ma potrete condividere la comprensione che avete acquisito. Questo è il traguardo di questa nascita.

Che il nuovo anno sia un tempo in cui pace e felicità danzino nel mondo. Che possiamo vivere un 2026 pieno di significato, che ci avvicini alla nostra meta. Che la grazia divina benedica tutti i miei figli nel compimento di questo.

॥ ॐ लोकाः समस्ताः सुखिनो भवन्तु ॥

𝐎𝐦 𝐋𝐨𝐤𝐚𝐡 𝐒𝐚𝐦𝐚𝐬𝐭𝐚𝐡 𝐒𝐮𝐤𝐡𝐢𝐧𝐨 𝐁𝐡𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐮