Benvenuto nel Blog di Satsang Milano

"La preghiera di Amma è che l'amore porti sollievo nella vita di tutti e ci offre l'opportunità di condividere questo sogno ognuno secondo il proprio stile, secondo i propri mezzi e secondo le proprie aspirazioni. Embracing the World è un sogno che diventa realtà e con le nostre attività sosteniamo questo meraviglioso progetto. " - Amma

Insieme per la Natura

"Amma chiede a ogni abitante del pianeta di offrire il proprio contributo per riportare l'armonia nella NATURA" - Amma

In Armonia

Molte voci si fondono per creare un unico suono. Molti cuori focalizzati su un unico obiettivo: il nostro Sogno “EMBRACING THE WORLD"

Il Cammino della Pace

"Possa l'albero della nostra vita essere fermamente radicato nel terreno dell'amore. Fate che le buone azioni siano le foglie quell'albero. Possano le parole di gentilezza esserne i fiori. E la pace il suo frutto." – Amma

Il Nostro Sogno

"Che tutti, nel mondo, possano dormire senza paura almeno per una notte. Che almeno per un giorno ciascuno possa mangiare a sazietà. Che almeno per un giorno gli ospedali non debbano curare vittime della violenza. Che almeno per un giorno ciascuno possa aiutare il povero e il bisognoso con il servizio disinteressato. Che questo piccolo sogno si realizzi, questa è la preghiera di Amma." - Amma

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venerdì 13 marzo 2015

Il Guru Cammello

'Se il guru è dentro di noi, non è sufficiente seguire la propria mente? Perchè seguire qualcun altro? "

Amma: "È vero che il guru è dentro di noi, ma quel 'guru' al momento è schiavo delle nostre vasana (tendenze latenti). La mente non è sotto il nostro controllo, ma costantemente controllata dalle nostre vasana. Di conseguenza è pericoloso seguire la mente. Amma vi racconta la storia di un uomo che si era rivolto a molti guru. Tutti parlavano solo di umiltà, fede e devozione. A quell’uomo tutto questo non piaceva. 'Non sarò schiavo di nessuno,' si era ripromesso. Un giorno mentre stava seduto sul ciglio di una strada a rimuginare:"Nessuno dei guru che ho visto è adatto per guidarmi correttamente", i sui occhi si posarono su un cammello al pascolo che ondeggiava il capo su e giù. 

Sorpreso nel vedere che il cammello potesse intuire i suoi pensieri, pensò: 'Lui dev’essere il guru che stavo cercando!'. Avvicinandosi, gli chiese: ‘Sei tu il mio guru?' Il cammello ondeggiò il capo su e giù. L'uomo era felice. 

"Dopo quell'episodio l'uomo non fece più nulla senza prima interpellare il Guru Cammello. Il cammello annuiva col capo a tutto ciò che gli veniva chiesto. Un giorno l'uomo gli disse: 'Ho visto una ragazza. la posso amare?' Il cammello annuì

Dopo qualche tempo l'uomo tornò dal cammello per chiedere: 'La sposo?' Il guru cammello diede la sua approvazione anche a questo. Passò ancora qualche giorno. La domanda successiva fu '' Va bene se bevo un goccino? ' Il cammello annuì nuovamente. Quella sera l'uomo tornò a casa completamente ubriaco. In breve tempo il bere divenne un’abitudine non apprezzata da sua moglie. L’uomo tornò dal guru per chiedere se era giusto litigare con sua moglie. Ancora una volta il capo del guru oscillò su e giù.   

Presto l’uomo si rifece vivo con un’ulteriore domanda: 'Mia moglie non vuole che io beva. La faccio fuori? " Il capo del cammello dondolò su e giù anche questa volta. L'uomo andò di corsa a casa e accoltellò sua moglie, ferendola gravemente. Arrivò la polizia che lo arrestò e gli fu dato l’ergastolo. 

"La nostra mente è come quel guru cammello. Non discrimina ciò che è giusto o sbagliato. Approva tutto ciò che ci piace senza considerare le conseguenze future. 

Se dipendiamo dalla nostra mente, che è schiava delle nostre Vasana, faremo solo l’esperienza dell’eterna schiavitù. Allo stato attuale, il nostro intelletto non possiede la discriminazione, quindi la via  migliore è quella di seguire i consigli di un vero guru.

Oggi si fanno cose sbagliate con la scusa che sia Dio a farcele fare. Non è giusto da parte nostra insistere affinchè il guru acconsenta a tutto il nostro operato. Solo chi segue le istruzioni del guru senza avere dubbi potrà raggiungere l'obiettivo. Quello è il vero discepolo.

Così come la tartaruga cova le proprie uova col pensiero, anche il pensiero del guru è sufficiente a guidare il discepolo fino alla meta. Il Satguru è colui che ha realizzato la verità. Seguire i suoi consigli ci eleva, anche se farlo,  ora ci sembra difficile."

sabato 7 marzo 2015

La scimmia che decise di digiunare

Una volta, una scimmia che era stanca della propria natura irrequieta, decise di dare una svolta alla sua vita. “Devo fare sadhana, delle pratiche spirituali!”


 Pensò. “Quello è l’unico modo per calmarmi e per elevarmi spiritualmente.” Decise così di fare un giorno di digiuno e di meditazione. Non è quello che fanno i grandi asceti? La scimmia immaginò che l’astensione dal cibo avrebbe deprivato il corpo di energia, e di conseguenza sarebbe stata più calma ed idonea per la contemplazione. Scelse il sabato come giorno di digiuno. Avendo formulato tale progetto cominciò a dondolare eccitata di ramo in ramo e di albero in albero come una furia scatenata.

Arrivò il sabato e la scimmia scese dall’albero su cui aveva dormito per sedersi per il giorno di digiuno e di meditazione. Si mise nella posizione del loto, chiuse gli occhi, e si perse subito in eroiche fantasie di digiuni e illuminazioni.

Al suo risveglio potè sentire chiaramente i morsi della fame nello stomaco e comprese che digiunare per un giorno sarebbe stato più difficile di quanto immaginato. “Come farò a resistere fino alla fine senza mangiare?” si domandò. 

L’istinto la spingeva ad arrampicarsi sull’albero per gustare i succulenti manghi che pendevano dai rami. Comunque si controllò. Dopo poco cominciò a pensare: “E se poi alla fine del giorno sarò così debole da essere incapace di arrampicarmi sull’albero per cogliere i mango?  Sarebbe una tragica perdita per il mondo delle scimmie se io morissi prematuramente! E’ nell’interesse di tutti che io continui le mie pratiche spirituali sul quel ramo con quell’enorme grappolo di mango.”

Avendo preso questa decisione, la scimmia lesta lesta si arrampicò sull’albero e sedette in un angolino, gli occhi puntati sui mango con impudico desiderio. Mentre contemplava i succulenti frutti la saliva iniziò a colare sulle sue pelose guancette. Ma quando comprese ciò che stava accadendo, la scimmia voltò drammaticamente il capo e chiuse gli occhi davanti alla tentazione.  Con gli occhi della mente, però, fece un banchetto con quella polpa carnosa.

Quando le altre scimmie la videro sull’albero furono profondamente colpite alla vista della loro sorella in meditazione. Pensarono: “Che forza da super scimmia deve avere per resistere alla tentazione di mangiare e scorazzare a destra e a manca. Ebbero solo qualche attimo di esitazione prima di fiondarsi sull’albero e cogliere i mango. La scimmia che stava ‘meditando’ sbirciava ansiosamente con gli occhi semichiusi, temendo che avrebbero spogliato completamente l’albero di tutti i suoi frutti. Grazie al cielo non lo fecero.

Non appena se ne furono andate, la scimmia riaprì gli occhi e pensò: “..e se avessero colto tutti i frutti? Non posso correre questo rischio. Chissà, potrei anche non avere più la forza per allungare il braccio per cogliere quei mango. Farei meglio a scegliere anch'io i frutti adesso, in modo da avere qualcosa di nutriente per rifarmi dopo il digiuno. Comunque non c’è nessuna regola che stabilisca che non si possa tenere il cibo vicino quando si digiuna, l’importante è non mangiare.”

Colpita dalla propria logica suadente la scimmia si avvicinò veloce ai mango penduli e ne colse un bel po’.
Sentendosi ora in qualche modo sollevata al pensiero che ci sarebbe stata una sontuosa cena che l’aspettava, chiuse gli occhi, inalando profondamente la fragranza tropicale dei mango. Poteva percepire la polpa carnosa dei tondi frutti che stava tenendo. Aprì gli occhi e con desiderio li guardò, ne osservò le bucce verdi striate di giallo e di rosso. Chi poteva immaginare che quella polpa racchiudesse sì tanti allettanti piaceri?

“Poi la scimmia si chiese. “ ..e se poi divento così fiacca da non avere nemmeno l’energia per sbucciarli e mettermeli in bocca? Potrei mettere i frutti in bocca adesso. Per digiuno si intende il non ingoiare il cibo. Non c’è niente di male nel tenere il cibo in bocca.” Così la scimmia sbucciò velocemente la frutta e se la mise in bocca.

Quando la saliva al sapore di mango cominciò ad aumentare, la ingoiò. Nel giro di pochissimo tempo incominciò a masticare il mango e non si fermò al primo boccone, ma continuò ancora e ancora. Nel mangiare le venne il barlume di aver rotto il digiuno, ma immediatamente giustificò il festino col pensiero: “ Ma che differenza fa se il mango sta dentro o fuori dallo stomaco?” 

Amma dice che è difficile superare le nostre vasana (le tendenze latenti) e controllare i propri sensi. Bisogna stare alla larga dalle situazioni che ci tentano ad indulgere in quelle vasana. Saremmo altrimenti come un alcolista che tenta di uscire dalla propria dipendenza con una bottiglia in mano. 

martedì 30 dicembre 2014

Tesoro, che c'è per cena stasera?

Un uomo aveva il timore che la propria moglie non sentisse più bene come una volta e che avrebbe potuto aver bisogno di un apparecchio acustico. Non sapendo come gestire la situazione con sua moglie chiese consiglio al medico di famiglia.

Il medico gli diede un manuale di istruzioni con dei suggerimenti su come poter fare un semplice test. Ecco cosa avrebbe dovuto fare.... Provare a parlare a sua moglie con un tono di voce normale da una distanza di 10 metri e vedere se lei avrebbe sentito. Se non avrebbe ricevuto nessuna risposta, si sarebbe dovuto avvicinare di 5 metri, poi di altri 3 metri e così via,  fino a che non avrebbe ricevuto risposta.

Quella sera sua moglie stava preparando la cena in cucina quando suo marito da una distanza di 10 metri, con un tono di voce normale, le disse: " Tesoro, che c'è per cena, stasera?"  Nessuna reazione! Così l'uomo si avvicinò di 5 metri alla cucina e di nuovo, con un tono di voce normale, le chiese: " Cara, che c'è per cena stasera?" Di nuovo nessuna risposta. L'uomo entrò nella sala da pranzo e a meno di 5 metri di distanza da lei, gridò: "Amore, che c'è per cena stasera?" ...nessuna risposta! Così le arrivò alle spalle gridando: "Cucciola, che c'è per cena stasera?" La moglie questa volta si voltò, gridando: "Giacomo, te lo ripeto per la quinta volta! RISOTTO! ".... Il problema potrebbe non essere degli altri, così come potremmo immaginare! Il problema potrebbe essere nostro!

Spesso ci lamentiamo di chi ci sta attorno o del mondo che ci circonda, ma forse siamo noi ad avere torto e a proiettare i nostri limiti sugli altri. Impegnamoci a fare più attenzione e ad essere più consapevoli....con grazia.

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"Dio ha dato a ciascuno di noi un volto. Che esso esprima l'amore oppure la rabbia è una decisione che spetta solamente  a noi. Se manteniamo sempre un sorriso sul nostro volto, anche gli altri sorrideranno. Se abbiamo amore e pace dentro di noi, anche negli altri nasceranno questi sentimenti. Allora tutto l'ambiente si riempirà di felicità." - Amma

giovedì 14 aprile 2011

Dipinto d'autore

Un giovane pittore aveva appena completato un corso di apprendistato presso un grande maestro.
Un giorno gli balenò l’idea di mettere in mostra un suo dipinto in una piazzetta di grande passaggio della sua cittadina. Voleva l’opinione delle persone sul calibro e sulla sua abilità di pittura …

Mise così la sua opera vicino alle strisce pedonali della frequentata piazzetta, con sotto un cartello che diceva: “Gentili Signori e Signore, ho dipinto quest’opera. Dal momento che sono nuovo del mestiere, potrei aver commesso degli errori. Si prega di mettere una croce ovunque si noti un errore”.
Quando la sera tornò a riprendere il dipinto, restò completamente sbalordito nel vedere che la tela era piena di X (croci) e che qualcuno aveva persino scritto dei commenti sul quadro.

Avvilito e sfiduciato, si precipitò in lacrime dal maestro. Fra i singhiozzi gli rìferì dell'accaduto e mostrò lo stato pietoso dell'opera, coperta di segni ovunque. I colori del dipinto non si vedevano nemmeno più,  le uniche cose visibili erano le croci e i commenti.

Il giovane artista disse con affanno al maestro:"Sono una persona inutile e se questo è ciò che ho imparato, non vale la pena che io diventi un pittore. Le persone mi hanno rifiutato… mi sento morire”

Il maestro sorrise e disse: “Figliolo, dimostrerò che sei un grande artista e che hai appreso  impeccabilmente l’arte della pittura”.

Il giovane apprendista era inconsolabile e in tono avvilito disse. “Ho perso fiducia in me stesso e temo di non valere abbastanza..non voglio false speranze.”

Il maestro lo interruppe dicendo: “Fa’ come dico, senza fare domande. FUNZIONERA’. Fai un altro dipinto, identico al primo e portamelo. Lo farai per il tuo maestro? “

Il giovane artista con riluttanza accettò e la mattina del terzo giorno si presentò al maestro con la replica del primo dipinto. Il maestro lo prese, lo osservò compiaciuto e disse."Vieni con me." Disse il maestro.

Di prima mattina arrivarono alla stessa piazzetta e posizionarono la replica del dipinto esattamente allo stesso posto. Il maestro mise sotto un cartello che diceva: “Gentili signori, ho dipinto quest’opera. Poiché sono nuovo del mestiere, potrei aver commesso degli errori. Lascio nella scatola qui sotto pennelli e colori, con una preghiera. Se notate degli errori, abbiate la cortesia di prendere il pennello e correggerli." 

La sera tornarono e il giovane artista fu stupito nel vedere che non era stata fatta nemmeno una correzione. Il maestro però non era ancora soddisfatto e disse al discepolo: “Forse un giorno di tempo non basta. Le persone hanno molti impegni e ci vuole tempo per venire qui con delle idee e fare le correzioni. Aspettiamo ancora un giorno: domani è domenica e potremmo trovare delle correzioni."

Il giorno seguente il dipinto era ancora intatto... Si dice sia stato lì un mese intero, ma che nessuna correzione sia mai stata fatta!

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"Dio ha dato a ciascuno di noi un volto. Che esso esprima l'amore oppure la rabbia è una decisione che spetta solamente a noi. Se manteniamo sempre un sorriso sul nostro volto, anche gli altri sorrideranno. Se abbiamo amore e pace dentro di noi, anche negli altri nasceranno questi sentimenti. Allora tutto l'ambiente si riempirà di felicità." - Amma