Benvenuto nel Blog di Satsang Milano

"La preghiera di Amma è che l'amore porti sollievo nella vita di tutti e ci offre l'opportunità di condividere questo sogno ognuno secondo il proprio stile, secondo i propri mezzi e secondo le proprie aspirazioni. Embracing the World è un sogno che diventa realtà e con le nostre attività sosteniamo questo meraviglioso progetto. " - Amma

Insieme per la Natura

"Amma chiede a ogni abitante del pianeta di offrire il proprio contributo per riportare l'armonia nella NATURA" - Amma

In Armonia

Molte voci si fondono per creare un unico suono. Molti cuori focalizzati su un unico obiettivo: il nostro Sogno “EMBRACING THE WORLD"

Il Cammino della Pace

"Possa l'albero della nostra vita essere fermamente radicato nel terreno dell'amore. Fate che le buone azioni siano le foglie quell'albero. Possano le parole di gentilezza esserne i fiori. E la pace il suo frutto." – Amma

Il Nostro Sogno

"Che tutti, nel mondo, possano dormire senza paura almeno per una notte. Che almeno per un giorno ciascuno possa mangiare a sazietà. Che almeno per un giorno gli ospedali non debbano curare vittime della violenza. Che almeno per un giorno ciascuno possa aiutare il povero e il bisognoso con il servizio disinteressato. Che questo piccolo sogno si realizzi, questa è la preghiera di Amma." - Amma

martedì 26 aprile 2011

Con il messaggio della Compassione all' Università di Lusofona

(25 Apr '11)


Il Dipartimento delle Religioni e degli Studi Orientali dell’ Università di Lusofona a Lisbona, in Portogallo, ha invitato Br. Shubamrita Chaitanya per una conferenza il 12 aprile 2011.

L'argomento della conferenza è stato "Religione e Compassione" e c’è stata una buona partecipazione di studenti e docenti. Br. Shubamrita ha parlato l'enfasi della compassione in tutte le religioni del mondo, e di quanto sia importante andare nell'essenza di tutte le religioni e metterla in pratica, anziché restare imbrigliati negli aspetti esteriori. Ha citato molti esempi dalla vita di Amma, il cui messaggio di amore e compassione ha trasceso tutte le barriere di religione, lingua o nazionalità.


mercoledì 20 aprile 2011

Al servizio della comunità e di Madre Natura



Apr 20th, 2011


Due volte alla settimana, ogni mercoledì e sabato, un gruppetto di studenti dell’università di Amritapuri insieme allo staff si ritrova con l’equipaggiamento (guanti, maschere e sacchi vuoti) per andare con le loro biciclette ai cassonetti dell’immondizia Amrita piazzati nelle comunità vicine.

Il motivo? Conservare puliti i luoghi precedentemente puliti di domenica (Fourth Sunday, la campagna di pulizia promossa da Amma).

"Svuotiamo i cassonetti dentro i sacchi, li leghiamo alle nostre bici e poi torniamo all'Università," ci ha detto Akash, uno studente del Dipartimento di Matematica e Fisica, che spesso partecipa. Differenziare i quasi 15 sacchi di rifiuti raccolti durante ogni viaggio può richiedere fino a tre giorni. La maggior parte consiste in rifiuti alimentari, circa 7-8 sacchi in totale. La maggior parte dei rimanenti rifiuti è plastica morbida non riciclabile. "Solo una piccola percentuale di quello che smistiamo è effettivamente riciclabile," ci ha detto Ashish Shyam, studente di Ingegneria dell’Elettronica e Comunicazione .

Tuttavia, la buona notizia è che quei 7-8 sacchi di rifiuti alimentari non vengono sprecati! Tutto il cibo scartato viene trasformato in ricco compostaggio, che viene poi utilizzato per coltivare gli ortaggi nei giardini dell’Università. Gli studenti hanno piantato alberi di banano e stanno crescendo spinaci e fagioli. Sono stati scavati due pozzi di compostaggio. Oltre agli studenti di Amrita, a chi altri il rettore Amma chiede di trasformare i rifiuti alimentari in compostaggio da usare nel giardinaggio? A quanto pare, a tutti!

In tutta l'India dall'inizio di dell’anno e più recentemente a Kochi ai primi di aprile, Amma ha sottolineato i vantaggi degli orti e del compostaggio. "In questo modo, almeno una volta alla settimana, possiamo essere sicuri di avere cibo veramente nutriente e non contaminato da pesticidi e fertilizzanti chimici," ha detto.

Presso il campus di Amritapuri, è stato inaugurato un nuovo centro di riciclaggio Amrita il giorno di Vishu, il15 aprile, per iniziare a servire come punto focale di tutte le attività nate dalla campagna Bharatam Amala.

Situato in un ambiente sereno, dove gli studenti e il personale può fare seva (volontariato), il centro ha già cominciato a trovare dediti partecipanti da tutti gli angoli del campus. Studenti, ricercatori e personale amministrativo, hanno iniziato a donare il loro prezioso tempo a sostegno delle iniziative verdi.

Gli studenti e il personale di Amrita, non sono gli unici a contribuire. Anche volontari della comunità e funzionari del governo dello stato stanno facendo la loro parte. In realtà, la polizia locale ha volontariamente collocato i bidoni e ora gestisce i rifiuti in diverse località.

Molti degli stessi residenti smistano i rifiuti ancora prima di gettarli in questi contenitori, in modo da rendere più facile la differenzazione e il riciclaggio.

Amma dice spesso: "Quando iniziamo a cambiare noi stessi, anche gli altri cambieranno." Sembra che la perseveranza della squadra Amala Bharatam dell’università di Amritapuri abbia fatto proprio questo; ed è avvenuto un cambiamento in tutta la comunità.

martedì 19 aprile 2011

Un abbraccio al giorno leva la tristezza di torno!

Deccan Chronicle

April 19, 2011 DC Correspondent





La loro agenda è semplice: diffondere la felicità. Il loro piano d’azione è ancora più semplice, dare a tutti abbracci gratuiti. Le persone che partecipano al movimento di massa Action for Happiness a Londra sembra che abbiano capito che la chiave per rendere felici gli altri sia nelle braccia, proprio in senso letterale. Non sono necessarie statistiche o discussioni scientifiche per dire quanto è bello sentirsi abbracciati da un abbraccio genuino. Come esseri umani aneliamo tutti per quella sensazione di sentirsi amati e protetti. Se ci sono cose come i miracoli, allora un abbraccio è sicuramente uno di questi.

Mata Amritanandamayi, “Amma”, conosciuta anche come la santa degli abbracci, ha usato questo farmaco miracoloso per cambiare la vita delle persone ormai da decenni. Uomini e donne aspettano per ore solo per fare l’esperienza del suo caldo abbraccio. Una pacchetta delicata, poche parole sussurrate all’orecchio e una morbida carezza sulla testa sono sufficienti a portare un sorriso di contentezza sui volti dei suoi seguaci.

P.L. Srinivas, leader di TD dice: “ Con l’abbracciare Amma fa tornare le tenere memorie di mia madre, che non è più con noi. Ogni volta che mi abbraccia mi sento beato, come se mia madre mi stesse abbracciando!” Ma mentre l’abbraccio di Amma fa tornare le memorie di sua madre, non tutte le famiglie indiane sono disponibili a tali manifestazioni di affetto.

Con tutti i nostri valori domestici e le formalità, non siamo abituati alla vicinanza fisica con gli altri – nemmeno i nostri stessi genitori. Shailu Reddy dice: “ L’abbraccio non è accettato nella nostra società. Se ci vedono abbracciarci in pubblico riceviamo sguardi strani. Non capiscono il benessere che ne deriva dall’essere abbracciati. Ricordo ancora l’abbraccio che ho dato a mio padre quando siamo venuti a sapere della morte di Rajiv Gandhi. E’ stato un momento emozionante e resterà impresso nella mia mente a lungo.

Da bambini siamo stati tutti tenuti in braccio, abbiamo ricevuto i buffetti e siamo stati coccolati a non finire. Ma col passare degli anni, il contatto fisico con i membri della famiglia viene ritenuto più strano e da evitare. Già all’età di 8 o 9 anni, gli abbracci diventano una rarità, riservati solo per le occasioni speciali.

Lo psichiatra C.J. John dice: “ Con i genitori sottolineiamo sempre la necessità e l’importanza del tatto. Abbracciate i vostri figli quando sono contrariati e dimostrate loro quanto sono importanti per voi. Un bell’abbraccio può abbattere l’ansia e modificare lo stato fisico.” E se siete ancora scettici, mettete via il giornale per un minuto e andate ad abbracciare qualcuno – potrebbe cambiare la sua giornata e anche la vostra.

lunedì 18 aprile 2011

L'abbraccio vince



Hugging is winning
April 17, 2011 T.S.Preetha Kochi


Mata Amritanandamayi abbraccia un ragazzo durante un festival nel tempio a Kochi.
Attorno le stanno devoti gioiosi in attesa del proprio turno.


Quando Mata Amritanandamayi, la santa degli abbracci come è conosciuta in occidente, è venuta a Kochi la scorsa settimana, la gente ha aspettato ore per vederla e provare il suo caldo abbraccio.

Un tocco, qualche parola sussurrata e un tocco sul capo hanno fatto sorridere di felicità o piangere di gioia i visitatori, tra cui le celebrità.

“Il suo tocco è stato magico, ho sentito come se mi stesse dando la forza per risolvere il mio problema. E mi sono resa conto di quanto sentissi la mancanza di un buon abbraccio” dice Anjana Vinod, venuta per la prima volta al tempio. Forse lei non lo può sa, ma Mata Amritanandamayi fa ciò che alle madri viene meglio – abbracciare per consolare, confortare e far sapere ai figli quanto sono importanti.

Un abbraccio caldo e avvolgente che ti dice di non preoccuparti può fare molto per lenire le emozioni – non c’è bisogno di parole. Gli studi hanno dimostrato che un abbraccio gentile e premuroso è un modo di comunicare molto importante. Ed assume una dimensione molto potente per quanto riguarda l’interazione umana. Poiché un caldo abbraccio è uno strumento magico che crea in noi emozioni, facendoci sentire felici ed emotivamente sicuri.

Non tutti i malayali (persone del Kerala) esprimono le loro emozioni con l’abbraccio. Un abbraccio, una carezza sulla schiena, la mano sulla spalla e un colpetto sulla testa, possono significare molto, ma molti considerano questi gesti un segno di vulnerabilità che rovina l’immagine di un individuo forte e che sa controllare le proprie emozioni.

Ma i medici non sono d’accordo. Vogliono che le persone abbraccino di più e più a lungo. La ricerca dimostra che un abbraccio di almeno sei secondi mette in circolo un flusso di sostanze chimiche che potenziano l’umore. E c’è di più.

Una persona ha il 47 per cento di probabilità in più di sentirsi vicino a un membro della famiglia che abbracci molto. Naturalmente è bello sentirsi dire ‘ ti voglio bene’, ma un abbraccio può dire di più.

“Ai genitori sottolineiamo sempre l’importanza del tocco. Abbracciate i vostri figli quando sono contrariati e dimostrate loro quanto sono importanti per voi. Un buon abbraccio ha sempre un forte impatto. Purtroppo la nostra società non lo ha ancora capito. In effetti si abusa del tocco, riservandolo per molestare le donne sugli autobus o abusare dei bambini”, dice lo psichiatra C. J. John.

Se un abbraccio è consolante e rilassante, abbassa i livelli di ansia e modifica lo stato fisico della persona. Quando un sacerdote ci mette la mano sulla testa e prega, ci sentiamo automaticamente forti. Questo è il potere del tatto” dice il Dott. John.

E’ stato riscontrato che chi abbraccia spesso ha un basso livello di pressione sanguigna e i livelli di oxitocina la sostanza chimica che facilita i legami, sono superiori.

Questo è la motivo per cui un nuovo movimento di massa con gli abbracci gratuiti ai passanti - Action for Happiness, è stato lanciato a Londra per una società più felice. Alla base si prospetta di creare maggiore felicità grazie alle azioni quotidiane, per sollevare milioni di persone dalla loro miseria.

Allora, è meglio farsi la guerra degli abbracci. Che vince.

giovedì 14 aprile 2011

Dipinto d'autore

Un giovane pittore aveva appena completato un corso di apprendistato presso un grande maestro.
Un giorno gli balenò l’idea di mettere in mostra un suo dipinto in una piazzetta di grande passaggio della sua cittadina. Voleva l’opinione delle persone sul calibro e sulla sua abilità di pittura …

Mise così la sua opera vicino alle strisce pedonali della frequentata piazzetta, con sotto un cartello che diceva: “Gentili Signori e Signore, ho dipinto quest’opera. Dal momento che sono nuovo del mestiere, potrei aver commesso degli errori. Si prega di mettere una croce ovunque si noti un errore”.
Quando la sera tornò a riprendere il dipinto, restò completamente sbalordito nel vedere che la tela era piena di X (croci) e che qualcuno aveva persino scritto dei commenti sul quadro.

Avvilito e sfiduciato, si precipitò in lacrime dal maestro. Fra i singhiozzi gli rìferì dell'accaduto e mostrò lo stato pietoso dell'opera, coperta di segni ovunque. I colori del dipinto non si vedevano nemmeno più,  le uniche cose visibili erano le croci e i commenti.

Il giovane artista disse con affanno al maestro:"Sono una persona inutile e se questo è ciò che ho imparato, non vale la pena che io diventi un pittore. Le persone mi hanno rifiutato… mi sento morire”

Il maestro sorrise e disse: “Figliolo, dimostrerò che sei un grande artista e che hai appreso  impeccabilmente l’arte della pittura”.

Il giovane apprendista era inconsolabile e in tono avvilito disse. “Ho perso fiducia in me stesso e temo di non valere abbastanza..non voglio false speranze.”

Il maestro lo interruppe dicendo: “Fa’ come dico, senza fare domande. FUNZIONERA’. Fai un altro dipinto, identico al primo e portamelo. Lo farai per il tuo maestro? “

Il giovane artista con riluttanza accettò e la mattina del terzo giorno si presentò al maestro con la replica del primo dipinto. Il maestro lo prese, lo osservò compiaciuto e disse."Vieni con me." Disse il maestro.

Di prima mattina arrivarono alla stessa piazzetta e posizionarono la replica del dipinto esattamente allo stesso posto. Il maestro mise sotto un cartello che diceva: “Gentili signori, ho dipinto quest’opera. Poiché sono nuovo del mestiere, potrei aver commesso degli errori. Lascio nella scatola qui sotto pennelli e colori, con una preghiera. Se notate degli errori, abbiate la cortesia di prendere il pennello e correggerli." 

La sera tornarono e il giovane artista fu stupito nel vedere che non era stata fatta nemmeno una correzione. Il maestro però non era ancora soddisfatto e disse al discepolo: “Forse un giorno di tempo non basta. Le persone hanno molti impegni e ci vuole tempo per venire qui con delle idee e fare le correzioni. Aspettiamo ancora un giorno: domani è domenica e potremmo trovare delle correzioni."

Il giorno seguente il dipinto era ancora intatto... Si dice sia stato lì un mese intero, ma che nessuna correzione sia mai stata fatta!

°°°°°°°°
"Dio ha dato a ciascuno di noi un volto. Che esso esprima l'amore oppure la rabbia è una decisione che spetta solamente a noi. Se manteniamo sempre un sorriso sul nostro volto, anche gli altri sorrideranno. Se abbiamo amore e pace dentro di noi, anche negli altri nasceranno questi sentimenti. Allora tutto l'ambiente si riempirà di felicità." - Amma

martedì 12 aprile 2011

Il karma disinteressato dà forza e gioia



Express News Service
First Published : 11 Apr 2011 03:34:06 AM IST
Last Updated : 11 Apr 2011 11:17:38 AM IST


KOCHI: La preghiera nata dall'odio e dall'arroganza è come il latte versato in un contenitore immondo, ha detto Mata Amritanandamayi a Edapally Brahmasthanam durante una predica del secondo giorno del Brahmasthana Mahotsavam.

"Il karma disinteressato dà gioia e forza all’umanità. Il concetto potrebbe sembrare abbastanza confuso, ma in realtà è molto chiaro e semplice. Ogni azione fatta per il bene degli altri con la convinzione di non essere diversi dagli altri è un karma altruista. E’ una fonte eterna di forza e di gioia “ ha detto.

Il secondo giorno del festival è cominciato alle 5 a. m. con la meditazione. E’ seguita la Lalitasahasranama kodi archana, la puja rahudosha nivarana e il satsang di Brahmachari Mathrudas Chaitanya.

Mata, che ha raggiunto il posto alle 10.30 a.m. ha ricevuto la ghirlanda e il benvenuto dal Presidente del Tribunale Amministrativo P R Raman, Bharathiya Vicharakendram il direttore P Parameswaran e l’attore Harisree Ashokan.

Erano presenti all’occasione IG R Sreelekha e NSUI il presidente della Hibi Eden.

giovedì 7 aprile 2011

Amma, ho bisogno di un abbraccio!

di Laura Walubengo




April 4, 2011 – Mata Amritanandamayi, la donna che ha abbracciato più di 30 milioni di persone nel mondo, è in Kenya per una visita di tre giorni.

Conosciuta anche come la santa che abbraccia, Mata aka “Amma” combatterà “la povertà d’amore” in Kenya.

"Nel mondo ci sono due tipi di povertà, la povertà finanziaria e la povertà dell’amore; la seconda è quella più importante", ha detto Amma in un’intervista per la CNN.

Nell'India del sud Amma significa madre, ma può essere usato anche per sorella maggiore. E nello stesso spirito della maternità, gli abbracci di Amma sono stati descritti da coloro che li hanno ricevuti come”divini”.

Lunedì mattina è stata ricevuta al JKIA dalla moglie del Vice Presidente, Pauline Musyoka, che è anche l’amministratore della Kalonzo Musyoka Foundation.

Durante il suo tour di tre giorni, martedì mattina inaugurerà l’Amrita Watoto Boma o orfanotrofio Amrita nelle prossimità del fiume Ath, sotto gli auspici del M.A Math Charitable Trust Kenya, che ha organizzato il tour.

Il membro del comitato Vijay Kumar dice che l’inaugurazione sarà il fiore all'occhiello della visita di Amma.

Questa è la terza volta che la Santa degli Abbracci visita il paese, l’ultima volta è stato nel 2009 quando ha gettato le basi di Amrita Watoto Boma, o orfanotrofio Amrita.

L’orfanotrofio diventerà la casa per più di 100 bambini indigenti e offrirà rifugio, cibo, istruzione e assistenza sanitaria.

“A livello mondiale, Amma ha ispirato e dato inizio a innumerevoli attività umanitarie ed è riconosciuta come una straordinaria guida spirituale dalle Nazioni Unite”, ha detto Kumar.

Dare sollievo alla sofferenza dell’umanità con i suoi ABBRACCI è stata la vita di Amma negli ultimi 35 anni.

La sua popolarità è cresciuta al punto che in India è risaputo che abbraccia migliaia di persone al giorno, a volte restando seduta per più di 20 ore.

Nata 57 anni fa in un piccolo villaggio di pescatori del Kerala, nell’India del sud, è stata chiamata Sudhamani (Gioiello Puro). Si dice che a differenza degli altri bambini che vengono al mondo piangendo, lei sia venuta al mondo con un sorriso sul volto. Sin dalla più tenera età, è conosciuta per alleviare la sofferenza di coloro che stanno attorno.

La sua filosofia: “L’Amore è l’unica medicina che può guarire le ferrite del mondo”.

mercoledì 30 marzo 2011

Amma e Tumban, il cane dell'ashram


Amma and Tumban the ashram dog ( 29 marzo 2011)

Ci sono stati molti animali insoliti negli annali di Amritapuri. I giorni della sadhana di Amma sono stati caratterizzati da molte utili creature come per esempio l’aquila che faceva cadere il cibo proprio di fronte a lei mentre meditava, il cane che con la sua bocca le portava pacchetti di cibo intatto, la mucca che si liberava dalla corda per andare a darle il latte. Nel corso degli anni molti altri abitanti del regno animale sono arrivati ad Amritapuri. I pavoni che vanno al tempio, i corvi che vanno ai bhajans, serpenti amichevoli, gli elefantini, una coppia di scimmie, le aquile che impazziscono per gli hamburger vegetariani, ratti strani oltre a gatti e cani vari.


Per anni, un cane fulvo di nome Kaiser ha protetto l’ashram da tutti i tipi sgradevoli sia che fossero a due zampe o a quattro zampe. Guai alla persona che attraversava l’ingresso dell’ashram ubriaco o con intento malevolo. Fra la folla di migliaia di persone Kaiser si fiondava dritto per mettersi davanti a quella persona abbaiando e bloccandogli la strada.



Con la scomparsa di Kaiser, il posto è rimasto libero per un paio d’anni. Un giorno, un giovane cane multicolore che se ne andava in giro già da un po’, si è presentato davanti ad Amma durante una cerimonia di cremazione. Ha attirato l’attenzione di Amma e lei lo ha chiamato. Lui si è inchinato immediatamente e le si è seduto vicino. Ad Amma è stato detto che il cane si chiamava Tumban (che significa ‘ Abbondanza’), e lei ha cominciato a chiamarlo così. Da allora è stato alla ribalta. E’ diventato il cane ufficiale dell’ashram, con collare, bagni e polvere anti pulci.


Tumban prende seriamente il suo compito pattugliando i confini dell’ashram come faceva Kaiser acciuffando personaggi discutibili – sia animali che umani e andando a vedere i veicoli che arrivano nel mezzo della notte. Quando i visitatori arrivano all’ashram nel mezzo della notte, Tumban li saluta e li accompagna all’accomodation office e dopo fino all’edificio dell’alloggio assegnato. E’ solo un po' scarsino nel portare i bagagli…


Tumban si presenta spesso in spiaggia per la meditazione e si mette immobile davanti ad Amma con le zampe tese in avanti come una sorta di pranams o di preghiera. A volte Amma gli chiede se è venuto per meditare e lo invita ad avvicinarsi. Così Tumban ha cominciato a ‘meditare’ sul peetham accanto ad Amma. Ha ricevuto persino una piccola asana – il tappetino da meditazione.



Spesso, durante il darshan, Tumban va da Amma: lei lo saluta e gli da’ da mangiare. Poi si sdraia vicino a lei per un po’. Sorprendentemente, Tumban non accetta mai niente da mangiare da nessuno a parte Amma stessa o la persona incaricata di nutrirlo…. Il suo cibo preferito? Chappati con burro!


Tumban gode sicuramente di un rapporto molto speciale con Amma. Alla fine del darshan, quando Amma si alza, lo si vede correrle incontro tra la folla e accompagnarla fino alla camera. Si racconta persino che diventi geloso se Amma mostra maggiore attenzione ai bimbetti intorno….


Una sera durante i bhajan, Tumban è apparso sulla rampa sotto il palco. Scodinzolando faceva avanti e indietro di fronte ad Amma. Alla fine si è fermato davanti a lei guardandola con aspettativa, la coda si muoveva veloce. Lei gli ha sorriso e con un cenno l’ha invitato a salire sul palco. Con un salto aggraziato è atterrato ai suoi piedi e si è acciambellato. Amma ha detto a tutti quanto si fosse comportato bene e quanto fosse stato corretto ad aspettare l’ invito prima di salire sul palco!


Quando Swamiji ha sistemato il libro dei bhajan di Amma sul leggìo accanto a lui, Tumban ha perso la sua compostezza e guardandosi attorno è saltato via dal palco. Tutti hanno fatto un gemito. Era stato così carino vederlo lì .

Più tardi durante i bhajan Tumban è tornado con un salto sul palco e ha ripreso il suo posto. Questa volta è rimasto fino alla fine dei bhajan ed è rimasto immobile persino durante l’arathi rimanendo indisturbato dalla fiamma che girava. Quando Amma ha gettato i petali di fiori sul brahmachari che faceva l’arathi, alcuni petali sono arrivati anche a lui che se ne è rimasto acciambellato ai piedi di Amma. La luce della fiamma ondeggiava sul suo lucido manto. Era sveglio o nel mezzo di un bellissimo sogno? Quando si fa l’arathi ad Amma, in un certo senso la si fa anche all’Uno, all’intera Creazione. Sebbene solitamente non si fa l’arathi ai cani, sembrava assolutamente corretto vedere questa altra forma della creazione ricevere l’arathi insieme ad Amma!


Tumban è un ashramita ideale che combina sincerità e regolarità alla routine spirituale dell’ashram, e obbedienza e devozione al Guru. Arriva regolarmente per l’archana del mattino, alternandosi dalla parte degli uomini e delle donne, dato che i gruppi la fanno separatamente. Frequenta immancabilmente le lezioni di Upanishad e le discussioni di Ramayana al tempio; partecipa alla meditazione ogni martedì e a volte va persino a prendersi il pranzo-prasad. Quando Amma è in tour, Tumban partecipa anche ai collegamenti dei Devi Bhava di Amma via web! E per queste occasioni speciali gli è stato persino dato il suo tappetino personale. Amma ha elogiato Tumban per essere distaccato e devoto all’ashram e al dharma dell’ashram.


Un brahmachari ha raccontato di quando durante Onam, per qualche motivo Tumban non permetteva a un devoto di fare la padapuja sul palco. Si è allungato davanti ad Amma in completo pranams bloccando ripetutamente il devoto e allungandosi davanti agli oggetti della puja, rifiutandosi di allontanarsi….Ma quando Amma gli ha chiesto di farsi da parte, Tumban ha obbedito immediatamente!


Un giorno un cane più grande si è presentato per l’archana nella sala grande. Tumban era molto allarmato, ma aveva paura di affrontare l’invasore che era più grande e più arrogante. Deve aver pensato bene sulla tattica migliore da usare per metterlo in fuga e presto era pronto all’azione: ha girato con calma intorno al cane e una volta che lo ha raggiunto gli ha fatto la pipì sull’orecchio (!)… dandosela poi a gambe, ovviamente soddisfatto del suo gesto. Questo è bastato a rovinare i piani di accasarsi dell’invasore che ha abbandonato la sala un po’ confuso per quanto gli era capitato. .. Tornato il giorno seguente con la stessa intenzione, ha ricevuto da Tumban lo stesso trattamento, e da allora non si è fatto più vedere!


Ci sono troppe storie da raccontare su Tumban per un solo post. Molti residenti dell’ashram hanno i loro piccoli racconti su di lui, come per esempio il venire a salutarti e coccolarti se sei mancato dall’ashram da un po’, oppure essere svegliati dal raschìo sulla porta se si partecipa regolarmente all’archana e quel giorno non si è al solito posto solito alla stessa ora, ecc.


Ad alcuni piace domandarsi sul background di Tumban, sulla sua vita passata, su cosa possa aver fatto per meritare una posizione invidiable all’ashram, e cc… Ma il nostro compito non è quello di preoccuparci di chi E’ Tumban, ma di scoprire chi siamo NOI! Questo è il motive e l’obiettivo della nostra nascita umana, e persino gli animali sono disposti a dare una spinta alla nostra ricerca e ci ispirano con il loro rapporto con Amma.

– Sakshi

mercoledì 23 marzo 2011

Bisogna vivere come una famiglia

The Pioneer 23 March 2011

Il guru spirituale Mata Amritanandamayi dice che non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli e allora è meglio prendersene cura.

Il guru spirituale Mata Amritanandamayi Devi dice che non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli e allora è meglio prendersene cura.

Dovremmo collettivamente assumerci il compito di mantenere pulite le nostre case, l’ambiente e i luoghi pubblici. Conservare l’ambiente pulito dovrebbe essere parte della nostra vita quotidiana proprio come mangiare e dormire. Se le persone, il governo e le altre organizzazioni lavorreranno insieme, lo sforzo darà sicuramente buoni frutti. “ ha detto Mata Amritananadamayi Devi, chiamata affettuosamente “Amma” dai suoi seguaci. Amma non è solo un guru spirituale, ma anche un riformatore sociale e umanitario che ha lavorato molto per la nostra società e la gente.

Come parte della sua attività rivolta al welfare, Amma ha lanciato Vidyamritam, uno schema di borse di studio per l’istruzione a favore degli studenti poveri che frequentano il Mata Amritanandamayi Math, Vasant Kunj nella capitale. Vidyamritam è stato avviato dal Mata Amritanandmayi Math (MAM) circa due anni fa. Inizialmente è stato introdotto in quattro stati, ma ora lo si sta introducendo in tutto il paese. Quasi 500 studenti si avvaleranno di questo schema. Ai ragazzi che sono venuti per ricevere qualche benedizione, ha donato immenso amore.

Amma ha distribuito doni ai ragazzi, mentre Amrita Yuva Dharma Dhara (AYUDH), il movimento giovanile internazionale di Mata Amritanandamayi Math per promuovere la rivoluzione verde ha distribuito 5.000 alberelli durante il programma che si è svolto nella capitale.

Amma ha espresso la sua opinione sulla protezione della natura dicendo: “Un noto biologo una volta ha detto che se sparissero tutti gli insetti, tutta la vita sulla terra sparirebbe nell’arco di 50 anni. Se invece tutti gli esseri umani sparissero, entro 50 anni tutte le specie rifiorirebbero come mai prima.
Ha poi aggiunto: “E’ nostro dovere proteggere Madre Natura nello stesso modo come proteggiamo nostra madre. Il mondo che ci è stato donato dai nostri antenati è così bello. Vogliamo tramandarlo alla prossima generazione in uno stato fatiscente? In un antico detto dei nativi d’America si dice che non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli.’ Ritengo che sia proprio così e che tutti noi dobbiamo comprendere l’importanza della Natura.”

Sul moderno modello di crescita ha detto: “oggi vediamo il mondo come un’economia, non come una famiglia. Quando si guarda al mondo con questo atteggiamento, ci si aspetta una crescita illimitata in ogni settore. E questa crescita esclude spesso una parte della società che alla fine porterà alla distruzione dell’intera comunità.”

Parlando della soluzione dei problemi globali, ha spiegato:“Se proviamo a scoprire le cause dietro tutti i problemi che il mondo affronta oggi, ci si renderà conto che sono l’ eccessivo egoismo, l’avidità e la paura. Poiché le cause sono interne, riusciremo a risolvere questi problemi solamente quando inizieremo a migliorare noi stessi. Dovremmo sostituire l’attuale atteggiamento gretto di ‘io’ e ‘mio’ con l’atteggiamento aperto di ‘noi’ and ‘nostro’.”

“Lo spiritualismo senza scienza è cieco e la scienza senza spiritualità e paralizzata. Gli antichi rishi dell’India si riferivano a questa conoscenza come i Veda,” ha condiviso e concluso dicendo che: “C’è un rapporto tra l’universo intero e ogni creatura vivente all’interno di esso. Tutti noi dovremmo lavorare collettivamente per rendere questo mondo un posto migliore e più sano in cui vivere. Dovremmo tutti tenere in mente che siamo parte di una catena e la connessione non dovrebbe essere rotta.”

lunedì 14 marzo 2011

Aiuti per il Giappone

Si prega di sostenere gli sforzi di soccorso al disastro in Giappone.

Amma si adopera come sempre.


E’ possibile sostenere finanziariamente i soccorsi tramite la sua organizzazione umanitaria Embracing the World. Tutte le donazioni saranno devolute al 100% alle persone in stato di bisogno, a differenza di molte altre organizzazioni no-profit che hanno costi di infrastrutture.



Il vostro aiuto è molto importante.



Aiuti al Giappone



In risposta alla devastazione dovuta al terremoto e allo tsunami in Giappone, tre rappresentanti giapponesi si stanno dirigendo a Sendai per prendere visione della situazione sul luogo. Il team valuterà il modo migliore su come Embracing The World potrà portare un aiuto significativo immediato e a lungo termine ai soccorsi. Il team ha in programma di tornare lunedì con una relazione completa da sottoporre ad Amma. Dopo la relazione Amma darà ulteriori istruzioni.



lunedì 7 marzo 2011

La giusta attitudine per un viaggio felice


MATA AMRITANANDAMAYI DEVI, Feb 28, 2011, 01.07pm IST


Mata Amritanandamayi Devi, affettuosamente chiamata Amma, Ammachi e Ma dell’abbraccio, risponde alle domande sul vivere e sulla vita.

In quanto padre di famiglia, sono soggetto a moltissime responsabilità e doveri. Quale attitudine dovrei avere?



Sia per il padre di famiglia che per il monaco, la cosa più importante è come guardare e riflettere sulla vita e le esperienze che essa porta.


Se il vostro atteggiamento sarà positivo e aperto all’accettazione, vivrete con Dio pur vivendo nel mondo. Il mondo diventerà quindi Dio, e farete l’esperienza della presenza di Dio in ogni momento. Invece un atteggiamento negativo vi porterà proprio il risultato opposto; scegliereste quindi di vivere col diavolo.

La focalizzazione di un sadhak sincero o di un aspirante spirituale dovrebbe essere quella di conoscere la propria mente e le sue tendenze più basse cercando di trascenderle costantemente.


Una volta fu chiesto ad un mahatma: "Sua Santità, è sicuro di andare in cielo una volta morto? "
Il mahatma rispose: “Sì, certo. “ “Ma come fa a saperlo? Non è morto e non sa nemmeno cosa c’è nella mente di Dio.”

“Sì è vero che non so cosa c’è nella mente di Dio, ma conosco la mia mente. Ovunque mi trovo, sono sempre felice. Perciò anche se fossi all’inferno sarei comunque felice e contento" rispose il mahatma.

Tutto dipende dalla vostra mente.


Sono innumerevoli le persone che dicono che nonostante tutti i loro conforts materiali, manca comunque qualcosa nella loro vita. Perché hanno questa sensazione?

La vita porta varie esperienze e situazioni a persone diverse secondo il loro karma, le azioni del passato e il modo in cui vivono e agiscono nel presente. Non importa chi si è quali ricchezze si siano acquisite, perché soltanto il vivere e il pensare in modo dharmico e retto ci aiuterà a raggiungere la perfezione e la felicità nella vita.


Se la ricchezza e il desiderio non vengono impiegati in conformità del dharma supremo, cioè il raggiungimento del moksha o liberazione, non si avrà mai pace. Si avrà sempre la sensazione di qualcosa che manca.


Quel qualcosa che manca è la pace, la soddisfazione e la contentezza, e questa mancanza di autentica gioia crea un vuoto che non può essere colmato indulgendo in piaceri o soddisfacendo i desideri materiali.



Le persone di tutto il mondo credono di poter colmare questa lacuna assecondando i propri desideri. In realtà la lacuna resta e potrebbe persino ingrandirsi se si rincorrono soltanto le ricchezze terrene. Il dharma (la rettitudine) e il moksha (la liberazione) sono interdipendenti. Chi vive secondo i princìpi del dharma otterrà moksha, e chi desidera ottenere moksha condurrà necessariamente una vita dharmica.

giovedì 3 febbraio 2011

Satsang? Sì, grazie!

Domanda e risposta con un monaco di Chennai

DOMANDA: “Quali sono le cose da fare o da non fare per evitare la discontinuità nel Satsang?

RISPOSTA: "Vedete, la continuità o la discontinuità sono direttamente proporzionali all’interesse.

Se avete interesse per il caffè, ci sarebbe forse discontinuità per il satsang-caffè?

Sapete, abbiamo accompagnato alcuni dei nostri studenti in un ashram. E in quell’ashram non hanno il caffè; hanno il malto.

Così al mattino presto, alcuni si fanno tutta la strada per arrivare ad un certo posto, a chilometri di distanza, per prendere una tazza del cosiddetto “caffè” e poi ritornano. Perché?

Perchè è davvero importante.

Quando il satsang diventerà importante quanto il caffè, allora lo si seguirà perfettamente."