Benvenuto nel Blog di Satsang Milano

"La preghiera di Amma è che l'amore porti sollievo nella vita di tutti e ci offre l'opportunità di condividere questo sogno ognuno secondo il proprio stile, secondo i propri mezzi e secondo le proprie aspirazioni. Embracing the World è un sogno che diventa realtà e con le nostre attività sosteniamo questo meraviglioso progetto. " - Amma

Insieme per la Natura

"Amma chiede a ogni abitante del pianeta di offrire il proprio contributo per riportare l'armonia nella NATURA" - Amma

In Armonia

Molte voci si fondono per creare un unico suono. Molti cuori focalizzati su un unico obiettivo: il nostro Sogno “EMBRACING THE WORLD"

Il Cammino della Pace

"Possa l'albero della nostra vita essere fermamente radicato nel terreno dell'amore. Fate che le buone azioni siano le foglie quell'albero. Possano le parole di gentilezza esserne i fiori. E la pace il suo frutto." – Amma

Il Nostro Sogno

"Che tutti, nel mondo, possano dormire senza paura almeno per una notte. Che almeno per un giorno ciascuno possa mangiare a sazietà. Che almeno per un giorno gli ospedali non debbano curare vittime della violenza. Che almeno per un giorno ciascuno possa aiutare il povero e il bisognoso con il servizio disinteressato. Che questo piccolo sogno si realizzi, questa è la preghiera di Amma." - Amma

mercoledì 19 ottobre 2011

Il vero cambiamento


September 27, 2011
Amritapuri Campus

I giovani  sono il bindu - il punto centrale della vita, il momento in cui non si è né bambini né adulti. E’ il momento ideale per addestrare la mente. La generazione più giovane possiede un'energia enorme. Se questa energia viene  incanalata correttamente, i giovani di oggi possono fare meraviglie. Se i giovani cambieranno, il mondo cambierà.



Il vero cambiamento avviene solo quando la conoscenza e la discriminazione vanno di pari passo. Ciò si traduce in un aumento del proprio livello di consapevolezza. Consapevolezza significa veglia. Si rimarrà sempre internamente svegli e vigili in ogni circostanza della vita, e ciò porterà automaticamente verso il successo. Così, piuttosto che focalizzarsi sul successo è necessario focalizzarsi sull’incanalare le energie nel giusto modo. Purtroppo la società di oggi dà più importanza all’acquisizione di informazioni piuttosto che allo sviluppo della consapevolezza. Quindi, c’è il sapere, ma non la consapevolezza. E 'come diventare consapevoli della testa solo quando si ha il mal di testa. 

La definizione di soldato non si applica solo a chi  attacca i nemici con spade e cannoni. Chiunque si sforzi  di raggiungere l'obiettivo della vita è, in un certo senso, un soldato. Uno Kshatriya è colui che combatte le battaglie della vita. In ogni campo della vita bisogna avere il coraggio e il vigore dell’ azione per concentrare tutta la nostra attenzione sull’obiettivo della vita e andare avanti. Per evitare l'egoismo, c'è bisogno della luce della bontà del nostro cuore. C'è bisogno anche della capacità di esprimere questa bontà. L'obiettivo di tutte le nostre azioni deve essere la crescita completa della società e il benessere dell'umanità. La crescita dell'umanità include anche la nostra stessa crescita. Questa è la vera crescita. Affinché questa comprensione posso diventare saldamente radicata nella mente, abbiamo bisogno della discriminazione.



L'indice principale che la vera conoscenza è in crescita è lo sbocciare del pensiero discriminante - la capacità di distinguere ciò che ci eleva da quello che ci fa affondare. Se la conoscenza è priva del pensiero discriminante, è incompleta, come un fiore senza profumo, come una parola senza significato, come una fiamma senza luce. Oggi, quando la gente dice che la conoscenza è in crescita, è come dire "Il sole è sorto, ma è ancora buio." Immaginate un bel giardino con innumerevoli fiori di tutti i colori, forme e dimensioni. Se un  giardino così è pervaso da un cattivo odore, allora ovviamente qualcosa è andato storto.

Come futuri leader e pilastri della nostra società, è importante sviluppare una profonda connessione con la vostra cultura e il paese. Allo stesso tempo è necessario un intelletto autonomo e una mente aperta. Bisognerebbe avere il coraggio di accettare la bontà ovunque la si veda, rifiutando il male. Così quando la conoscenza e la discriminazione si fonderanno in modo equilibrato, le vostre energie interiori raggiungeranno una  maggioredimensione che vi aiuterà a condurre una vita di amore, pace, felicità e successo.

Questo messaggio ai giovani è stato pubblicato nella Samved Amrita Sanjeevani newsletter, rilasciato durante le celebrazioni di Amma al 58 ° compleanno.

domenica 16 ottobre 2011

7 - 9 ottobre a Milano

martedì 11 ottobre 2011

Premio Nobel è Professore Aggregato ad Amrita

Nobel Prize Winner is Adjunct Faculty at Amrita

6 Ottobre  2011 
Amrita University

Ciò che gli scienziati comprendono, grazie ad innumerevoli fallimenti e ai rari successi, è che la scienza è un processo che implica l’accostarsi alla verità attraverso prove ed errori, rendendosi sempre conto che si avrà solo una parte della risposta.

Per risolvere i problemi dell'umanità c’è bisogno di questa comprensione. 

- Dr. Lee Hartwell,  Nobel per la Medicina e la Fisiologia 

Il Dr. Hartwell ha recentemente accettato la carica di professore a contratto presso l'Università Amrita. Nel 2001 ha ricevuto il Premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina per le sue scoperte su una specifica classe di geni  che controllano il ciclo cellulare e di conseguenza tutti gli aspetti della crescita e della divisione cellulare, fornendo indizi preziosi sulla comprensione del cancro.

E’ tuttora  Chief Scientist presso il Centro per la Salute Sostenibile, Arizona State University, ed è anche Direttore Emerito presso il Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, Washington, USA.

"Dopo le diverse interazioni con i docenti di Amrita, abbiamo concordato di collaborare sugli obiettivi comuni per l'istruzione," ha detto.

"Il futuro dell'umanità dipende dalla qualità dell’istruzione scientifica," è la risposta del Dr. Hartwell a chi potrebbe domandarsi come mai uno scienziato eccezionale come lui è coinvolto in questioni relative all’istruzione. 

"Sono necessari drastici cambiamenti sul modo in cui utilizziamo le risorse naturali — e ciò significa che le persone, le imprese, i paesi e le organizzazioni internazionali dovranno accordarsi su appropriate politiche sostenibili ed eque."

L’istruzione scientifica, secondo il Dr. Hartwell, potenzierà le persone a prendere decisioni intelligenti e conseguentemente a sostenere politiche appropriate.

La collaborazione con l'Università Amrita ha avuto inizio con un corso sulla Scienza della Sostenibilità per gli insegnanti. "Stiamo sviluppando i contenuti per il corso con l'aiuto dei nostri colleghi della Scuola della Sostenibilità, Arizona State University.” La Facoltà Amrita fornirà la competenza nell'uso di tecnologie dell'informazione per migliorare le istruzioni," ha detto.



Il Dr. Hartwell ha interagito con i docenti e gli studenti di Amrita da parecchio tempo. Nell’Ottobre del 2009 ha tenuto il discorso di convocazione per i laureandi di Amrita, in cui ha spiegato che la Scienza della Sostenibilità è molto più impegnativa della Scienza tradizionale. 

"In primo luogo, i problemi della sostenibilità sono complessi e pertanto non soggetti a soluzioni precise," ha detto. "In secondo luogo, la Scienza tradizionale, sposta le persone dal sistema in fase di studio, ma con problemi di sostenibilità, siamo parte del sistema. I valori delle persone, le motivazioni e i comportamenti interagiscano con il mondo fisico e ne influenzano i risultati. I problemi che abbiamo di fronte, coinvolgono tutta la complessità del pianeta e della società umana.”

 “Che cosa rende gli studenti Amrita speciali?" è stata una domanda posta nella stessa occasione. 

Fornendo egli stesso la risposta, ha elaborato, "La scienza occidentale porta alla conoscenza. La scienza orientale conduce alla comprensione. Nella vostra formazione avete avuto entrambe le tradizioni."


Gestione delle risorse idriche con Tecnologia Basata sui Sensori



10 Ottobre  2011

School of Engineering, Amritapuri

Secondo al Ministero Indiano delle risorse idriche, la nostra nazione estrae acqua sotterranea più di qualunque altro paese al mondo.

Il sessanta per cento dell’ acqua viene utilizzata per l'irrigazione. Il  resto per i consumatori industriali e domestici.



Insieme alla crescita economica dell’India, aumenta anche il suo fabbisogno di acqua, e rendere la gestione delle risorse idriche efficiente è ora più importante che mai.

Nel tentativo di migliorare le pratiche di irrigazione, Bri Remya e il suo team di studenti dell’ultimo anno del B.Tech. (Computer Science and Engineering), Asha s. Benny, a. Jayapriya e k. m. Shabana, hanno progettato una rete di sensori gestiti da un microcontrollore per automatizzare l'irrigazione solo quando questa è strettamente necessaria.  



Il loro lavoro è stato recentemente pubblicato dal  Global Journal of Engineering and Applied Sciences con l’articolo intitolato Microcontroller Based Sensor Network for Irrigation in Agriculture. 

L’articolo descrive come la tecnologia basata sui sensori permetta un monitoraggio sistematico di parametri come la quantità di acqua del terreno e la profondità  delle acque sotterranee per determinare quando è necessario innaffiare. 
  
"Il conoscere in tempo reale questi parametri può consentire all'agricoltore di definire con precisione il momento e la quantità di acqua necessaria per ogni evento di irrigazione," ha dichiarato Bri. Remya.

"Si innaffierebbe solo quando è strettamente necessario," ha aggiunto.

Nel sistema proposto, l'intero campo viene dapprima suddiviso in piccole sezioni, con sensori ambientali incorporati in ogni sezione. Se una particolare sezione necessita di essere innaffiata, i rispettivi sensori Inviano un segnale digitale ai microcontrollori, che a loro volta aprono le valvole che controllano gli irrigatori.  Quando la quantità d’acqua necessaria è stata irrorata, le valvole si spengono.  

Un algoritmo indica quando si dovrebbe irrigare in base a quel particolare tipo di coltura per le sue condizioni di crescita ideali. I sensori forniscono anche informazioni volti a regolare i cicli d'irrigazione in base ai modelli meteorologici.  Di conseguenza, la quantità di acqua utilizzata verrebbe ridotta al minimo, evitando alla terra l’eccesso di saturazione di acqua. 



Per campi di dimensioni maggiori, viene impiegata l’unità di un microcontrollore principale che aggrega  la lettura dei microcontrollori delle diverse sezioni. L'orario di inizio e di fine di ogni ciclo di irrigazione viene trasferito in tempo reale ad un server centrale per ulteriori analisi.
"I sensori dei microcontrollori sono piuttosto economici e il requisito di alimentazione lo è ancor di più " ha spiegato Bri. Remya.

"Il monitoraggio di parametri come la temperatura, l'umidità e l'umidità del terreno possono essere utilizzati anche per controllare eventi come gli attacchi di parassiti o malattie," ha aggiunto.

Gli studenti della B.Tech. (Electronics and Communication Engineering)  progrediranno nell’impresa passando dalla simulazione all'implementazione.



Questo sistema basato sui sensori ha il potenziale per rivoluzionare le pratiche di irrigazione. L'acqua è una risorsa preziosa e non si può vivere senza. Gli studenti e il corpo accademico di Amrita stanno facendo tutto il possibile affinché non venga sprecata. 

domenica 4 settembre 2011

Tour europeo di Amma 2011


Milano
 dal   07-09 Ottobre 2011


Incontrare Amma è un dono e il programma e l'abbraccio sono completamente gratuiti; i biglietti vengono distribuiti per assicurare al programma uno svolgimento armonioso.




  
...le tappe successive

 Ottobre 11-13
   
Ottobre 15-16

Ottobre 18-20

Ottobre 23-25

Ottobre 27-29
  
Ottobre 31- November 02
   
Novembre 05-07

Novembre 10-12
  
Novembre 15-17

martedì 16 agosto 2011

Insieme i giovani toccano nuove vette


Dal 24-31 luglio 2011 il M.A Center in Germania, ha ospitato la 7ma Iiniziativa Europea della Gioventù  “Reaching New Heights “ Toccare Nuove Vette “ – La Forza della Gioventù per Cambiare il Mondo”  un programma multinazionale rivolto ai giovani che ha ospitato 180 ragazzi e ragazze di oltre 20 paesi europei e non solo. 

Reaching New Heights è stato focalizzato su otto sfide principali che i giovani affrontano nella società odierna: mancanza di autostima, depressione e suicidio, le dipendenze e abuso di sostanze, erosione della cultura e dei valori, violenza, povertà e disoccupazione, mancanza di prospettiva e di significato, crisi familiari e sociali e le sfide ambientali. Il gruppo di ogni paese ha scelto una sfida specifica da affrontare durante l'iniziativa.

Il gruppo di ogni paese ha scelto sei mesi prima una sfida specifica su cui lavorare e sulla base di ricerche scientifiche, discussioni e interviste tra i giovani interessati sono stati realizzati dei brevi video clip e poster che sono stati presentati all’inizio  del programma. 

Per affrontare questi problemi sono state identificate quattro tipi di ‘Forze’ : la forza della fiducia, la forza dell’impegno, la forza della creatività, e la forza della comunità. L’affrontare le otto sfide con questi quattro tipi di forze conduce a otto obiettivi corrispondenti che durante il campo sono stati denominati in ‘Obiettivi di Sviluppo Giovanile’: Fiducia, Comprensione, Salute, Tolleranza, Natura, Cultura, Progresso e Visione.


Le quattro forze sono state individuate grazie alle discussioni e ai confronti e sviluppatisi durante il campo.

La forza della fiducia è stata trattata da Br. Shubamrita Chaitanya, che ha sottolineato l'importanza di sviluppare la fiducia in se stessi come strumento per la crescita personale e ha suggerito i percorsi per acquisire un maggiore senso di autostima e integrità e i modi per superare ostacoli nella vita.

La forza di assumersi un impegno è stata discussa dall’attrice holliwoodiana ed ex campionessa mondiale di  kick-boxing e di pugilato Lucia Rijker, che ha condiviso con i giovani come l’impegno, la dedizione e la determinazione l’abbiano aiutata a raggiungere nuove vette nel campo dell’atletica e della recitazione. 

La forza della creatività è stato discussa dell'artista tedesca Gabriele von Lutzau *, che ha sottolineato l'importanza della creatività, dell’originalità e della libera espressione e ha suggerito delle strategie che possono permettere ai giovani di liberare i propri poteri di immaginazione e innovazione per portare un cambiamento nella propria vita personale e in quella degli altri. Nel suo discorso ha condiviso con i giovani come è riuscita a trasformare le ferite della vita in stelle, utilizzando l’arte come strumento per superare le esperienze traumatiche che stava attraversando

La forza della Comunità è stata discussa da Bri. Dipamrita Chaitanya, che ha sottolineato l'importanza di appartenere e di contribuire a una comunità basata sui valori per sviluppare il carattere e i sistema dei valori dei giovani. 

Per rendere l'iniziativa rilevante sia agli stessi giovani, alla comunità locale e alla società in senso più ampio, sono stati organizzati tre progetti a larga scala in stretta collaborazione con la città di Michelstadt.

Il primo di questi progetti è stato quello dell’allestimento e progettazione per il rinnovamento di un’area parco di Heilig-Kreuz a Michelstadt, una città limitrofa al M.A. Center tedesco. I giovani che hanno partecipato a questo laboratorio hanno contribuito a riprogettare l'area piantando vegetazione, riparando un ponte, ripulendo il letto del fiume e i sentieri e rimettendo a nuovo la segnaletica.  

Il secondo progetto è stato la creazione di un monumento artistico sotto la guida degli studenti della scuola di scultura del legno di Michelstadt. I partecipanti progettato un monumento che è stato posto nell'area parco rinnovato a  Heilig Kreuz- l’ultimo giorno del campo. Si erge a simbolo degli otto Obiettivi dello Sviluppo Giovanile. Il polo centrale del monumento regge una colomba – simbolo universale di pace e di speranza, realizzato da Gabriele von Lutzau.

Il terzo e più grande progetto è stato un Musical presentato l’ultima sera della settimana al Theater-Hall “Odenwaldhalle” a Michelstadt. Durante il suo discorso il sindaco di Michelstadt, Stephan Kelber,  ha detto: "A nome di tutta la popolazione della regione Odenwald,  17.000 persone, posso dire che siamo molto felici di avervi tutti qui, in questa città. Siamo davvero orgogliosi che siate qui, e questa sera ci sentiamo un po' come il centro del mondo."

Nei sei mesi precedenti i gruppi Ayudh di tutta europa avevano composto canzoni, creato scenografie teatrali, coreografie di danza e video documentari per esemplificare al pubblico le sfide trattate ed illustrare le possibili soluzioni. Durante il campo della gioventù svoltosi al M.A. Center in Germania il materiale delle singole scene è stato assemblato per produrre una rappresentazione. Durante i laboratori i giovani si sono occupati di tutti gli aspetti dello spettacolo: costumi, accessori di scena, coro, allestimento del palco, dipinti degli sfondi, luci, suono e videoproiezioni. In una sola settimana i giovani hanno creato una straordinaria performance – un autentico esempio della forza collettiva dei giovani di ispirare, creare e toccare nuove vette insieme.

Nonostante l'intensa attività durante la settimana, i giovani non hanno saltato la meditazione, il raccoglimento e le sessioni di yoga e tai chi. Grazie al lavoro dedicato di molti volontari  e alla sincerità, alla gioia e all'entusiasmo che ogni persona ha portato all'iniziativa, il 7 ° ritiro annuale è stato un successo totale.

L'evento è stato supportato dal programma "“Youth in Action” della Commissione Europea per l'Istruzione e la cultura, lo stato del Baden-Württemberg, la città di Michelstadt, l’ Anno Internazionale del Volontariato,  e l’Anno Internazionale della Gioventù dell’ONU.  

La prossima iniziativa dei giovani AYUDH si terrà presso il M.A. Centre in Germania nel luglio 2012. Maggiori informazioni: www.ayudh.eu

====
* Gabriele von Lutzau, che è stata anche il patrono dell'iniziativa, ha ricevuto il riconoscimento al merito  “Bundesverdienstkreuz",  per il suo ruolo eccezionale nel salvataggio dei passeggeri  durante il dirottamento aereo da parte di terroristi nel 1977. Come hostess di  volo dell’aereo dirottato ha assunto un ruolo cruciale nell'operazione di salvataggio dimostrando enorme coraggio e compassione, nonostante stesse rischiando la propria vita.  

lunedì 8 agosto 2011

L'uomo d'affari

"C'era una volta un uomo d'affari molto indaffarato che attraversava un periodo di grandi tensioni e preoccupazioni. Nessuno dei metodi che aveva usato per cercare di calmare la mente sembrava funzionare. Un giorno vide un santo seduto sotto un albero e decise di avvicinarsi per ricevere qualche consiglio.

"Inchinandosi umilmente davanti al Maestro disse: 'O Reverendo, la mia mente è piena di tensioni, non c’è pace. Cosa posso fare per trovare la felicità'?
Rispose il saggio: 'Cerca di fare della pratica spirituale ogni giorno, mattina e sera'.

"'Ma dove lo trovo il tempo per tali cose?' esclamò l'uomo d'affari. Dicendo così, tirò fuori un mazzo di chiavi dalla tasca e le fece tintinnare davanti al maestro. 'Guarda soltanto quante chiavi ho!' disse. 'Ogni chiave rappresenta una moltitudine di responsabilità! Per cui, per favore, suggeriscimi un modo più facile'.
"Il Maestro disse: 'Va bene, ti inizierò al mantra. Cerca di ripeterlo alcune volte al giorno, questo è tutto'.
"'Ma non ho abbastanza tempo per farlo! Non c'è un modo più semplice?'
"'Quanto dista il tuo letto dal bagno?' chiese il Maestro.
"Sconcertato dalla strana domanda, l'uomo rispose: 'Circa quindici metri'.
"'Sono sicuro che non hai altro lavoro da fare mentre cammini tra il letto e il bagno, per cui puoi ripetere il mantra almeno in quei pochi secondi al mattino.’ Detto ciò, il Maestro diede il mantra all'uomo.

"Il mattino seguente, quando l'uomo si svegliò, si ricordò di recitare il mantra nell’andare al bagno. Poi, mentre si lavava i denti, pensò: 'Posso recitare il mantra un pochino anche ora'. Fece lo stesso mentre faceva il bagno, mentre si vestiva, e mentre guidava per  andare al lavoro. Capì che di fatto era libero di recitare il mantra molte volte al giorno almeno per un po'.
E man mano che i giorni passavano, si organizzò per trovare sempre più tempo per recitare il mantra, finché divenne un'abitudine ripeterlo ovunque fosse, indipendentemente da cosa stesse facendo. Ciò ebbe un grande effetto su di lui. Recitando il mantra divenne un uomo nuovo. Trovò la pace interiore di cui aveva bisogno, e anche i suoi affari migliorarono.

"Il mantra lo si può recitare ovunque e in qualsiasi momento. Lo si dovrebbe recitare sempre - anche in bagno. Nel ripetere costantemente il mantra, visualizzando la divinità che il mantra rappresenta, voi stessi assumerete gradualmente le virtù di quella divinità".

"Quando un Maestro dà un mantra, semina un seme di spiritualità dentro al discepolo.
Trasmette una parte di se stesso nel cuore del discepolo. Ma il discepolo deve lavorarci sopra. Deve nutrire quel seme con la meditazione, la preghiera e la recita del mantra, con regolarità, senza interruzioni. Il discepolo deve impegnarsi totalmente.

"Il modo naturale per fare lo yogurt è di aggiungere un cucchiaio di yogurt al latte caldo. Una volta aggiunta la coltura, lo si lascia riposare per un certo tempo, e poi, tutto il latte si trasformerà in yogurt. Allo stesso modo, il Maestro ha trasmesso parte di Sé a voi. Ora dovete 'lasciar riposare il latte' - dovete ottenere lo stato di silenzio interiore tramite la continua ripetizione del vostro mantra e con altre pratiche spirituali. Tutto il vostro essere sarà così trasformato e voi realizzerete la vostra natura divina".

"Figli Miei, il mantra può essere paragonato a una scala che salite per raggiungere la sommità della realizzazione di Dio".

Le tre statue


Tanto tempo fa viveva in India un re. Un giorno ricevette la visita del messaggero di un altro re che giunto alla corte si inchinò dicendo: “ Vostra Maestà, vi porto i saluti del mio re insieme a questo dono.”  

Il re prese la cassetta e l’aprì. Al suo interno c’erano tre statue bellissime che sembravano identiche. Il messaggero disse:  "Vostra Maestà, il mio re mi ha incaricato di dirvi che, anche se le statue sembrano uguali, esse sono in realtà diverse. Il mio re desidera che voi ne scegliate una e che restituiate le altre."

Tutti i presenti si incuriosirono e anche il Primo Ministro si grattò il capo in perplessità. Il re le studiò con grande attenzione restando incapace di comprendere in che cosa le statue fossero diverse.  "Ci deve essere un significato nascosto che io non sono in grado di cogliere a prima vista. Ho bisogno di più tempo. Lasci qui le statue e torni domani.” disse al messaggero. 

Il re aveva un figlio che era molto intelligente e così andò dal principe col dono.  "Ci sono tre belle statue in questa casetta, figlio mio. Il mio amico le ha mandate in dono, ma devo sceglierne una e restituire le altre. Vedi se trovi qualche differenza fra di loro. "
Il giovane principe restò sveglio tutta la notte per fare i test di comparazione fra le statue. Alla fine quando stava ormai albeggiando, gli venne un’idea. Mise ognuna delle statue in un recipiente d’acqua. Il suo volto s’illuminò raggiante nel vedere le bollicine salire.  Si vestì di corsa e in fretta raggiunse la corte del padre. 

Quando lo videro furono tutti impazienti di ascoltarlo. Il principe disse: “ Per alcune persone le cose entrano da un orecchio ed escono direttamente dall’altro. Questo tipo di amico non ascolta davvero i problemi di un altro amico. " Il principe raccolse una delle statue e passò un lungo e sottile ago attraverso un orecchio che uscì dall’altro.  "Mio Signore, il tuo amico desidera dirti che non dovresti trattenerti in compagnia di queste persone."

Il principe raccolse poi la seconda statua e passò l’ago attraverso l’orecchio. Questa volta l'ago uscì fuori dalla bocca.  "Mio Signore, questa statua è come le persone che ascoltano una cosa e subito la raccontano agli altri. E’ molto difficile fidarsi di queste persone e non sono dei buoni amici."

Quando il principe prese la terza statua, tutti si avvicinarono ancor di più. Infilò l’ago dentro l’orecchio, e questa volta non risbucò da nessuna  parte.  "Mio Signore, questa statua è come quelle persone che ascoltano una cosa e sanno tenerla per se stessi. Il messaggio è che le persone di questo tipo sono gli amici migliori."

Il re prese la statua e porgendola nuovamente al principe, disse: “ Figlio mio, hai risolto questo rompicapo grazie al duro lavoro. Ti prego di accettarla come mio dono e conservala affinché ti possa ricordare sempre di essere un buon amico. “ 

venerdì 22 luglio 2011

Lo studio sull'elaborazione del segnale nel cervello

July 4, 2011 School of Biotechnology, Amritapuri
Gli studi per conto della Facoltà di Neuroscienze computazionali Amrita che il  Dr. Shyam Diwakar ha eseguito in collaborazione con l'Università di Pavia e i ricercatori della Università di Milano stanno indagando la modalità di elaborazione dei segnali nel cervello.

PLoS One, la rivista di fattore ad alto impatto ha recentemente pubblicato l’articolo che è stato fatto in collaborazione su Local field potential modeling predicts dense activation in cerebellar granule cells clusters under LTP and LTD control.

Nell’articolo, il Dr. Shyam di Amrita insieme alla D.ssa Paola Lombardo, il Dr. Sergio Solinas e il Professore Egidio D’Angelo dell'Università di Pavia e il Professore Giovanni Naldi dell'Università di Milano, espongono in modo accurato la modellazione dei segnali extracellulari visti ed elaborati dal cervello.

Ecco di seguito un emozionante resoconto del lavoro di ricerca nelle parole del Dr. Shyam.

Cosa c’è nel cervelletto che i ricercatori trovano così affascinante? Il cervello è pieno di intricati circuiti neuronali, ma i circuiti relativamente semplici, precisi e geometricamente squisiti del cervelletto sono particolarmente intriganti.


Quelli di noi che studiano il cervello, credono che il cervelletto regoli non solo il motore di controllo, ma anche funzioni cognitive di più alto livello.

La ripetizione di un particolare modello di pensiero ci permette di apprendere il modello e riprodurlo intuitivamente senza uno sforzo consapevole, proprio come si impara ad eseguire modelli di movimento senza conoscere in dettaglio i meccanismi di controllo del motore coinvolti.

Molte importanti funzioni cognitive, tra cui il linguaggio, l'intuizione e l’ispirazione, possono essere attribuite in questo modo alle capacità di apprendimento del cervelletto.



Ciò suggerisce la possibilità di un sottostante meccanismo comune sia motore di controllo nel dominio fisico e manipolazione della conoscenza del dominio mentale.

Le implicazioni della scoperta di questo meccanismo sarebbero profonde, toccando una proposizione fondamentale nella scienza che risalgono ai tempi di Descartes, che afferma che il nostro cervello fisico incarna la mente cosciente.

Il cervelletto perciò possiede la chiave di uno dei segreti più intimi della scienza e uno dei più grandi misteri del cervello.

Nel nostro studio, i baffi di un ratto anestetizzato sono stati stimolati con soffi d’aria mentre l’attività cerebellare veniva monitorata e ricostruita utilizzando simulazioni matematiche al computer.

Soffi di aria sono serviti come input o stimoli per generare modelli sensoriali nel cervello del ratto anestetizzato altrimenti silenzioso. Una risposta particolare è stata generata in alcuni neuroni consentendoci di studiare la funzione di tali neuroni. Siamo stati in grado di dimostrare che i singoli neuroni svolgono un ruolo diretto nell'apprendimento cerebellare.


L’apprendimento in funzione del cervelletto è non del tutto noto. Si è cercato di determinare il possibile meccanismo con cui questa parte del cervello modifica il comportamento basato sull'apprendimento. Il nostro studio ha dimostrato una possibile spiegazione con simulazioni al computer e convalide attraverso esperimenti reali.

Applicazioni future di questo studio potrebbero essere utili  nella bio crittografia, nella robotica e per l'analisi delle immagini del cervello. Inoltre, ulteriori ricerche cliniche possono produrre applicazioni per il  trattamento dell'epilessia e per le malattie di Parkinson e Alzheimer.

mercoledì 20 luglio 2011

I semi del pensiero

Un giorno un giovane aspirante spirituale andò a trovare un Guru per chiarire un dubbio. Aveva letto che senza controllare i pensieri non è possibile realizzare il Sé. Così chiese al Guru: “ E’ vero che un aspirante spirituale deve controllare i pensieri?”

ll Guru senza guardarlo si girò da un lato e prese un seme.  “Piantalo,” gli disse semplicemente. L’aspirante restò senza parole, ma dopo un attimo di riflessione decise di fare ciò che aveva chiesto il Guru.
Piantò il seme nell’orto e attese pazientemente. Dopo alcuni molti mesi comprese di non essere diventato più saggio sulla questione del controllo dei pensieri e così tornò dal Guru.

"Mi scusi reverendo! Un aspirante spirituale deve controllare i pensieri?” Il Guru lo guardò con attenzione, si girò e tirò fuori un altro seme!  Sospirando l’aspirante si alzò, andò in un altro campo e piantò il seme pensando: “Devo meditare. Ci deve essere un significato più profondo nella risposta del Guru che non colgo.”

Passò un mese e l’aspirante tornò dal Guru supplicando: “Ti prego Maestro, dimmi solo se è importante per un aspirante spirituale controllare il numero dei pensieri”. Il Guru sorrise e gli porse un nuovo seme. Il giovane bruciando d’indignazione pensò: “ Questa sarà l’ultima volta che lo faccio! Ma il dubbio a cui non aveva ancora ricevuto risposta continuava a tormentarlo.

Passarono i mesi e l’aspirante pensava: “Il Guru conosce la risposta, ma allora perché non me la dice?” Bussò nuovamente alla porta del Guru che vedendolo disse: “ Oh! Sei tornato." L’aspirante sorrise e con grande umiltà chiese: “ Ho ancora la stessa domanda, ma ti prego, non darmi più semi. Ti prego, illuminami con la saggezza delle tue parole."

"Vieni con me. Andiamo a fare una passeggiata. Dove hai piantato l’ultimo seme che ti ho dato?” L’aspirante condusse il Guru sul posto e attese esitante. C’era una tenera pianticella. “Tirala fuori!” chiese il Guru. Il giovane la sradicò senza difficoltà.

"Portami ora dove hai piantato il secondo seme che ti ho dato." Giunti sul posto videro una pianta alta poco più di un metro. Ancora una volta il Guru chiese che fosse sradicata. Il giovane faticò a tirarla fuori, ma con alcuni strattoni la pianta fu infine sradicata.

Poi portò il Guru dove aveva piantato il primo seme, che era diventato un albero con i rami.
"Riesci a sradicarlo?" chiese il Guru.
"Non penso proprio," disse l’aspirante.
"Perché no?", chiese il Guru.
"Perché è saldamente radicato nel terreno."
"Sì, hai ragione. I pensieri sono come i semi. Quando sono stati piantati da poco nella mente, con la sola volontà è possibile rimuoverli. Se passa un po’ di tempo, diventa più difficile toglierli dalla mente. Ci vuole forza per sradicarli.
Però quando un pensiero ha messo radici profonde è impossibile sradicarlo.” Il e Guru fece una pausa.


Poi continuò:"E’ la stessa cosa con i pensieri. Se non si controllano appena arrivano, poi è difficile sbarazzarsene. Dal pensiero nasce l’azione. Dal ripetersi delle azioni nascono le abitudini e le abitudini formano il carattere. Il carattere determina il nostro destino. Non lasciare che la tua mente sia terreno fertile per i pensieri e sforzati di controllare quanti ne possono entrare. " Om.

martedì 19 luglio 2011

Con la serenità si può sopravvivere alle situazioni

19 Jul '11)
10 – 13 July, Boston, USA Yatra 2011

Amma è arrivata a Boxborough, Massachusetts, dove ha tenuto un programma pubblico seguito da un ritiro al Royal Plaza Hotel e Centro Congressi di Marlborough.

In molti dicono ad Amma: "Amma, tanti  amici miei sono alcolisti, drogati o dipendenti dal fumo. Come faccio a controllarmi stando con loro? Ci sono molte cose da cui ci controlliamo. Non facciamo le cose che non ci piacciono. Siamo in grado di andare oltre a tante cose. Se ci si prova ce la si può certamente fare. Facciamo l’esempio di alcuni amici che vanno in gita. Si fermano al ristorante ed ordinano la pizza. Diciamo che uno di essi è allergico al glutine. Anche se cascasse il mondo non toccherà la pizza. Diciamo che uno di essi è intollerante al latte. Non mangerà la pizza anche se tutti gli altri lo fanno. Così, quando si pensa al pericolo inerente a una certa situazione, si è in grado di andare oltre. Con la serenità si può certamente sopravvivere a certe situazioni.  

Amma ha guidato una meditazione all’aperto nel verde lussureggiante della foresta che domina la zona per coloro che si erano radunati per vederla. Ha poi servito ida mangiare a tutti quelli che erano venuti a cantare i Bhajan al termine della giornata dell’ultimo ritiro negli Stati Uniti prima di concludere il suo  Nord America Yatra del 2011 a Toronto, in Canada, fra qualche giorno. 

Perché si accende la lampada?

La luce simboleggia la conoscenza e le tenebre l’ignoranza. Il Signore è “il principio della conoscenza” (Chaitanya) che è fonte di tutto il sapere. Perciò la luce è adorata come il Signore stesso.  


E’ consuetudine accendere la lampada sull’altare all’alba e al tramonto, ma in alcune case la si tiene accesa anche tutto il giorno. Tutte le funzioni di buon auspicio iniziano con l’accensione della lampada.  

Come la luce rimuove l’oscurità, la conoscenza rimuove l’ignoranza. Quando si accende la lampada ci si inchina al sapere. La conoscenza viene considerata come la forma più alta di ricchezza.  

L’olio o il ghee rappresentano le nostre vasana o tendenze negative e lo stoppino, l’ego. Quando si accende la conoscenza spirituale, le vasana lentamente bruciano e l’ego alla fine muore. La fiamma brucia sempre orientata verso l’alto. Allo stesso modo la conoscenza ci porta verso ideali più alti.