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"La preghiera di Amma è che l'amore porti sollievo nella vita di tutti e ci offre l'opportunità di condividere questo sogno ognuno secondo il proprio stile, secondo i propri mezzi e secondo le proprie aspirazioni. Embracing the World è un sogno che diventa realtà e con le nostre attività sosteniamo questo meraviglioso progetto. " - Amma

Insieme per la Natura

"Amma chiede a ogni abitante del pianeta di offrire il proprio contributo per riportare l'armonia nella NATURA" - Amma

In Armonia

Molte voci si fondono per creare un unico suono. Molti cuori focalizzati su un unico obiettivo: il nostro Sogno “EMBRACING THE WORLD"

Il Cammino della Pace

"Possa l'albero della nostra vita essere fermamente radicato nel terreno dell'amore. Fate che le buone azioni siano le foglie quell'albero. Possano le parole di gentilezza esserne i fiori. E la pace il suo frutto." – Amma

Il Nostro Sogno

"Che tutti, nel mondo, possano dormire senza paura almeno per una notte. Che almeno per un giorno ciascuno possa mangiare a sazietà. Che almeno per un giorno gli ospedali non debbano curare vittime della violenza. Che almeno per un giorno ciascuno possa aiutare il povero e il bisognoso con il servizio disinteressato. Che questo piccolo sogno si realizzi, questa è la preghiera di Amma." - Amma

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sabato 27 dicembre 2014

Per non dimenticare....e il Sogno di ETW continua



Lo tsunami dell’Oceano Indiano del 2004 ha colpito ampie fasce della costa orientale del Tamil Nadu, dove hanno perso la vita 7000 persone, e della costa occidentale del Kerala. Qui è stato colpito un tratto di litorale lungo 20 chilometri sul quale si trova il Centro di Amritapuri di Amma e la sede principale di Embracing the World. 140 persone sono rimaste uccise nei villaggi vicini. Migliaia di persone, incluse le 20.000 che quel giorno si trovavano nel Centro di Amma, sono state evacuate sotto la sua stretta supervisione. In poche ore la vicina Amrita University è stata trasformata in un gigantesco campo di soccorso che ha fornito cibo, alloggi temporanei, vestiario e assistenza medica ai superstiti. I discepoli monastici di Amma hanno offerto il loro aiuto ai sopravvissuti occupandosi delle cerimonie di cremazione dei loro parenti che avevano perso la vita nel disastro.
Dopo pochi giorni, Amma ha annunciato che Embracing the World s’impegnava a donare 23 milioni di dollari (circa € 19 milioni) in aiuto alle vittime dello tsunami in India. In un secondo momento, dopo l’incontro di Amma con il Presidente dello Sri Lanka, ETW ha offerto altri 685.000 dollari (circa € 550.000) per opere di soccorso a favore delle comunità cingalese e tamil. Nei due anni successivi, sotto la guida attenta di Amma, i volontari di Embracing the World si sono presi cura di ogni aspetto dei bisogni delle vittime, soddisfacendo non solo le necessità primarie, ma fornendo case e infrastrutture di qualità molto superiore a quelle che avevano perduto, supporto psicologico e formazione professionale affinché, per il loro sostentamento, non dipendessero più esclusivamente dal mare. Questi interventi hanno offerto nuove possibilità a uomini e donne, le quali spesso iniziavano un’attività lavorativa per la prima volta nella vita.

Dopo 2 anni di interventi, alla fine del 2006, il costo effettivo delle opere di soccorso per lo tsunami di Embracing the World ha raggiunto i 46 milioni di dollari (circa € 37 milioni).

venerdì 19 febbraio 2010

Amma può

La ricetta della Madre per i soccorsi ai disastri
By BV Shiva Shankar (web)
Data: 18-Feb-2010Luogo: Bangalore




Mentre le organizzazioni tardano a mantenere la promessa di case per le vittime dell’alluvione dello scorso anno in Karnataka, le organizzazioni ONG come quelle di Mata Amritanandamayi finiscono in tempo.

Mentre Mata Amritanandamayi Math, una ONG fondata dalla guida spirituale Mata Amritanandamayi, ieri consegnava al Primo ministro del Paese le chiavi di 100 case per le vittime dell’alluvione dell’anno scorso entro il termine prestabilito, molte organizzazioni incluse la Infosys e la Biocon, sono rimaste indietro.

53 grandi case aziendali si erano proposte per la riabilitazione delle vittime dell’alluvione che lo scorso ottobre ha colpito la parte settentrionale del Karnataka. Fra le 73.700 case necessarie, la Infosys si era impegnata a costruirne 3.000 e la Biocon aveva assicurato la riabilitazione delle vittime di 174 villaggi. L’entusiasmo iniziale è andato via via scemando e queste società sembrano aver dimenticato la scadenza di due mesi che avevano proposto .

E’ interessante notare come Rajya Sabha (Upper House of Parlament in India) Il Membro del parlamento Rajiv Chandrashekar, coordinatore dell’iniziativa sia senza indicazioni sulla situazione. Uno dei suoi portavoce ha riferito al MiD DAY: "Non ci è pervenuta nessuna informazione. Abbiamo chiesto dettagli all’ufficio del primo ministro. '

"Non abbiamo dimenticato, ma si tratta di un processo lungo. Dobbiamo ottenere i nullaosta dal governo prima di intraprendere certi passi, che causa ritardo." Ha detto Mohandas Pai, responsabile delle risorse umane della Infosys.

Non ha saputo rispondere a come Amritanandamayi Ma, o Amma, come è nota, abbia rispettato le scadenze.

Il 15 gennaio Amma aveva stabilito la scadenza di un mese.

"Non ho le informazioni complete, ma so che le cose si stanno muovendo " ha detto Kiran Mazumdar Shaw, presidente e Manager Director, della Biocon, "Voglio assicurarvi che manterremo la nostra promessa. "

Il governo sembra impotente: "Noi possiamo solo chieder loro di lavorare in fretta ed è esattamente ciò che stanno facendo." Ha detto G V Kongawada, segretario dell’edilizia.



lunedì 18 gennaio 2010

Ramayana, Rama, e i soccorsi

Anche se pensiamo che quanto facciamo sia troppo poco o troppo modesto è sempre importante e a suo modo indispensabile.
Mi viene in mente un racconto che sta scritto all’entrata dell’Amrita School of Biotechnology ad Amritapuri. E’ un racconto molto conosciuto che si rifà al Ramayana, uno dei due grandi racconti epici dell’India in cui si narra la vita di Rama, settimo avatar di Vishnu, sovrano ideale e valoroso guerriero.

La vita del Signore Rama aderisce perfettamente al dharma (modello di condotta ed etica) malgrado le dure prove della vita. Ci si riferisce a lui come Maryada Purushottama, letteralmente Uomo Perfetto o Signore della Virtù. Rama è il consorte di Sita, considerata un avatar di Lakshmi e impersonificazione perfetta delle virtù femminili.
Figlio primogenito di Kausalya e Dasharatha, sovrano del regno di Ayodhya, per salvaguardare l’onore di suo padre, Rama rinuncia al diritto ereditario al trono di Koshala e trascorre quattordici anni in esilio nella foresta insieme a sua moglie Sita e a suo fratello Lakshmana. Lì Sita viene rapita dal crudele re dei demoni, Ravana, che la conduce nell’isola di Lanka. Il coraggio di Rama nel combattere una guerra terribile per salvare la moglie e il loro onore è completato dall’assoluta devozione di Sita per l’amore di suo marito, e la castità perfetta pur essendo prigioniera di Ravana.

Ma ecco come va la storia…..
Tanto tempo fa nell’antica India un orribile mostro dalle dieci teste chiamato Ravana si invaghì di Sita, l’amata consorte del Re Rama, e la rapì. Tutti amavano Rama e Sita perché i loro cuori erano puri. Il Re Rama dichiarò guerra a Ravana e diede il via alla battaglia. Il grande re delle scimmie, Hanuman, guidava l’esercito.
Viaggiarono fino ad arrivare al vasto mare che avrebbero dovuto attraversare per raggiungere il regno di Ravana. Il Re Rama tentò di calmare l’oceano lanciando le sue frecce magiche nelle onde infuriate. Ma il re del mare disse: “I mari non possono essere attraversati con la forza, ma solo con la costruzione di un resistente ponte.” Così, Re Rama ordinò alle sue scimmie di costruire un ponte di pietra che potesse reggere il peso dell’intero esercito
Scimmia dopo scimmia, tutte quante iniziarono a lavorare trasportando fino al mare enormi pietre e massi. Migliaia di scimmie lavorarono incessantemente sotto lo sguardo compiaciuto di Rama. Poi il re notò un piccolo scoiattolo marrone che correva su e giù dalle colline alla riva trasportando dei ciottoli con la bocca e si domandò: “Cosa sta facendo quella piccola creatura?” Anche le scimmie notarono lo scoiattolo e si arrabbiarono. “Fuori dai piedi, sei troppo piccolo, non servi a niente.” Gli gridarono.
Lo scoiattolo guardando le scimmie dal basso verso l’alto disse: “Sto aiutando a costruire il ponte per salvare la regina Sita!” Tutte le scimmie scoppiarono in una fragorosa risata e lo derisero dicendo: “In tutta la nostra vita non avevamo mai sentito nulla di più assurdo!”
Lo scoiattolo rispose: “Non posso portare pietre o massi, posso solo sollevare piccoli ciottoli, ma è quello che posso fare per aiutare. Il mio cuore è straziato per Sita e voglio essere d’aiuto”.
Le scimmie allontanarono lo scoiattolo, ma questi continuò a trasportare i piccoli ciottoli e ad accumularli nelle vicinanze. Una delle scimmie si arrabbiò a tal punto da prendere lo scoiattolo e lanciarlo in aria lontano. Lo scoiattolo spaventato gridò: “Rama!” Il re afferrò lo scoiattolo al volo e lo tenne al sicuro nel palmo della sua mano.
Fu solo in quel momento che le scimmie capirono di aver bisogno di ciottoli più piccoli da sistemare fra i massi grossi per evitare che il ponte crollasse.
Re Rama disse loro: “ Scimmie, non bisogna mai disdegnare i deboli o le azioni di coloro che non sono forti quanto voi. Ciascuno è utile e necessario secondo la propria forza e capacità e sono tutti necessari per costruire questo ponte. “Accarezzando lo scoiattolo con tre dita, il re Rama disegnò tre righe lungo la schiena dello scoiattolo. "Ciò che veramente conta non è la forza che si ha, ma quanto è grande l’amore e la devozione. L’amore e la devozione possono muovere i cieli e la terra”. Così da quel giorno gli scoiattoli hanno tre righe sul manto della loro schiena, il segno del grande re Rama.

Ieri durante il nostro incontro di satsang siamo venuti a conoscenza del piano di soccorso lanciato poche ore prima da Amma a seguito dell’aggravarsi della situazione ad Haiti. Seppur senza preavviso tutti abbiamo donato senza indugio il nostro supporto al progetto di soccorso e ci uniamo alla preghiera di Amma per la pace delle anime dei defunti, per coloro che sono rimasti feriti e hanno subito perdite devastanti, per la forza e la pace mentale di tutti coloro che hanno perso i loro cari.

Qualcuno ha detto: “Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno”.